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L'AQUILA, UNA DENUNCIA CONTRO IL CONSORZIO DI VINCENZO & STREVER PER LA SINGOLARE VICENDA DEI MISURATORI ACQUA MONTATI PER STRADA. GSA RIBADISCE 'TRASLOCO' IN APPOSITE CABINE.

RICOSTRUZIONE: ''IRREGOLARITA' NON SANATA'', POZZETTI MARCIAPIEDE, SI VA IN AULA

Pubblicazione: 06 settembre 2019 alle ore 07:20

L'AQUILA - Una disfida infinita, salita agli onori delle cronache post-sisma 2009, quella dei "pozzetti" di piazza Palazzo a L'Aquila.

Restano infatti, dove sono da due anni, nonostante i ripetuti ultimatum della Gran Sasso acqua, che gestisce il ciclo idrico nel capoluogo, volti a sanare l'irregolarità, i misuratori di utenza idrica, collocati dentro i pozzetti lungo il marciapiede pubblico, di proprietà comunale, davanti all'aggregato danneggiato dal terremoto e restaurato dal consorzio Di Vincenzo & Strever, per un importo dei lavori di circa 18,5 milioni di euro. I misuratori, come sarebbe previsto dalle norme, andrebbero invece collocati sulla parete dell’edificio, dentro apposite cabine, o nelle sue pertinenze private. 

Una storia singolare nella storia del cantiere più grande d’Europa, che è finita anche nelle aule dei tribunali, a seguito di una denuncia contro la ditta costruttrice, da  parte di alcuni residenti, sia per la vicenda dei pozzetti, ma anche per alcuni lavori che sarebbero stati male eseguiti, già segnalati nella primavera del 2017 alla Soprintendenza, in particolare nella parte di aggregato coincidente con il settecentesco palazzo Palitti. La prima udienza si terrà il 2 marzo 2020.

La Vincenzo &Strever dal canto suo ha già spiegato che ad imporre l'inusuale collocazione dei misuratori idrici, era stata la Soprintendenza, per non "deturpare" con box di ispezione la parete vincolata. Ed è ovviamente pronta a dimostrare che i lavori sono stati effettuati a regola d'arte, e secondo quanto previsto dal progetto, già minacciando anche querele, al fine di tutelare il buon nome di una società tra le più importanti nel panorama abruzzese, di cui è titolare Gianni Di Vincenzo, fratello di Roberto, presidente della Camera di commercio di Chieti, fondatore dalla casa editrice ed agenzia di comunicazione Carsa, che ogni anno nel capoluogo organizza Officina L’Aquila, il grande evento incentrato sulla ricostruzione post-sismica e le nuove frontiere dell’edilizia.

Intanto però accade che i commercianti che hanno riaperto l'attività nei locali del pianterreno, hanno dovuto firmare il contratto di allaccio con la Gsa, assumendosi ogni responsabilità relativa ad eventuali incidenti causati da quei pozzetti, che non dovrebbero esserci, e di cui la società idrica non vuole assumersi nessuna responsabilità, non potendo negare la fornitura di un bene primario come quello idrico.

C'è chi però, tra i proprietari dei locali commerciali non ne vuole sapere di firmare, e di fatto non può aprire i battenti del suo locale. Proprietari che si chiedono anche come sia possibile che sia stata data l'agibilità , nonostante questa palese irregolarità. 

La Gsa aveva segnalato l'anomalia già nel settembre 2017, e poi ancora ad ottobre 2018 con una dura missiva, al settore Ricostruzione del Comune dell'Aquila e, per conoscenza, al sindaco Pierluigi Biondi, al presidente del Consorzio, Elide De Andreis, al direttore dei lavori Vinicio Polidori e alla Sovrintendenza.

L'avvocato Fabrizio Ajraldi, presidente della Gsa, anche su questa testata aveva lanciato vari ultimatum, l'ultimo entro il giugno 2019. Tutti per ora caduti nel vuoto.

Ribadendo che "i misuratori devono essere posti in apposite cabine immediatamente fuori dalla proprietà, per consentire in ogni momento al nostro letturista di registrare i consumi, e per permettere alle nostre squadre di staccare eventualmente l'utenza in caso di morosità".

E il fatto che i misuratori sono dentro i pozzetti impedisce di poter effettuare la lettura, visto che gli addetti della Gsa non sono titolati a predisporre un blocco del transito dei passanti per evidenti ragioni di sicurezza, una tipologia di intervento che non è prevista dalle procedure e dai contratti dei dipendenti.



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