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RICOSTRUZIONE: LA DENUNCIA, ''DELIBERA L'AQUILA CANCELLA VINCOLI IN FRAZIONI, EDIFICI PREGIO A RISCHIO''

Pubblicazione: 06 marzo 2019 alle ore 10:15

Enrico Perilli

L'AQUILA - "Sparito l’obbligo di restaurare edifici riconosciuti pregevoli, reintrodotto, anzi favorito, il premio di cubatura".

Sono gli effetti che secondo Sinistra Italiana produce una delibera della giunta comunale dell'Aquila che ha stravolto un precedente provvedimento adottato dal Consiglio comunale nel 2016.

"Sono lontani i tempi in cui alcuni consiglieri comunali, oggi ancora seduti in aula, gli stessi che hanno voluto fortemente questo stravolgimento del testo adottato, protestavano perché le frazioni non potevano usufruire dei contributi di ricostruzione aggiuntivi assegnati al centro storico dell’Aquila (il famoso interesse paesaggistico)", dicono in una nota Enrico Perilli e Pierluigi Iannarelli.

"Finalmente erano stati esauditi, grazie a un’azione paziente e lungimirante, ma la valorizzazione delle aree interne, di cui tanto si parla, si fa presto e meglio con il premio di cubatura. In arrivo nuovo inutile cemento, chi si opporrà?", domandano i due esponenti di Sinistra Italiana.

"C’era una volta una delibera (adottata dal Consiglio comunale il 5/12/2016, n. 109) che si proponeva di salvaguardare, negli interventi di ricostruzione, i pochi edifici di interesse storico che nelle nostre frazioni sono sopravvissuti ai trent’anni di spietata politica sostitutiva ed espansiva del Prg ‘75. Pochi, pochissimi, ma meritevoli di un intervento più attento, in grado di insegnare, solo a guardarli, a tutti gli operatori più o meno sensibili di questa ricostruzione, come si costruisce un luogo, e quindi una comunità".

"Con lo stesso spirito - continuano Perilli e Iannarelli - la proposta eliminava il premio di cubatura previsto dal Prg nei centri storici di frazione, già paesaggisticamente devastati, è sotto gli occhi di tutti, da indici di edificabilità inadeguati al tessuto dei piccoli borghi".

"Ancora, rendeva 'regolamento' le famose Prescrizioni per gli interventi nei centri storici allegate al Piano di Ricostruzione. In cambio prevedeva (d’accordo con Usra) incrementi del contributo di ricostruzione per eseguire interventi più accurati, laddove richiesti, consentiva di abbassare le quote di pavimento ai piani terra, a volte poco vivibili, fino a 50 cm, ammetteva in ogni caso il ricorso a tecnologie costruttive più moderne in caso di gravi condizioni di danno o di edifici già rimaneggiati nel tempo, liberava gli usi".

"Insomma una norma che investiva nella qualità del costruito, contemperando l’esigenza di sicurezza con quella della salvaguardia del paesaggio dei borghi e della loro futura attrattività. Non prescriveva la conservazione a tutti i costi, prescriveva, questo sì, attenzione, uno sguardo più sensibile", aggiungono i due di Sinistra Italiana.

"La proposta originaria ha subìto una prima, importante modifica in sede di approvazione delle controdeduzioni (Del. CC n. 12 del 15/02/2018): un emendamento proposto dai consiglieri Ferella e (!) Romano ha ridotto drasticamente il numero di edifici da attenzionare".

"In ultimo, il capolavoro. Lo scorso 30 gennaio la Giunta comunale ha inviato al Consiglio, per l’approvazione definitiva, una delibera che ha tradito in tutto l’obiettivo originario. Sparito l’obbligo di restaurare edifici riconosciuti pregevoli, reintrodotto, anzi favorito, il premio di cubatura".

"In pratica la stessa norma del ’75 con in più, perché quelli sono piaciuti, i 50 cm aggiuntivi ai piani terra", concludono Perilli e Iannarelli.



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