VINCE EDIL COSTRUZIONI MA C'E' ANCORA IL RISCHIO DI RICORSI DEGLI ESCLUSI

RICOSTRUZIONE PALAZZO CENTI: AGGIUDICATI
LAVORI NEL SILENZIO TOTALE DELLA REGIONE

Pubblicazione: 15 novembre 2016 alle ore 09:04

L'ingresso e la facciata di palazzo Centi

L’AQUILA - Dopo oltre sette anni e mezzo arriva il primo verdetto ufficiale per il mega appalto pubblico da 13 milioni di euro per la ristrutturazione di Palazzo Centi, sede della giunta regionale in pieno centro storico all’aquila, fuori uso per il terremoto del 6 aprile 2009.

All’impresa Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia, che ha operato un ribasso del 35,017 per cento, è stata aggiudicata provvisoriamente l’ambita gara alla quale hanno partecipato 29 colossi delle costruzioni.

Ma sull’importante commessa, caratterizzata già da gravi ritardi, potrebbe non essere stata scritta la parola fine: infatti, l’ente dovrà attivare la verifica delle anomalie, il cui esito potrebbe innescare ricorsi.

A questo epilogo si è giunti ieri sera al termine dell’apertura delle buste dove erano contenute le offerte economiche, operazione che ha seguito l’esame delle offerte tecniche che, secondo quanto si è appreso, ha visto i pretendenti arrivare molto vicini tra loro.

Decisive sono state, quindi, le offerte economiche. Al secondo posto si è classificata l’impresa teramana Cingoli Nicola e Figlio Srl, conosciuta all’aquila per le numerose commesse nell’ambito della ricostruzione privata, con il 29,70 per cento di ribasso; terza in graduatoria la Icet Engineering di Castelli (Teramo) con il 26,082 per cento; al quarto posto l’associazione temporanea (Ati) Di Vincenzo & Strever, altri sodalizi ben inseriti nella ricostruzione, con il 25,426 per cento.

I risultati non sono stati resi noti ufficialmente dall’ente regionale.

Il primo verdetto, annunciato nei giorni dal presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, è stato fatto trapelare da fonti interne alla Regione abruzzo.

Per tutta la difficile gestione della gara è stato difficile attingere informazioni.

Nonostante numerose telefonate, in tutte le varie fasi dell’appalto è risultato assolutamente impossibile colloquiare con la dirigente del servizio Gestione e patrimonio immobiliare dell’ente, Eliana Marcantonio, presidente della commissione aggiudicatrice, per avere dettagli sulle prossime tappe di uno dei palazzi pubblici più importanti del centro storico.

Un edificio bersagliato, oltretutto, dai nuovi sismi del 26 e del 30 ottobre e minacciato anche dalle condizioni sempre più pericolanti della prospiciente chiesa di Santa Giusta, che ha la facciata a rischio di distacco e dovrà essere sottoposta a nuovi puntellamenti.

UN ITER ANNOSO

L'edificio, di origine settecentesca, dal 2003 al 2009 è stato sede della presidenza. Nonostante sia stato negli anni sottoposti a importanti e numerosi restauri, ha riportato danni ingenti, per circa 9,4 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti oneri e spese.

I soldi destinati al recupero sono arrivati per 3 milioni dalla rimodulazione dei fondi inizialmente previsti nell’ambito dei finanziamenti del primo programma stralcio destinati alla ricostruzione di edifici pubblici all’Aquila e per 10 milioni dalla delibera Cipe numero 44 del 23 marzo 2012.

L’intervento è stato caratterizzato da lungaggini burocratiche e formali che hanno fatto ritardare tutto.  Lento è stato, infatti, il passaggio di consegne tra il provveditorato interregionale alle Opere pubbliche di Abruzzo, Lazio e Sardegna e la Regione stessa.

A quest’ultima amministrazione è passata la competenza dell’attuazione dei programmi di ricostruzione degli edifici regionali con la cessazione dello stato di emergenza, il 31 agosto 2012, e ci si è dovuti riorganizzare in corsa.

L’appalto prevede interventi di consolidamento strutturale, rifacimento impiantistico, restauro architettonico delle superfici decorate, degli apparati pittorici nonché delle superfici di pregio, ed è basato sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

È previsto un incentivo per la riconsegna anticipata dell’opera pari all’1 per mille e, nello stesso tempo, una penalizzazione in caso di ritardo nei lavori.

Il bando è stato pubblicato il 7 maggio 2015 sulla Gazzetta ufficiale della Comunità europea, con scadenza il 16 luglio, poi posticipata al 27 agosto.

La commissione giudicatrice ha preso il posto della “commissione amministrativa” che ha svolto un lavoro preliminare, composta dalla dirigente regionale Eliana Marcantonio, dirigente del servizio Gestione e patrimonio immobiliare, presidente, e dai funzionari Carlo Giovani, dirigente del servizio Prevenzione rischi e protezione civile, e dall’ingegnere Eliseo Amorosi, funzionario del Comune di Tione degli Abruzzi (L’Aquila).

Dal 31 agosto al 26 ottobre 2015 i tre hanno passato al vaglio la busta “A” con la documentazione amministrativa, e delle 30 ditte in gara ne è stata esclusa solo una, l’associazione temporanea (Ati) costituita dalle aziende aquilane Edilfrair, Taddei e Coaf.

Il 15 dicembre la stessa commissione ha cominciato ad aprire le buste “B”, con l’offerta tecnica, al solo fine di accertare e constatare il contenuto senza alcun esame di merito, operazione terminata il 4 febbraio 2016.

L’8 marzo con una determina del dipartimento Risorse e organizzazione a firma della dirigente Marcantonio, si è provveduto a nominare la commissione giudicatrice, composta da Giancarlo Misantoni, dirigente dei servizi Genio civile di Teramo e, ad interim, Qualità delle acque; Roberto Guetti, architetto che si occupa di edilizia sanitaria e dei nuovi investimenti sugli ospedali da 100 milioni di euro; e Silverio Salvi, ingegnere che pure si occupa di qualità delle acque assieme a Misantoni.

I tre hanno valutato le offerte tecniche delle 29 imprese in gara contenute nella busta “B”, restituendole alla Marcantonio a metà ottobre, e in questi giorni è avvenuta l’apertura e la valutazione delle buste “C” e “D”, che contengono rispettivamente l’offerta dal punto di vista della tempistica e l’offerta economica.

Dopo l’apertura delle buste e l’assegnazione provvisoria dell’appalto ci saranno 35 giorni di attesa per consentire la presentazione di eventuali ricorsi da parte dei concorrenti esclusi.

A seguire scatterà l’aggiudicazione definitiva: la ditta vincitrice avrà 80 giorni di tempo per stilare il progetto esecutivo, che dovrà essere infine valutato dagli uffici regionali prima di dare, finalmente, il via al cantiere.

Alla luce dei tempi attuali, impensabile che i lavori partano prima del 2017, anche se il cronoprogramma prevede la riconsegna entro aprile 2018, con durata massima dei lavori stabilita in 730 giorni e collaudo nell’ottobre successivo: date che dovranno essere riviste al rialzo, ma insomma, ci sarà comunque da correre. (alb.or. - b.s.)



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