RICOSTRUZIONE TEATRO L'AQUILA: LUNEDI'
RIPARTONO I LAVORI, NUOVI RUP E DIRETTORE

Pubblicazione: 31 agosto 2017 alle ore 07:34

Il Teatro comunale dell'Aquila
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L’AQUILA - Riprenderanno lunedì prossimo 4, settembre, con una serie di novità tra gli incarichi più importanti, i lavori di ricostruzione post-terremoto del Teatro comunale dell’Aquila, commessa da 13 milioni di euro coinvolta nell’inchiesta “L’importante è partecipare” della procura della Repubblica del capoluogo, su tangenti negli affidamenti di 12 lavori pubblici gestiti dal mibact abruzzo, con 10 arrestati ai domiciliari  e 5 interdizioni dal lavoro.

Sono complessivamente 35 le persone finite sotto indagine, tra dipendenti pubblici, imprenditori e professionisti abruzzesi, campani, pugliesi e marchigiani.

Ad annunciare le novità ad AbruzzoWeb è il segretario regionale del Mibact in Abruzzo, Stefano Gizzi, che annuncia anche, a breve, “un incontro tra progettisti per verificare esattamente quale sia la situazione, abbiamo anche affidato un’indagine statica”.

Questo perché, a leggere le carte, dalle intercettazioni emergerebbero dubbi tecnici, come l'assenza di una relazione geologica, sull'intervento di restauro e recupero di una struttura storica e culturale che dopo oltre otto anni dal sisma non è stata ancora riconsegnata alla città.

“Per il Teatro, l’architetto Panfilo Porziella è il nuovo responsabile unico del procedimento mentre l’architetto Augusto Ciciotti sarà il direttore dei lavori - conferma Gizzi - Ci sarà presto la riunione con il progettista originario, l’ingegner Claudio Modena”.

Proprio il nuovo direttore ad AbruzzoWeb affida un'affermazione significativa: “Sono ottimista, per come ho potuto verificare i lavori fin qui eseguiti mi sembrano a regola d'arte. Evitiamo di parlare di fine lavori e ragioniamo in termini concreti - ammonisce poi - perché seppur avanzati c’è ancora tanto da fare”.

“Quello del teatro è cantiere complesso - rileva Ciciotti - oltre al consolidamento murario, ci sarà tutta una parte impiantistica da mettere appunto, anticendio, abbattimento barriere architettoniche, e poi il ripristino degli apparati decorativi e gli allestimenti scenici. Sicuramente andremo al 2018”.

Il nuovo direttore rammenta che “subentrare in corsa è difficilissimo, ho cercato di prendere cognizione di quanto già realizzato con alcuni sopralluoghi prima della chiusura di agosto e da lunedì cercherò di dare una certa continuità al cantiere, questo l’impulso che è arrivato. Lavoreremo - assicura in conclusione - con grande impegno”.

L’inchiesta giudiziaria ha costituito un uragano negli uffici regionali del Mibact e il segretario Gizzi non lo nasconde.

“Bisogna fare chiarezza, ci affidiamo con la massima tranquillità alla magistratura, con la quale stiamo collaborando - premette - Su richiesta del ministero, la volontà è, comunque, quella di non sospendere lavori perché questo provocherebbe ulteriore danno”.

“Perciò stiamo proseguendo, naturalmente occupandoci di sostituire rup e direttori lavori che sono finiti ai domiciliari e proseguendo con altre forze”, aggiunge.

Gli arresti e le sospensioni hanno portato anche a un problema di organico. “Ci sono carenze - conferma Gizzi - Alcune già colmate con personale nostro e delle due soprintendenze dell’Aquila e di Chieti-Pescara; per altri buchi abbiamo chiesto a Roma di poter sostituire gli assenti, speriamo arrivi presto un gruppo di architetti, storici dell'arte e archeologi”, conclude.

Protagonisti del capitolo sul Teatro nell’inchiesta penale, tutti e tre finiti ai domiciliari, sono Lionello Piccinini, geometra dipendente del segretariato generale del Mibact e ormai ex responsabile unico del procedimento di questa commessa, Leonardo Santoro, geometra della cooperativa l'Internazionale di Altamura (Bari) che svolge a tutt’oggi i lavori, e Antonio Zavarella, presidente della commissione di collaudo.

Sulla base delle tesi accusatorie, interrogativi inquietanti del tipo “se poi cade qualcosa di chi è la colpa?” sentiti tra le telefonate intercettate tra gli indagati, erano dovuti a lavori svolti “senza un sopralluogo preliminare, senza le verifiche antisismiche e senza che gli atti fossero stati mandati al Genio civile per la verifica”, e questo a dispetto di costi sempre più gonfiati, da 5 a 13 milioni di euro circa.

Frasi che destano “allarme sociale e soprattutto allarme negli accordi corruttivi esistenti tra le ditte e i funzionari”, secondo il giudice Giuseppe Romano Gargarella.



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