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RIFIUTI PERICOLOSI SEQUESTRATI IN OSPEDALI
DI L'AQUILA E SULMONA, DUE INDAGATI

Pubblicazione: 11 novembre 2017 alle ore 12:31

L'AQUILA - Centinaia di filtri esausti provenienti dagli impianti di filtraggio dell’aria e rifiuti pericolosi e speciali derivanti dalla manutenzione degli impianti elettrici (lampade al neon, rifiuti elettrici, batterie esauste ed altro) sono stati sequestrati ieri sera negli ospedali di L'Aquila e Sulmona e due responsabili della Olicar, la ditta che ha vinto l'appalto della Asl provinciale per la manutenzione degli impianti di aerazione ed elettrici nei nosocomi, sono stati denunciati.

È il bilancio di una serie di controlli effettuati dai carabinieri del Nipaf (Nuclei investigativi provinciali di polizia ambientale e forestale) coordinati dal tenente colonnello Antonio Renato Rampini, e delle stazioni dei carabinieri forestali di Sulmona ed Avezzano agli ordini dei marescialli Silvano Corpetti e Donato Sperduto.

L’attività - informa una nota dell'Arma - rappresenta la prosecuzione di quella iniziata l'8 novembre dai carabinieri forestali di Avezzano che già aveva permesso di rinvenire e sequestrare all’interno di alcuni locali decine di metri cubi di rifiuti speciali e pericolosi presso il nosocomio marsicano, oltre all’impianto di depurazione delle acque.

Negli ospedali di L’Aquila e Sulmona sono stati rinvenute e sequestrate le identiche tipologie di rifiuti, che anziché essere inviati alle regolari procedure di smaltimento venivano stoccati presso alcuni locali all’interno degli ospedali configurando quantomeno una gestione illecita degli stessi.

I responsabili delle tre unità operative per la ditta appaltatrice, a cui carico è stato eseguito il sequestro, non hanno saputo spiegare il perché tali rifiuti anziché essere smaltiti, come prevederebbe il contratto in essere con l’Asl, fossero in così abnorme quantità, depositati nei locali ove sono stati rinvenuti.

Intanto le indagini del Nipaf, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Avezzano, si sono spostate in Piemonte dove la società appaltatrice risulta avere alcune sedi in cui potrebbero essere conservati documenti ritenuti importanti per tracciare il percorso dei rifiuti in questione.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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