IL SINDACO DELLA CAPITALE SCRIVE A D'ALFONSO; DOMANI LA GIUNTA DECISIVA

RIFIUTI ROMA: LA RAGGI DICE NI: ''IL NOSTRO
PIANO E' OK MA VI FAREMO SAPERE I DATI''

Pubblicazione: 10 gennaio 2018 alle ore 15:54

Virginia Raggi

ROMA - "Ho risposto al governatore della Regione Abruzzo, che ha offerto la propria disponibilità ad accogliere i rifiuti della regione Lazio, e l'ho tranquillizzato sulla validità del Piano per la gestione dei materiali post consumo che abbiamo approvato lo scorso marzo e che contribuirà alla drastica riduzione dei rifiuti indifferenziati".

Così il sindaco di Roma, Virginia Raggi.

Dopo aver elencato alcuni punti centrali del programma M5s per i rifiuti della Capitale, la Raggi ha scritto al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso.

"Relativamente ai quantitativi, tempi e costi di trattamento a freddo in Abruzzo questi attengono alle decisioni tecniche gestionali di Ama in cui la politica non può entrare, in particolare ciò vale per quanto riguarda le tariffe che vengono negoziate tra le aziende", ha fatto notare.

"Abbiamo chiesto al presidente di Ama, Lorenzo Bagnacani, di fornire alla Regione Abruzzo i dati tecnici indicati nella sua missiva - ha aggiunto - Si tratta di quotazioni relative a una richiesta pubblica presentata da Ama lo scorso ottobre alla quale nei mesi scorsi hanno risposto numerose aziende in tutta Italia comprese alcune in Abruzzo".

"La ringrazio per l'attenzione le invio cordiali saluti", ha concluso la Raggi.

RIFIUTI DI ROMA IN ABRUZZO: DI PRIMIO, ''CHIAREZZA O VIETO PASSAGGIO CAMION''

"Il Comune di Chieti è pronto a vietare il passaggio dei camion che trasportano i rifiuti che dovrebbero arrivare da Roma, se non ci sarà chiarezza su impatto ambientale, quantità, tipologia e durata di conferimento dei rifiuti".

Lo annuncia il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, secondo il quale non è ammissibile, "per l'inerzia di chi non ha saputo gestire il problema, che i rifiuti di Roma arrivino in Abruzzo, né è possibile far ricadere su altre realtà inefficienze e incapacità della Regione Lazio".

Secondo Di Primio, la Regione Abruzzo non può pensare, per vicinanza politica con quella del Lazio, di autorizzare l'arrivo indiscriminato di rifiuti.

"Se avessi dovuto autorizzare l'arrivo dei rifiuti nella discarica di proprietà del Comune - dice Di Primio, che ieri sera ha partecipato a una riunione di maggioranza voluta dal consigliere comunale di Forza Italia, Emiliano Vitale - avrei già sbarrato l'ingresso, per evitare qualsiasi altra forma di conferimento che non sia quella prevista. Purtroppo non posso utilizzare lo stesso strumento per rifiuti, che dovrebbero arrivare per essere trattati in impianti privati di Chieti, Sulmona e Aielli in provincia dell'Aquila".

"Tuttavia è interessato il mio territorio e per questo, a tutela della salute dei miei cittadini e di quelli della Val Pescara, vicinissimi all'impianto Tmb, trattamento meccanico biologico, di contrada Casoni - aggiunge - prima di accogliere nuovi rifiuti pretendo di avere chiarezza". 

Di Primio chiede di conoscere nel dettaglio: impatto ambientale generato da un eventuale arrivo di mezzi; quantità e qualità dei rifiuti; durata del conferimento e numero di camion che arriveranno a Chieti, città in ottemperanza alle prescrizioni del Via, Valutazione impatto ambientale.

"Qualora non dovessi ottenere risposte esaurienti, pur di tutelare la salute dei miei cittadini, sono pronto a emettere un'ordinanza che vieti il passaggio dei camion sul tratto di strada che conduce al Tmb. È impensabile che Regione Lazio e Comune di Roma pretendano di scaricare indiscriminatamente in Abruzzo i rifiuti, per l'incapacità di organizzare in questi anni impianti di stoccaggio. Sull'area Val Pescara abbiamo già un serio problema di inquinamento dovuto alla sciatteria e all'attività delinquenziale del passato - conclude il primo cittadino - Non voglio che la mia città venga gravata ulteriormente, soprattutto in un'area sensibile, a causa di un incremento di mezzi pesanti".

RIFIUTI ROMA IN ABRUZZO: MONTICELLI, ''OPPOSIZIONE E' CONTRADDITTORIA''

“Sull’impatto di errate politiche gestionali in fatto di rifiuti la maggioranza del Consiglio regionale abruzzese ha già avuto occasione di dire la sua. Alla luce di quanto accade oggi nella Capitale d’Italia, si carica invece di significato l’atteggiamento adottato dalla minoranza seduta sugli scranni lo scorso 12 dicembre”.

Interviene così sulle “voci ci circolanti sull’emergenza rifiuti romana” il consigliere regionale abruzzese Luciano Monticelli, che ricorda quanto accaduto nel corso del Consiglio regionale nel quale lo stesso consigliere, insieme al sottosegretario Mario Mazzocca e al consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, ha presentato un emendamento dedicato alle capacità future degli impianti regionali.

“Valutando la distribuzione delle disponibilità impiantistiche sul territorio - ricorda in merito Monticelli - si denota una certa sperequazione e un eccesso di offerta collocati nel territorio della provincia di Teramo. Da qui la nostra decisione di presentare un emendamento di modifica integrativa del Piano Regionale di Gestioni Rifiuti, con il quale abbiamo escluso la possibilità di ampliamento della discarica ubicata in località Santa Lucia ad Atri, in provincia di Teramo”.

“Il progetto di legge 431, però, è stato votato esclusivamente dalla maggioranza. La minoranza non ha approvato questa decisione - commenta - una decisione sollecitata dal territorio e pensata alla luce di mirate politiche di prevenzione e recupero che, inoltre, ha anche sventato la presenza di una discarica a ridosso di una riserva naturale di notevole valore quale quella dei Calanchi di Atri”.

“Oggi - aggiunge il consigliere regionale - veniamo a conoscenza del fatto che Roma non riesce a trovare un’alternativa per accogliere le tonnellate di indifferenziato prodotte da cittadini e imprese e, dunque, punta sull’Abruzzo, dove peraltro già conferisce nell’impianto di Aielli, in provincia dell'Aquila. Il pensiero va naturalmente al 12 dicembre scorso e ci si chiede, dunque, come mai la maggioranza non ha colto al volo la possibilità che gli era stata offerta di eliminare la previsione di ampliamento della discarica di Atri”.     

“D’altronde l’argomento non è nuovo alla politica abruzzese e già in passato alcuni consiglieri si erano espressi a riguardo. Ne è  un esempio la posizione del Movimento 5 Stelle, che aveva accusato la Regione Abruzzo di pronunciarsi con 'risposte non chiare ed evasive'. Non solo. All’epoca gli stessi avevano parlato di un quadro poco rassicurante, esprimendosi in termini negativi circa il rischio di ampliamento della discarica atriana. Oggi invece che si è concretamente scongiurata tale criticità, ci ritroviamo soli a difenderla”, conclude. 

RIFIUTI ROMA IN ABRUZZO: WWF, ''CIFRE E INFORMAZIONI SONO POCO CHIARE''

"La richiesta di trattare in Abruzzo una ulteriore quantità di rifiuti provenienti da Roma, offre l’occasione per qualche riflessione, che va al di là della stessa situazione contingente i cui esiti sono tuttora in fase di definizione".

Lo scrive in una nota il Wwf Abruzzo.

"Ad oggi - si legge ancora - e da alcuni anni in virtù di un accordo di programma sottoscritto dalle due regioni interessate alcune tonnellate di rifiuti indifferenziati vengono già trasportate ogni giorno dal Lazio all’impianto Aciam di Aielli (L'Aquila) che trattiene il compost e invia in discariche fuori regione il secco residuo. Circa le quantità trattate c’è palesemente confusione visto che il sottosegretario con delega all’Ambiente Mario Mazzocca ha parlato di 180 t/giorno mentre il sindaco di Aielli di 30 tonnellate: sarebbe il caso che su questioni così delicate che investono la salute dei cittadini e dei territori si cominciasse a rendere pubblici e comprensibili i documenti ufficiali, perché qualsiasi cittadino possa immediatamente sapere di che cosa si sta realmente parlando".

"I rifiuti romani, semmai la soluzione Abruzzo (impianti di Chieti, Sulmona e Aielli ma quest’ultimo, secondo il sindaco, sarebbe già al limite della propria potenzialità) dovesse riproporsi e concretizzarsi, rappresenterebbero certamente un buon affare per i gestori delle aziende di trattamento, ma pessimo per la collettività che, tra l’altro, vedrebbe peggiorate le condizioni ambientali del proprio territorio costantemente attraversato da tir carichi di rifiuti. Un esempio in tal senso si ha anche a Chieti dove l’unico impianto al 100 per cento privato dei tre interessati a ricevere il pattume della capitale già accoglie una notevole quantità di indifferenziato quotidianamente da tutto il pescarese e da buona parte del teramano e del chietino. Questo in una città inserita in una zona di risanamento per quanto riguarda la qualità dell’aria e nella quale i cittadini si impegnano da anni nella raccolta differenziata, oggi porta a porta, senza averne benefici economici", prosegue il Wwf regionale.

"L’adeguamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti punta all’autosufficienza regionale già dal 2019 ed è ben poco comprensibile come questo obiettivo virtuoso possa contemperarsi con l’arrivo di rifiuti da altre regioni. Nelle osservazioni presentate lo scorso anno insieme a Legambiente durante la fase di predisposizione del Piano, il WWF aveva esplicitamente richiesto la revisione al ribasso dei volumi complessivi nelle discariche residuali e degli impianti di trattamento 'a nostro avviso eccessivi – scrivevamo allora – alla luce di un piano che si pone come obiettivi fondamentali l’azione di riduzione, riciclo, sviluppo dell’economia circolare e della specializzazione dell’impiantistica'", continua la nota dell'associazione ambientalista.

Secondo cui "l’obiettivo non può che essere quello di massimizzare le politiche di riduzione, potenziando e agevolando la raccolta differenziata con progetti ambiziosi: nel caso dell’Abruzzo si deve puntare a una raccolta differenziata oltre il 70 per cento di media regionale al 2022 (oggi siamo circa al 56 per cento nonostante i vergognosi e gravissimi ritardi di Pescara e di altre popolose città) con una produzione di rifiuti urbani indifferenziati al di sotto dei 100 chili annui per abitante. Obiettivi realistici visto che già nel 2016 in Italia erano ben 525 - per una popolazione complessiva che sfiora i 3 milioni di abitanti - i comuni 'rifiuti free' che hanno deciso di puntare sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento: questi comuni producono tutti meno di 75 kg annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato, un risultato importante ottenuto con ricette diverse ma con un denominatore comune: la responsabilizzazione dei cittadini attraverso raccolta domiciliare, comunicazione efficace e con politiche anche tariffarie che premiano i comportamenti virtuosi. Non è un caso se dei 525 comuni rifiuti free ben 255, quasi il 50%, hanno un sistema di tariffazione puntuale, nel quale si paga non una tassa per un servizio, ma in base ai quantitativi realmente smaltiti. A questo si deve puntare anche in Abruzzo".

"La pubblicazione, che il Wwf sollecita, dei dati comune per comune e le informazioni offerte a tutti sulla destinazione (di transito e finale) di ciascuna tipologia di rifiuti e su ogni accordo in atto o allo studio per far entrare o uscire dalla regione materiale di scarto rappresenteranno un ulteriore passo in avanti verso la chiarezza e la buona politica, essenziali in un settore che riguarda direttamente la salute dei cittadini e del territorio", conclude la nota. 

 



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