RIFIUTI: SCINTILLE ALL'AGIR PER L'ELEZIONE DI BIONDI, A VUOTO COLPO DI MANO D'ALFONSO Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

RIFIUTI: SCINTILLE ALL'AGIR PER L'ELEZIONE
DI BIONDI, A VUOTO COLPO DI MANO D'ALFONSO

Pubblicazione: 11 giugno 2018 alle ore 07:00

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L'AQUILA - È caos all'Autorità regionale per la gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir), istituita dal precedente governo regionale di centrodestra nel 2013, ma mai entrata in funzione. Al quadro molto confuso contribuisce un vero e proprio giallo maturato nei giorni scorsi nel tentativo di operare la prima elezione per dare l’avvio ad un organismo pubblico i cui “padroni” sono i 308 sindaci abruzzesi, che sulla carta si annuncia importante vista la delicata e complessa tematica: protagonisti, in negativo, il presidente della Regione e senatore del Pd, Luciano D’Alfonso, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, esponente di spicco di Fratelli d’Italia, alla guida dal giugno dello scorso anno dell’amministrazione di centrodestra che governa il Comune dell’Aquila.

Stando alle testimonianze di sindaci che hanno partecipato alla riunione ma che non hanno voluto dichiarare nulla ufficialmente, con un colpo di mano da parte di D'Alfonso, che ha operato all’insaputa della sua maggioranza e del centrodestra, l'assemblea dei soci riunita nei giorni scorsi ha prima eletto presidente per acclamazione il sindaco Biondi, e poi fatto retromarcia quando un drappello di primi cittadini, in testa quelli della sua stessa coalizione, ha contestato il metodo di voto, pretendendo che si procedesse con un voto ponderato e nominale e ottenendo così il rinvio della seduta.

Il caso, frutto di retroscena non essendoci resoconti ufficiali, restituisce la fotografia di un organismo allo sbando che a distanza di cinque anni dalla sua istituzione, non funziona ancora.

Pur perseguendo il non trascurabile obiettivo “di governare l'intero ciclo dei rifiuti in Abruzzo, in modo sovraordinato rispetto ai consorzi e alle società municipalizzate”.

Sull'elezione di Biondi aleggia anche un giallo nel giallo, visto che ad un certo punto l'elezione alla era stata data per cosa fatta persino in ambienti di centrosinistra.

Un organismo ancora virtuale, dunque, l'Agir, dove va anche in scena una battaglia politica di cui è ancora una volta protagonista il presidente D'Alfonso, che mantiene saldo il controllo sulle cose che contano nonostante l'elezione al Senato e le polemiche sul doppio incarico: sarebbe stato proprio il governatore, infatti, a indicare il nome del sindaco dell'Aquila per la guida dell'assemblea.

Il rinvio della riunione, nei giorni scorsi nella sede di palazzo Silone all'Aquila, dopo ore di infruttuose formalità in cui si è registrato un viavai di amministratori che probabilmente non ha aiutato a mantenere il clima sereno, è arrivato per volontà della maggioranza dei sindaci dei 308 Comuni abruzzesi che compongono l'Autorità.

La mossa di D'Alfonso sarebbe arrivata anche contro la volontà degli amministratori del suo stesso partito, il Pd, che con il sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, avrebbe infatti tentato di far eleggere il sindaco di Pescara Marco Alessandrini.

Quanto accaduto durante la prima assemblea, presieduta dallo stesso governatore in attesa dell'entrata in funzione formale con l'elezione del presidente, è ancor più curioso se si pensa che il centrodestra aveva alzato le barricate chiedendo che l'elezione dei vertici venisse rinviata a dopo le elezioni amministrative, che interessano anche Comuni importanti come Teramo e Silvi, che peraltro arrivano al voto entrambi commissariati.

Salvo poi ritrovarsi sul piatto, a sorpresa, il nome di Biondi, che avrebbe spiazzato i sindaci di centrodestra e innervosito quelli di centrosinistra.

Erano stati proprio loro, infatti, ben 67 amministratori di centrodestra capitanati dai sindaci di Chieti, Umberto Di Primio, e Montesilvano (Pescara) Francesco Maragno, insieme ai consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo, Lorenzo Sospiri, Paolo Gatti ed Emilio Iampieri e al senatore e coordinatore regionale degli azzurri Nazario Pagano, a chiedere il rinvio dell'assemblea per la costituzione dell'Autorità, evidentemente inconsapevoli del colpo di teatro che aveva in serbo D'Alfonso.

Secondo altre interpretazioni, tuttavia, il centrodestra avrebbe invece fatto quadrato per contrastare il disegno del governatore, che avrebbe voluto forzare la mano insediando l'Agenzia con l'elezione del consiglio d'amministrazione, ma lasciandola monca del presidente e quindi, di fatto, impossibilitata ad entrare nella pienezza delle funzioni.

L'assemblea dei sindaci, alla fine rinviata per volontà della maggioranza dei sindaci, ha impiegato ore anche solo per decretare il rinvio per questioni legate al voto ponderato, cioè il maggior peso ai comune più grandi: secondo quanto appreso, infatti, il governatore avrebbe provato ad optare per il voto per alzata di mano, mentre la legge che istituisce l'Agir prevede che ciascun sindaco esprima una preferenza che ha un peso rapportato al dato demografico del proprio Comune, per questo alla fine i sindaci hanno chiesto e ottenuto che si procedesse con un voto nominale. Procedura che, per consentire che si esprimessero tutti e 308, ha richiesto molto tempo.

Tutto rinviato, perciò, compresa la partita per la nomina del direttore dell'Agir, dagli addetti ai lavori considerato il vero pomo della discordia, considerando che si tratta dell'unico incarico remunerato della costituenda Autorità, per la quale sarebbe in corsa Massimo Ranieri, presidente della Ecolan, la società che gestisce il ciclo dei rifiuti nell'area frentana.

L'assemblea era stata convocata una prima volta nel luglio 2017 e anche allora si concluse con un nulla di fatto. L'Agir è nata nel 2013 con il governo regionale di centrodestra, l'obiettivo che si prefigge è quello di governare l'intero ciclo dei rifiuti in Abruzzo, in modo sovraordinato rispetto ai consorzi e alle società municipalizzate.



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