RIGOPIANO, ''DI MARCO SI DEVE DIMETTERE'',
FORZE DI LIBERTA' VS PRESIDENTE PROVINCIA

Pubblicazione: 30 novembre 2017 alle ore 18:52

TERAMO - “Il gruppo consiliare Forze di libertà ha chiesto ufficialmente le dimissioni del presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco. Alla luce delle ultime rivelazioni inerenti la tragedia dell’Hotel Rigopiano dello scorso 18 gennaio, al di là degli ulteriori sviluppi giudiziari della vicenda, riteniamo che Di Marco non abbia né la forza politica, né la necessaria lucidità amministrativa per continuare a gestire il territorio provinciale a fronte di una probabile futura emergenza maltempo”. 

Lo rende noto il capogruppo Forze di libertà Vincenzo D’Incecco, firmatario della richiesta di dimissioni con i consiglieri Lorenzo Silli, Antonio Zaffiri e Maurizio Giancola e con il capogruppo di Forza Italia Maragno

"Io la preoccupazione mia è che quello è un lavoro che è di mia competenza, tutto qua", le parole di Di Marco alle 19.56 del 18 gennaio, poco dopo avere appreso con certezza la notizia della valanga che ha travolto l'Hotel Rigopiano.

Di Marco, attualmente indagato nell'inchiesta sul disastro dell'albergo, in quel momento si trovava insieme al segretario della Provincia, Antonello Langiu e i due conversano telefonicamente con il responsabile del settore Viabilità della Provincia, Paolo D'Incecco, che si trova a casa per problemi di salute.

Il colloquio è registrato dalla squadra mobile di Pescara nell'ambito di altre attività d'indagine.

Langiu mette a conoscenza D'Incecco di quanto accaduto all'Hotel Rigopiano. D'Incecco cade dalle nuvole, poi interviene Di Marco.

"Tra l'altro la turbina che avevamo concordato che andava su a Farindola non è mai andata a Farindola e non ho capito cosa ha cambiato di programma l'Anas, e sta andando a Villa Celiera dove anche lì è crollata una casa con due anziani - commenta Di Marco - Ma la cosa terribile è questa cosa di Rigopiano perchè là ci sono dodici persone, s'è salvato soltanto quello che ha dato la notizia".

Poi Lagiu commenta con D'Incecco: "Glielo devo dire subito di non dire certe cose". E l'interlocutore risponde che "tu, certe cose... no di non dirle, di dire le cose... cioè mò che c'è stata una valanga, oppure che a Villa Celiera è cascato il tetto... ma chi può... che c'entriamo?" 

“Di Marco - viene spiegato nel comunicato da Vincenzo D'Incecco - lo ha dimostrato ieri quando, nel corso della seduta del Consiglio provinciale, addirittura si è scatenata una bagarre in seno alla maggioranza su quale dovesse essere la destinazione del trattore donato dalla Bbcc alla Provincia, senza sapere che tale decisione non spetta alla politica, ma ai dirigenti dell’Ufficio tecnico. Se le dimissioni non arriveranno entro poche ore, abbiamo già pronta la richiesta di convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio provinciale nella quale presenteremo la mozione di sfiducia”. 

“La richiesta è partita ieri pomeriggio - prosegue D’Incecco - cogliendo l’occasione della convocazione della seduta ordinaria del Consiglio provinciale, chiamato, tra le altre cose, a ratificare l’omaggio di un trattore da parte della Bbcc. E inevitabilmente abbiamo ritenuto opportuno chiamare all’appello il presidente Di Marco affinché fornisse delle spiegazioni in merito alle ultime drammatiche intercettazioni rese pubbliche dopo l’ampliamento dell’inchiesta sull’Hotel Rigopiano dove sono morte 29 persone in seguito a una valanga, con il numero degli indagati passato da 6 a ben 23 e con il rafforzamento dei capi d’accusa”. 

“Ovviamente non abbiamo chiesto di parlare degli atti giudiziari o della linea di difesa del presidente Di Marco, destinata a restare per ora segreta, ma lo abbiamo chiamato a rispondere sul piano politico come opposizione responsabile che, dopo l’approvazione della Delrio, non ha mai lavorato con atteggiamenti ostruzionistici, ma si è preoccupata solo di tutelare l’interesse dei nostri territori”, dice ancora. 

“E sul piano politico, a nostro giudizio, il presidente Di Marco ha fallito la sua mission: oggi è il presidente dei social, ma sul piano amministrativo ha dimostrato di non avere alcuna autorevolezza”, viene poi affermato duramente.

D’Incecco dice inoltre che “dal Governo nazionale, a guida Partito democratico esattamente come la Provincia, non è riuscito a farsi assegnare un misero euro da destinare alla sicurezza della provincia in caso di emergenza maltempo, in barba alla cosiddetta filiera istituzionale. Per mesi abbiamo chiesto a Di Marco di fare un’azione di forza, di strappare la sua tessera di partito, di agire come Presidente dei cittadini della provincia di Pescara e non come esponente del Partito democratico, ma lui non ha avuto la forza di farlo. E oggi siamo fortemente preoccupati perché, alla conta dei fatti, siamo consapevoli che la tragedia di Rigopiano non è ‘irripetibile’, e siamo consapevoli che il presidente Di Marco non ha la necessaria serenità, lucidità e tranquillità per svolgere il proprio incarico politico. Come un automa ha continuato a ripetere in aula consiliare di ‘essere tranquillo’ e che ‘va tutto bene’”. 

“Peccato - sottolinea quindi D’Incecco - che non ci creda neanche la sua maggioranza che in aula ha innescato una bagarre sulla destinazione del trattore regalato dalla Bbcc, chi la vuole dirottare sulla Valle Vestina chi su altri fronti, dimenticando che tale decisione non spetterà ai consiglieri provinciali ma ai tecnici. Ma soprattutto senza sapere che, come sarebbe emerso in aula, regalato il trattore, la Provincia non avrebbe l’autista che la possa guidare, tradotto quel trattore rischia di restare parcheggiato in qualche piazzale o rimessa”. 

“In aula - conclude il capogruppo - abbiamo chiesto le dimissioni di Di Marco; se non arriveranno nelle prossime ore, abbiamo già pronta la richiesta di convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio, alla quale inviteremo tutti gli amministratori dei comuni interni, con allegata la mozione di sfiducia”. 



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