RIGOPIANO: DOPO LA TRAGEDIA RIAPRONO A FARINDOLA I SENTIERI MONTANI

Pubblicazione: 04 agosto 2017 alle ore 12:13

Riaperto a Farindola il sentiero Viteello d'oro dopo la tragedia di Rigopiano

FARINDOLA - Giovedì 3 agosto sarà ricordato dagli abitanti di Farindola (Pescara) come il giorno della ripartenza, grazie alla riapertura di strade e sentieri naturalistici che hanno da sempre caratterizzato il comune vestino, dopo la chiusura a causa della tragedia della valanaga che colpì l’hotel Rigopiano, uccidendo 29 persone.

Gli eventi calamitosi di gennaio e quella terribile valanga hanno sconvolto la comunità oltre ad aver paralizzato il territorio di Farindola, che non si è arreso ed ha avuto la forza di ripartire.

Nel pomeriggio di ieri, infatti, è stato riaperto il sentiero della Vitella D’Oro, che dal centro del paese porta fino alle meravigliose cascate, alla presenza del sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, di Maurizio Lupi, presidente del gruppo alla Camera dei Deputati di Alternativa Popolare, del sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e del presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Tommaso Navarra.

Il sentiero è stato intitolato alla memoria di Marco Riccitelli, ragazzo farindolese di 29 anni annegato il 24 agosto dello scorso anno nel mare di Punta Aderci a Vasto, insieme all’amico Claudio Basilavecchia.

"Quello che facciamo oggi - ha dichiarato Maurizio Lupi - oltre che un fatto concreto e non un annuncio o una promessa, è un segno, non solo per l'Abruzzo ma per tutto il Paese: è possibile ricostruire, è possibile ricominciare".

"La demoralizzazione, che è umana, giustificata, dopo eventi distruttivi come quelli che hanno colpito la regione Abruzzo - ha aggiunto -non è l'ultima parola. Si ricomincia sempre e ricominciare, oltre che un fatto economico, è un avvenimento sociale e culturale, perché coinvolge tutti anche quelli che una certa mentalità considera esclusi, tagliati fuori, come i detenuti".

"Si deve alla sensibilità e alla tenacia del sottosegretario Chiavaroli l'attuazione di questo progetto, credo che tutti dobbiamo essergliene grati".

La ricostruzione in tempi record del sentiero si è reso possibile grazie al lavoro di 8 detenuti del carcere di Pescara. Un progetto frutto di un protocollo d’intesa sottoscritto nel mese di giugno tra il ministero della Giustizia, il provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria per il Lazio, l’Abruzzo e il Molise, l’Ente Parco del Gran Sasso e Monti della Laga e il Comune di Farindola.

"Questo progetto è la prova di come la sinergia tra diversi Enti porti risultati positivi - ha commentato con soddisfazione il sottosegretario Chiavaroli - attraverso un impegno condiviso è stata offerta ai detenuti l’opportunità di riscattare, almeno in parte, il debito contratto con la società, ma soprattutto è stata restituita a Farindola una risorsa turistica importante".

"Vedere oggi in questo luogo un tale fermento di iniziative - ha aggiunto - quali la riapertura della strada provinciale tra Farindola e Rigopiano, il ripristino del sentiero che conduce alla cascata, l’apertura del Ristorante La Cuccumella, è fonte di grande speranza per questo territorio".

"Dal mio canto sono veramente grata all’amministrazione penitenziaria, ai detenuti che si sono impegnati senza riserve, alla polizia penitenziaria che ha garantito la sicurezza con discrezione e disponibilità, agli operai del Parco che hanno guidato i lavori, all’associazione degli alpini di Farindola e ovviamente a tutte le istituzioni che hanno creduto in questa iniziativa", ha dichiarato la Chiavaroli in conclusione.



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