RIGOPIANO: FENIELLO, PAPA' VITTIMA, ''NON DEVONO PASSARLA LISCIA''

Pubblicazione: 16 maggio 2018 alle ore 14:56

Alessio Feniello

PESCARA - "Questa volta non devono passarla liscia".

Lo scrive su Facebook, riferendosi all'iscrizione sul registro degli indagati di tre presidenti della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, Gianni Chiodi e Ottaviano Del Turco, Alessio Feniello, papà di Stefano, una delle 29 vittime della tragedia dell'hotel Rigopiano.

Il giovane, durante la delicata fase dei soccorsi, era stato inizialmente dato per vivo, con tanto di comunicazione formale della Protezione civile ai genitori, che ne attendevano il ritorno e che hanno saputo solo alla fine che Stefano era morto. Sono mesi che i familiari del ragazzo chiedevano che tutti i responsabili e, in particolare, il presidente di Regione finissero sotto inchiesta.

"Questa novità - afferma l'avvocato Camillo Graziano, legale della famiglia Feniello - fa capire che se l'indagine è durata così tanto è per un motivo: hanno valutato tutto a tutti i livelli. È stato quindi necessario arrivare ad un anno e mezzo dai fatti. È stata fatta una valutazione a 360 gradi e per questo i tempi si sono dilatati".

"Il fatto che si vada a mettere sotto inchiesta anche le passate Giunte regionali - aggiunge il legale - significa che le omissioni sono riferibili a tutta la dirigenza passata della Regione Abruzzo. Faccio i complimenti alla Procura e ai Carabinieri Forestali, che non hanno tralasciato nulla. È stato fatto un lavoro di grande attenzione".



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