RIGOPIANO: LA GIORNATA DEL RICORDO
UN ANNO DOPO LA VALANGA ASSASSINA

Pubblicazione: 18 gennaio 2018 alle ore 16:32

FARINDOLA - Il 18 gennaio 2017 una valanga travolse e distrusse l'hotel Rigopiano di Farindola (Pescara). I morti furono 29. 

Un anno dopo quella immane tragedia, l'Abruzzo e il resto d'Italia hanno onorato la memoria di chi non c'è più e abbracciano non soltanto fisicamente parenti e amici delle vittime.

A promuovere le varie iniziative in Abruzzo è il Comitato Vittime di Rigopiano, che riunisce superstiti e familiari degli scomparsi, in collaborazione con la Pro Loco di Penne (Pescara) e il patrocinio del Comune di Penne (Pescara). 

A rinnovare la portata della tragedia le parole di di Riccardo Di Carlo, che all'hotel Rigopiano ha perso il papà Sebastiano e la mamma Nadia Acconciamessa, non una parola.

"Mi sono ritrovato orfano e indebitato, con due fratelli minorenni, nessuno mi ha chiesto se avessi bisogno di una mano".

"Ad un anno dalla tragedia dell'Hotel Rigopiano, profonda ferita per la comunità coinvolta e per il Paese intero, desidero rivolgere un commosso pensiero alle vittime e rinnovare la mia solidale vicinanza ai loro familiari e ai superstiti", le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota.

Nella mattinata un momento di raccoglimento e preghiera a Farindola, in forma privata, e corteo con fiaccolata fino alla chiesa parrocchiale dove l'arcivescovo di Pescara-Penne Tommaso Valentinetti ha celebrato la messa.

Davanti l'ingresso di quello che resta del Resort è stata deposta una corona di fiori. 

La commemorazione è all'interno del Palazzetto dello Sport di Penne, che fu base dei soccorritori. 

Valentinetti ha benedetto 29 piante di leccio che saranno messe a dimora vicino alla Cittadella dello Sport. 

Poi, nel pomeriggio, lettura di poesie e musica con il tenore Piero Mazzocchetti, accompagnato dall'Orchestra giovanile di fiati 'Claudio Monteverdi'. Chiusura alle 18 con la 'Corale Monte Camicia'.

Presenti, su invito del comitato Vittime, gli artisti de "Le stanze di Federico & Friends" che hanno registrato il brano 'Dove la neve non cade'. 

A presiedere la breve e toccante cerimonia di questa mattina è stato il vescovo, che nel corso della benedizione ha detto: "Concedi il riposo eterno ai fratelli e alle sorelle che hanno lasciato la vita terrena. Il sole che splende oggi si é appannato nel cuore di tutti coloro che sono qui. Signore noi ti chiediamo di ridarci ora questo sole e la pace eterna a coloro che non sono più fra noi".

MATTARELLA, ''PROFONDA FERITA PER COMUNITA' COINVOLTA E PER L'ITALIA INTERA''

"Ad un anno dalla tragedia dell'Hotel Rigopiano, profonda ferita per la comunità coinvolta e per il Paese intero, desidero rivolgere un commosso pensiero alle vittime e rinnovare la mia solidale vicinanza ai loro familiari e ai superstiti", le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota.

"Le angosciose immagini diffuse in quei giorni durante le operazioni di salvataggio, scandite dal repentino susseguirsi, con il passare del tempo, di sentimenti ora di speranza e ora di sconforto - si legge ancora nella nota - sono presenti nel cuore e nella memoria di tutti, così come la straordinaria generosità dei soccorritori, impegnati in attività di particolare complessità e in condizioni di estremo pericolo, a testimonianza dell'autentica solidarietà corale che il popolo italiano riesce a offrire nelle prove più drammatiche".

BOLDRINI, "TRAGEDIA VIVA NELLA MEMORIA, ORA VENGA FATTA PIENA CHIAREZZA"

"È passato un anno, ma la tragedia dell'Hotel Rigopiano è ancora viva nella memoria di tutti. Un Paese intero seguì con trepidazione, speranza, dolore le operazioni di soccorso, gioì per le persone messe in salvo, pianse per coloro che non ce l'avevano fatta.  Sono vicina, anche a nome della Camera dei deputati, alle famiglie delle vittime e ai superstiti, e con loro esprimo l'auspicio che quanto prima sulla vicenda venga fatta piena chiarezza". Così la presidente della Camera Laura Boldrini.

PEZZOPANE: ''FERITA ANCORA APERTA''

"Oggi è il giorno del lutto, delle lacrime e del ricordo per le 29 vittime dell'hotel di Rigopiano e della vicinanza ai famigliari e ai superstiti. Sotto l'albergo sono rimasti anche cari amici. Per l'Abruzzo è una ferita aperta e sanguinante. I procedimenti giudiziari faranno il loro corso e accerteranno le eventuali responsabilità, perché è giusto che si faccia assoluta chiarezza".

Così la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, eletta in Abruzzo, nel giorno in cui si ricordano le vittime della tragedia di Rigopiano. "Nel frattempo, in questo anno abbiamo con tanti provvedimenti affrontato l'emergenza e avviato la ricostruzione dopo il sisma del Centro Italia, tanto ancora resta da fare, ma la strada è tracciata", prosegue.

"La tragedia di Rigopiano - conclude la Pezzopane - rimarrà per sempre nella memoria dell'Abruzzo e dell'Italia. Dopo un anno, oltre al dolore, resta la consapevolezza di dover fare tutto il possibile affinché fatti così drammatici non si ripetano".

GIANCATERINO, EX SINDACO DI FARINDOLA, "A DISPOSIZIONE DELLA MAGISTRATURA, ASPETTO CON SERENITA'''

"I nostri morti, le 29 vittime, hanno diritto a che la memoria del loro sacrificio non si perda e soprattutto che non sia stato vano perché tragedie simili non si ripetano più. A questo serve commemorare, non solo a rendere omaggio alle vittime ma anche fare in modo che si possa nel futuro evitare il ripetersi di un fatto simile".

A parlare è l'ex sindaco di Farindola (Pescara), Massimiliano Giancaterino, che nella tragedia dell'hotel Rigopiano, il 18 gennaio di un anno fa, ha perso il fratello Alessandro, capo cameriere del resort distrutto dalla valanga.

Giancaterino è anche tra i 23 indagati nell'inchiesta della Procura di Pescara: "Il fatto che io sia indagato non nasconde il mio dolore per la perdita di mio fratello e di altri amici così come viceversa il fatto di essere fratello di una delle vittime non deve porre in secondo piano la mia veste di persona indagata. Io mi sono rimesso al lavoro della magistratura e aspetto con serenità. Ho fornito loro quelle che sono le mie ragioni. Aspetto che loro assumano le loro determinazioni".

"La giustizia - ha proseguito parlando dell'inchiesta - sarà inesorabile. Arriverà alla definizione delle responsabilità. Bisogna soltanto affidarsi al lavoro dei magistrati. Non ho dubbi che si arrivi a definire verità e responsabilità". E poi sulla commemorazione: "Quella di oggi è una giornata particolare. È l'anniversario di una tragedia che ha colpito non soltanto me personalmente ma il mio paese e l'intera opinione pubblica italiana, e forse anche oltre. Cercheremo di viverla come meritano di essere ricordate le 29 vittime", ha detto Massimiliano che ha voluto lanciare un appello a tenere sempre i riflettori accesi e a non dimenticare.

"L'auspicio - ha tenuto a sottolineare - è che si continui a parlare della tragedia, affinché si arrivi alla ricostruzione esatta del fatto storico e giudiziario, ma anche affinché si mettano in campo gli accorgimenti utili per evitare il ripetersi di tali tragedie in altri luoghi". "Di mio fratello Alessandro - ha concluso - ho tantissimi ricordi e li porterò nel cuore sempre con me".

PARETE, CUOCO CHE LANCIO' L'SOS, '"MI SENTO MIRACOLATO"

 "Mi sento miracolato. Non sappiamo cosa abbiamo fatto noi per meritare questo, cosa dovrei fare per ripagare tutto questo bene che mi è venuto addosso". Parla Giampiero Parete, il cuoco che lanciò l'sos, scampato alla tragedia di Rigopiano, quel 18 gennaio di un anno fa, insieme alla moglie e ai due figli. "Ho vissuto l'ultimo giorno dei 29 angeli. È difficile da dimenticare, sto sempre con il pensiero a loro", ha detto Parete.

MATRONE, MARITO DI UNA VITTIMA, "LE FERITE PIU' GRAVI SONO QUELLE DEL CUORE"

 "Io non voglio passare oggi da sopravvissuto ma per il marito di una vittima, mia moglie Valentina. I danni fisici si conoscono, ma le mie ferite più gravi sono quelle del cuore. Quelle che porto dentro di me. Quella di oggi è una giornata dell'amore da dedicare a Valentina, alla sua mancanza, e agli atri 28 angeli".

Queste le parole Giampaolo Matrone, il pasticciere di Monterotondo (Roma), uno dei sopravvissuti alla tragedia. Matrone, che è rimasto invalido e ferito dopo 60 ore passate sotto cumuli di macerie e neve, e per settimane ricoverato all'ospedale di Pescara, nella tragedia di Rigopiano ha perso la moglie Valentina Cicioni di 32 anni, infermiera al Policlinico Gemelli di Roma.

"Ormai - ha aggiunto riferendosi a tutti i familiari delle vittime - siamo diventati un'unica famiglia, siamo tutti qui. Stare insieme ci regala tanta forza, condividiamo tutti lo stesso dolore. Oggi tornare qui sembrava una cosa facile, ma sono anche io un essere umano. Il viaggio è stato abbastanza duro, come è adesso"."Ieri sera avevo pensato di non farcela e di non riuscire a venire, perché - ha concluso Matrone - il cuore batte forte e il dolore è immenso così come un anno fa".

SINDACO PENNE, ''DISATTENZIONE DA PARTE DELLO STATO, DOV'E' GENTILONI?''

Per Mario Semproni, primo cittadino di Penne, c'è stata "disattenzione da parte dello Stato". 

"Mi aspettavo più attenzione e più rispetto dalle istituzioni sovracomunali - le sue parole alla trasmissione 'Fuori gioco' di Radio Uno - Lo stesso presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, aveva promesso maggiore attenzione per la comunità pennese. Nulla però è stato fatto, aspettiamo ancora una sua visita". 

"Perfino le strutture occupate dal campo base allestito nel palazzetto dello sport per i soccorsi di Rigopiano sono rimasti così come un anno fa perché lo Stato non ci ha aiutato e noi non abbiamo i soldi per ripristinare le infrastrutture", ha aggiunto.

 



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