RIGOPIANO: SIT-IN PARENTI VITTIME DOPO ESPOSTO
CONTRO SUPERSTITE CHE PROTESTO' IN PREFETTURA

Pubblicazione: 08 novembre 2017 alle ore 11:28

Sit-in parenti vittime Rigopiano in prefettura a Pescara

PESCARA - "Il prefetto mi ha detto che era una prassi d'ufficio, scaturita da un'assemblea dei dipendenti, quindi ha detto che ha dovuto farlo per forza. Ha detto anche che lui non si azzarderebbe mai a denunciarmi e che non ha scritto nulla contro di me. È solo una segnalazione".

Così Giampaolo Matrone, uno dei superstiti della tragedia di Rigopiano, ha riferito dopo il colloquio avuto questa mattina con il prefetto di Pescara Francesco Provolo che lo aveva segnalato alla Procura dopo il suo blitz, il 18 ottobre scorso, in Prefettura, per incontrare l'impiegata che rispose alla prima telefonata, il 18 gennaio, dopo la valanga che travolse l'hotel di Farindola (Pescara) e che non aveva creduto all'allarme ricevuto.

"Ho dato al prefetto, per salutarlo, la mano destra con il tutore e mi ha detto in napoletano 'Con me non ci provare, dammi la mano buona'. Ci sono rimasto un po' male. Poi mi ha chiesto scusa. Però è come chiedermi oggi scusa per la morte di mia moglie e delle altre 28 vittime. Uno le accetta, ma da una parte mi entrano e dall'altra mi escono". ha detto ancora Matrone appena uscito dalla Prefettura.

All'incontro erano presenti anche il prefetto vicario Carlo Torlontano, il questore di Pescara Francesco Misiti, alcuni funzionari della Prefettura e una delegazione dei parenti delle vittime di Rigopiano (con Matrone anche Gianluca Tanda, Marco Foresta e Mario Tinari) che hanno voluto conoscere le verità del prefetto su quanto accaduto dopo l'allarme lanciato quel pomeriggio del 18 gennaio scorso.

I parenti delle vittime stamattina hanno effettuato un presidio davanti alla Prefettura.

Con lo slogan "Io sto con Matrone" hanno manifestato solidarietà al giovane di Monterotondo (Roma), uno dei superstiti della tragedia segnalato alla Procura dal prefetto dopo la sua visita a sorpresa, il 18 ottobre, nell'ufficio della funzionaria della Prefettura.

"Ringrazio il Comitato Vittime per aver organizzato questo a mia insaputa. Siamo diventati una famiglia. Andiamo dal prefetto, che oggi ci riceverà - ha detto Giampaolo Matrone - a chiedergli spiegazioni sull'esposto nei miei confronti, poi per chiedere se si ritenga responsabile dei fatti, anche se ha sempre detto di avere la coscienza a posto. Vogliamo guardarlo negli occhi, chiedergli come si è permesso di fare una cosa simile data la mia situazione, 60 ore sotto le macerie, invalido, con una bambina di sei anni da crescere senza la mamma, senza un lavoro".

 



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