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RIGOPIANO: SUPERSTITE, ''BUON LAVORO PROCURA, MANCA D'ALFONSO ALL'APPELLO''

Pubblicazione: 26 novembre 2018 alle ore 13:57

RIGOPIANO - “La Procura di Pescara ha fatto un ottimo lavoro, sono soddisfatto, anche se non del tutto”. 

È il commento a caldo di Giampaolo Matrone, uno dei sopravvissuti della catastrofe di Rigopiano, ma a carissimo prezzo - sotto l'hotel travolto dalla valanga ha perso la moglie Valentina, una delle 29 vittime, ed è rimasto invalido -, ai 25 avvisi di chiusura delle indagini preliminari e relativa richiesta di rinvio a giudizio: i carabinieri forestali del Comando Provinciale di Pescara li stanno notificando in queste ore, a quasi due anni dalla tragedia consumatasi il 18 gennaio 2017, ad altrettanti indagati su disposizione del Procuratore, Massimiliano Serpi, e del Pubblico Ministero titolare del fascicolo, Andrea Papalia.

Il trentacinquenne pasticciere di Monterotondo, che è assistito dall’avvocato Andrea Piccoli, del Foro di Treviso, in collaborazione con Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, accoglie con estremo favore, in particolare, la dure contestazioni mosse all’allora prefetto di Pescara, Francesco Provolo (ora direttore dell’ufficio Ispettivo presso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco), “che dovrà rispondere anche di falso ideologico e omissione d’atti d’ufficio” ricorda il superstite, che si batte per ottenere giustizia per la moglie, per la figlioletta e per i genitori di Valentina, oltre che per se stesso.

“Mi sorprende e mi amareggia, tuttavia - aggiunge - che tra i destinatari degli avvisi non figuri l’allora Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso. Lui era presente alla “famosa” riunione, non poteva non sapere della situazione di Rigopiano. 

Credo sia doveroso valutare bene perché la Procura abbia ritenuto di proscioglierlo”: se ci saranno gli estremi, sarà proposta opposizione contro la richiesta di archiviazione per il politico, oggi parlamentare.

Meno sorpreso invece, Matrone, per la mancanza nella “lista nera” di Daniela Acquaviva, la funzionaria della Prefettura di Pescara che, non credendo alle disperate richieste di aiuto che arrivavano dal resort, se ne uscì con la frase diventata tristemente famosa “la madre degli imbecilli è sempre incinta”. 

Il pasticciere effettuò anche un “blitz” in Prefettura per chiederle conto di quelle parole e ne scaturì un violento scontro verbale con Provolo. 

“In fondo me l’aspettavo - conclude - Non doveva rispondere in quel modo al telefono, e dovrà giustificare per tutta la vita alla sua coscienza la morte di 29 persone: non vorrei essere al suo posto per i rimorsi che deve provare. Evidentemente, però, la Procura non ha ritenuto penalmente rilevante il suo comportamento, considerando che abbia agito secondo quello che gli hanno ordinato i suoi superiori. Non a caso, oltre all’ex Prefetto, è stato chiesto il processo anche per il suo capo di Gabinetto, Leonardo Bianco, e per la vice capo, dirigente della Protezione Civile, Ida De Cesaris”.



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