RINASCE LA COMMISSIONE TRA UNIVAQ E ASL,
PRIMO ATTO CONVENZIONE MOGLIE CIALENTE

Pubblicazione: 05 maggio 2016 alle ore 12:52

Massimo Cialente con la moglie Donatella Ussorio

L’AQUILA - Torna in vita dopo circa 2 anni la Commissione paritetica mista tra Azienda sanitaria locale numero 1 e Università dell’Aquila, che non si riuniva dal 2014, per discutere dello “tsunami” che potrebbe provocare nella sanità provinciale il decreto Lorenzin.

Ma alla fine è un altro l’atto che fa più notizia e polemiche e che crea oggettivi imbarazzi visto che, negli ambienti politici di destra e sinistra, soprattutto nel Partito democratico, e medici c’è stata già una sollevazione, al momento non pubblica.

L’organismo ha infatti ratificato “fuori sacco”, perché non era all’ordine del giorno, tra “le varie ed eventuali”, il convenzionamento per la parte assistenziale per pazienti con patologie psichiatriche, di Donatella Ussorio, tecnico di riabilitazione psichiatrica dell’ateneo aquilano, non laureata in Medicina, nonché moglie dell’attuale sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.

Il che, in soldoni, significa un altro stipendio della Asl che si aggiunge a quello percepito dall’Università.

A far gridare allo scandalo, al netto di verifiche sulla legittimità sulle quali, peraltro, nutrono dubbi fonti di destra e sinistra, che hanno fatto filtrare la notizia, è che si tratta del primo atto ufficiale del neo direttore generale della Asl provinciale dell’aquila, Rinaldo Tordera.

Colui che è stato sponsorizzato anche a suon di risse mediatiche e durissime prese di posizione nei tavoli decisionali dal sindaco dell’aquila Cialente, provocando una profonda spaccatura nel Pd aquilano, ora puntualmente riaffiorata.

Una decisione, quella presa l’altro ieri, molto discutibile come opportunità, dato lo scontro politico e territoriale con il quale si è arrivati alla nomina di Tordera, con Cialente che ha vinto la cruenta battaglia tra quanti, politici bipartisan e medici guidati dal giovane consigliere regionale aquilano del Pd Pierpaolo Pietrucci, 40 anni oggi, che chiedevano che a guidare l’azienda sanitaria fosse un addetto ai lavori in grado di entrare subito in azione alla luce delle imminenti riforme nazionali e regionali, e quanti, pochi, capeggiati dallo stesso Cialente, miravano a un manager non esperto in materia e non proveniente dal territorio.

Un’indicazione caduta ben presto sull’ex direttore generale della Cassa di risparmio della provincia dell’aquila ed ex presidente dell’Azienda servizi municipalizzati (Asm) del Comune capoluogo nominato da Cialente, per la cui nomina la Giunta regionale e il suo presidente, Luciano D’Alfonso, non hanno esitato a esperire l’anomalo percorso amministrativo di ritenere non all’altezza del caso Asl L’Aquila i 127 idonei dell’albo dei direttori generali stilato dalla Regione Abruzzo.

Tutto questo per nominare Tordera, idoneo in Lombardia, dove peraltro non ha superato la seconda prova.

Secondo quanto fatto filtrare, la decisione presa da Tordera e dalla rettrice, Paola Inverardi, investita anche lei da roventi polemiche interne, sarebbe in qualche modo dovuta: infatti, sarebbe la conseguenza di una proposta fatta anni fa dall’ex rettore, Ferdinando Di Orio, sul quale ci sarebbe stato il placet dell’allora direttore generale, Giancarlo Silveri, di convenzionare con la Asl un gruppo di professionisti universitari che avevano svolto attività gratuita in vari reparti, lista che comprendeva anche lei, la sola a non essere stata convenzionata per via dell’espletamento di un dottorato di ricerca e problemi tecnici che negavano la compatibilità al momento. Quindi per l’organismo ora la situazione è stata sanata.

Ma anche su questo dato, ieri è emerso che altri universitari sarebbero rimasti fuori, un dato che getta benzina sul fuoco delle polemiche, da parte di quanti hanno in uggia il sindaco del capoluogo, sull’opportunità di cominciare così l’era-Tordera.

Per quanto riguarda la riforma Lorenzin, si è discusso di come procede la riorganizzazione e i partecipanti si sono trovati tutti d’accordo nel cercare di avere meno ripercussioni possibili, insomma limitare i danni.

Questo perché la rivoluzione porterà a una forte riduzione delle unità complesse, ovvero dei reparti con posti letto, primari di livello e finanziamenti top, che potrebbe intaccare alcune eccellenze tanto ospedaliere quanto universitarie, con conseguenze drammatiche sulla qualità dell’assistenza e sulla formazione della facoltà di Medicina.

Poi si è giunti a quello che va considerato il primo atto della nuova Paritetica, l’assegnazione del convenzionamento alla parte assistenziale alla Ussorio.

La decisione che, da quanto appreso, non si è votata, ma se n’è solo preso atto senza che la nutrita e qualificata platea commentasse: è quindi passata come un atto dovuto.

La ‘first lady’ comunale, che aveva lavorato gratuitamente al servizio Diagnosi e cura del reparto di psichiatria dell’ospedale San Salvatore, è stata assegnata all’ex Centro Smile ideato e guidato dal compianto Rocco Pollice, oggi denominato Trip (terapia riabilitativa insorgenze precoci), guidato dalla professoressa Rita Roncone.

E anche su questo “cambio” ci sono le attenzioni polemiche.

Alla riunione erano presenti oltre al neo direttore generale Tordera e alla rettrice, Inverardi, il pro rettore, Carlo Masciocchi, il componente del consiglio d’amministrazione accademico e docente di Reumatologia Roberto Giacomelli, la segretaria della commissione Antonella D’Alessandro, il direttore sanitario, Maria Teresa Colizza, il dirigente della Medicina interna, Claudio Ferri e per la parte sindacale, la direttrice del dipartimento di Medicina legale, Patrizia Masciovecchio, e Domenico Lombardo. (b.s. - alb.or.)



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