RINASCE PARCO DEL CASTELLO A L'AQUILA: NUOVI ARREDI
PISTA CICLABILE E RESTAURO DELLE MURA CIVICHE

Pubblicazione: 01 marzo 2017 alle ore 15:01

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L’AQUILA - Riqualificare totalmente il Parco del Castello, all’Aquila, per trasformarlo nel biglietto da visita all’ingresso della città: è l'obiettivo dell’intervento di urbanistica, interamente finanziato dalla Fondazione Carispaq con un investimento di circa 1 milione di euro e tempi stimati in un anno, presentato questa mattina a Palazzo Fibbioni, sede municipale del capoluogo.

Il progetto di recupero, d'intesa tra Comune e Soprintendenza per l'archeologia, belle arti e paesaggio, prevede la realizzazione di una pista ciclabile e di un percorso naturalistico fruibili anche da persone con disabilità; spazi dedicati ad attività sportive e ricreative, con particolare attenzione a famiglie e bambini; restauro del verde con la valorizzazione delle centinaia di specie tra alberi e piante, alcune rarissime; eliminazione delle barriere architettoniche e nuovi arredi urbani, e un moderno impianto di videosorveglianza per garantire la sicurezza all’interno del parco e renderne meno necessaria la recinzione.

Alla conferenza di presentazione erano presenti il sindaco, Massimo Cialente, la soprintendente unica, Alessandra Vittorini, il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, l'architetto della soprintendenza Antonio Di Stefano, l'assessore comunale all'Ambiente Maurizio Capri e l'architetto progettista Giovanna Liberali.

“Stiamo dando corso a un progetto studiato nei dettagli già nel 2009 e mai portato a termine per i successivi eventi sismici che hanno bloccato tutte le procedure - ha affermato la Vittorini - La Soprintendenza è proprietaria di metà del Parco del Castello, che è un bene di interesse culturale, e di concerto con la Fondazione e il Comune siamo riusciti a mettere a punto il piano e a renderlo esecutivo”.

Un luogo di aggregazione, sottoposto a tutela come bene monumentale, che ha avuto un ruolo importante come punto di ritrovo dei cittadini nell’immediato post-sisma, un parco storico che si estende per 110 mila metri quadrati, realizzato negli anni Trenta su disegno dell’ingegner Mario Bafile nell’ambito del secondo piano regolatore di Giulio Tian approvato nel 1931.

“La realizzazione dell’Auditorium del Parco ha contribuito a rendere centrale l’area di viale delle Medaglie d’Oro che, fino al terremoto, era un tratto poco vissuto - è stato il commento di Cialente - tenendo conto che il parco è sempre stato comunque fondamentale per la comunità aquilana e già da prima del sisma ci si poneva il problema di come migliorarlo e renderlo più fruibile”.

Un ulteriore tassello in un puzzle più ampio di riqualificazione urbana, che secondo l'amministrazione si inserisce tra le tante aree verdi i cui progetti sono stati già avviati o addirittura completati, come il parco del fiume Vera, il parco delle Acque di fronte la Fontana delle 99 Cannelle, il parco di Murata Gigotti nel quartiere di Coppito alla periferia dell’Aquila, il parco di piazza d’Armi e un ulteriore parco previsto nell’area di Gignano, alla periferia est, e infine il parco del Sole a lato della Basilica di Collemaggio i cui lavori di risistemazione sono avviati alla conclusione. 

“Dal centro storico al nuovo campus scolastico che sorgerà nell’ex caserma Rossi, in mezzo si colloca questo gioiello di verde con le sue tantissime specie diversificate di piante e alberi, in una prosecuzione ideale del parco a coinvolgere anche l’area della Fontana Luminosa che mi auguro presto venga finalmente pedonalizzata“, ha sottolineato ancora il primo cittadino.

Non solo riqualificazione, comunque, ma anche e soprattutto restauro di quegli elementi storici, come i resti delle mura civiche a ridosso della chiesetta del Crocifisso, parte integrante del parco del Castello dalla parte di viale Gran Sasso: un’area addossata al cinquecentesco Forte Spagnolo, che inizialmente aveva funzione di piazza d’Armi ed era priva di verde per consentire una migliore difesa dai bastioni contro le incursioni dei soldati nemici.

È stato l’architetto della soprintendenza Di Stefano a illustrare il percorso storico che ha portato alla realizzazione del parco, partendo dalla distruzione di un intero quartiere della città a opera dei dominatori spagnoli fino al disegno di Bafile che, con un minuzioso studio prospettico, aveva collocato piante, piazze e anche una fontana (mai realizzata) a contorno del fossato per lasciare comunque libera la visuale del Castello.

Il progetto definitivo dell’adeguamento funzionale e della valorizzazione è stato realizzato e illustrato dall’architetto Liberali che ha focalizzato l’attenzione sullo stato di degrado dell’area tra pavimentazione inadatta, degrado dell’arredo urbano, dei cordoli e dei muretti e della vegetazione stessa e presentato le suluzioni che porteranno al recupero totale dell’area.

Il presidente Fanfani ha sottolineato l’importanza di “questo passo, sostenuto dalla Fondazione, che riconsegnerà un luogo del tutto rinnovato alla cittadinanza. Il che potrà di essere di stimolo a nuove iniziative in ambito culturale, oltre il festival della Montagna o il Film Festival, iniziative che noi siamo sempre pronti a valutare e sostenere, avendo speso proprio per questo, nello scorso anno, circa 3 milioni di euro”. 



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