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RIORGANIZZAZIONE REGIONE: SINDACATI ANCORA CONTRO LIRIS, ''INACCETTABILI I SUOI TONI E LE SUE ALLUSIONI''

Pubblicazione: 11 febbraio 2020 alle ore 19:16

L'AQUILA - "Lasciano interdetti il tono e le allusioni ad una pseudo strumentalizzazione politica utilizzati dall’assessore regionale al Personale Guido Liris nella nota di commento alla sospensione delle relazioni sindacale determinatasi, come noto, dalla mancata informativa preventiva sulle delibere inerenti la riorganizzazione dell’Ente regionale".

I sindacati della Funzione pubblica, Cgil, Cisl Uil e Direr, replica a Liris, che li aveva accusati di parlare a sporposito "di mancato confronto, visto che la riorganizzazione dei Servizi non è materia di confronto sindacale. Nonostante ciò il 28 gennaio scorso abbiamo approvato 12 delibere, una per ogni Dipartimento, sospendendo l'efficacia delle stesse fino alla conclusione degli incontri con le parti sindacali. È evidente che si tratti di un atto di sensibilità e collaborazione che, a quanto pare, non è stato recepito". 

"La nostra presa di posizione - spiegano i sindacati -  è stato dettata dalla semplice constatazione che un confronto in relazione ad un atto adottato e definitivo, quindi non modificabile, ha il sapore della presa in giro. Le rappresentanze sindacali, spinte esclusivamente dalla volontà di contribuire all’efficientamento della struttura organizzativa regionale per rendere l’azione amministrativa dell’Ente più incisiva e più aderente alle esigenze ed ai bisogni dei cittadini e delle aziende abruzzesi, hanno richiesto unitariamente alla delegazione di parte pubblica non di stracciare o stravolgere l’impianto delle Delibere già adottate ma di sospendere l’efficacia delle delibere e, come prevede la Legge, aprire il confronto. In quella sede avremmo proposto di modificare quelle incongruenze e quei punti di caduta che saltano agli occhi nelle procedure e negli assetti dell’organizzazione come delineati nelle delibere appunto oggetto della nostra protesta".

"Tant’è che alla richiesta di sospensione della delibera le OO.SS. hanno concordato un calendario di incontri con i direttori dei dipartimenti e con la Tecnostruttura per evidenziare le anomalie e correggerle nell’ambito appunto di un sereno e costruttivo confronto che non è un atto di sensibilità ma è invece una prerogativa sindacale. Riteniamo offensivo da parte dell’Assessore indicarci come coloro che vogliono bloccare un processo di cambiamento di cui invece siamo sempre stati accaniti sostenitori. Non è nostra abitudine difendere 'posizioni sedimentate e suscettibilità personali e professionali',  ed infatti nel tempo ci siamo sempre adoperati affinché l’Ente regione recuperasse quei gap organizzativi che fanno perdere di efficacia e di efficienza l’azione amministrativa. Fare il “reale lavoro del sindacato” significa anche apportare il proprio contributo per migliorare in questo caso la tecnostruttura in modo che la stessa possa rispondere meglio alle esigenze della popolazione e lo facciamo rimarcando la nostra autonomia da chicchessia e la non permeabilità alle pressioni delle rendite di posizioni e/o di parte".

"Sappiamo bene che l’Assessore Liris è stato eletto per prendere decisioni. Ma sappiamo pure che le OO.SS. sono deputate per Legge e per contratto a rappresentare le istanze dei lavoratori e dei cittadini all’interno di regole scritte. Regole che puntualmente la Regione Abruzzo disattende. L’azione sindacale non ha nulla in comune con il ricatto a meno che per ricatto si intenda la richiesta di rispettare le regole, in questo caso dettate dalla Legge e dal contratto, ed invece si pretenda di assegnare alle organizzazioni sindacali e quindi ai lavoratori un ruolo subalterno e di comodo nei confronti dell’interlocutore di turno", conclude la nota. 



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