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RIPRESA POST-SISMA: TAR ACCOGLIE 6 RICORSI CONTRO IL BANDO ''FARE CENTRO''

Pubblicazione: 23 aprile 2019 alle ore 11:29

Palazzo Silone all'Aquila, sede della Giunta regionale d'Abruzzo

L'AQUILA - Il tribunale amministrativo dell'Aquila ha accolto 6 ricorsi di altrettanti professionisti che erano stati esclusi dalla graduatoria del bando "Fare centro", destinato a sostenere il rientro o l'apertura di attività produttive nel centro storico del capoluogo.

Pubblicato nell'aprile 2017, al bando hanno risposto in 766 a fronte dei 28 milioni di euro disponibili.

Tra i ricorsi accolti, svela Il Centro, c'è quello presentato da un notaio al quale era stato negato il contributo perché nella domanda non aveva barrato la casella con la quale attestava "che l'impresa non si trova in stato di fallimento, liquidazione coatta, di concordato preventivo e nei confronti della stessa non è in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni", che però, secondo i ricorrenti, riguardava i liberi professionisti ma solo le imprese.

Una vicenda analoga, con stesso epilogo davanti al Tar, ha riguardato un commercialista.

Ad una ristoratrice, invece, il tribunale amministrativo ha dato ragione perché, nonostante la Regione le contestasse il fatto che la domanda fosse incompleta, essendo affittuaria di un ramo d'azienda non avrebbe potuto dichiarare circostanze a lei non direttamente riferibili.

Una società di arredamento, poi, ha avuto la meglio in sede giudiziaria perché, nonostante secondo gli uffici regionali non avrebbe inserito sulla piattaforma telematica la copia di un documento di riconoscimento del legale rappresentante, "il documento di identità era stato regolarmente inviato ma non era possibile offrire una prova di ciò" a causa di problemi sulla piattaforma informatica che, naturalmente, non possono essere imputati a chi partecipa al bando.

A vincere al Tar, infine, anche un assicuratore e un avvocato: il primo, essendo titolare di un'impresa individuale aveva barrato solo le caselle che riteneva lo riguardassero, ma la Regione anziché chiedere un'integrazione lo aveva estromesso dal bando. Anche in questo caso i giudici hanno sanzionato la mancanza di chiarezza di alcuni articoli del bando. Il secondo invece non aveva barrato la casella con la quale certificava di non trovarsi in stato di fallimento. Una circostanza, hanno rilevato i giudici, che riguarda le imprese ma non i professionisti.



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