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RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI
BLOCCANO LA RICOSTRUZIONE
A FOSSA, E' POLEMICA

Pubblicazione: 08 marzo 2016 alle ore 12:03

FOSSA - Non esiste solo Porta Barete. Sono diversi i casi in cui i ritrovamenti archeologici finiscono per paralizzare la ricostruzione e lasciare senza casa i cittadini che attendono di rientrare, a sette anni dal terremoto.

A Fossa, ad esempio, area di rilevante interesse archeologico, il cantiere di un aggregato nella frazione Osteria è bloccato ormai da mesi a causa del ritrovamento dei resti di una strada romana venuta fuori durante gli scavi successivi all'abbattimento.

I lavori erano iniziati a settembre, e da dicembre si sono fermati dopo l'intervento della Soprintendenza che, secondo quanto si apprende, ha deciso di approfondire le ricerche facendo scavare ben oltre i consueti 4 metri.

Il ritrovamento potrebbe essere una ulteriore testimonianza della presenza, in quell’area, della città romana di Aveia, la cui localizzazione è da anni oggetto di dibattito fra gli storici, ma occorre far notare come a Fossa sia presente una importante Necropoli risalente al IX secolo a.C. che versa nel completo abbandono e a stento il Comune, con enormi sforzi e a proprie spese, riesce sporadicamente ad aprire al pubblico.

A porsi l'interrogativo sul mantenimento di ulteriori ritrovamenti archeologici, stavolta sembra essere però la stessa Soprintendenza, da qualche settimana costretta a confrontarsi con i proprietari e l'amministrazione per trovare una soluzione che permetta il prosieguo dei lavori e consenta il rientro delle famiglie ancora sfollate.

I tecnici stanno ora provando a trovare una soluzione che metta d'accordo le esigenze di tutti, ma c'è da capire se prevarrà l'intenzione di avviare una sistematica campagna di scavi, con tutte le incognite legate alla prosecuzione e soprattutto alla eventuale futura tutela dei ritrovamenti, o le esigenze dei cittadini che aspettano che gli sia ricostruita la propria casa.

Sui proprietari incombono anche le regole della ricostruzione: i lavori di rifacimento dell'immobile devono essere riconsegnati, cioè ultimati, entro 24 mesi dall'apertura del cantiere. Ne sono passati già sette invano. (red.)



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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