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RSA MONTEREALE: I LAVORATORI, ''PRONTI A OCCUPARE
LA REGIONE SE NON ARRIVERANNO RISPOSTE CHIARE''

Pubblicazione: 20 marzo 2017 alle ore 14:26

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L’AQUILA - Sono pronti a occupare la sala consiliare del palazzo dell’Emiciclo, i lavoratori della Rsa di Montereale ( L’Aquila) che da due mesi sono senza stipendio, in attesa di essere trasferiti presso l’ex-Onpi all’Aquila, dopo che le scosse di terremoto del 18 gennaio scorso hanno reso inagibile l’edificio della residenza sanitaria e i pazienti trasferiti temporaneamente presso altre strutture ospedaliere.

E c’è il “giallo” del testo del decreto di autorizzazione allo spostamento della Rsa che sembra essere arrivato agli uffici pescaresi competenti in una forma e uscito con delle modifiche che di fatto, da quanto si apprende, rendono inattuabile il trasferimento.

Questa mattina il picchetto di protesta e il successivo incontro con il direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci, il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale dell’Aquila Guido Liris, il capogruppo del Partito democratico, Stefano Palumbo, il sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi e le rappresentanze sindacali e dei lavoratori, per chiedere ancora una volta risposte certe sul futuro dei circa 60 dipendenti della Rsa di Montereale che dal 18 gennaio scorso sono senza lavoro e soprattutto senza stipendio.

I precedenti incontri tra le parti avevano provato a scongiurare il ricorso agli ammortizzatori sociali, auspicando una soluzione rapida della vicenda, con il Comune dell’Aquila che aveva messo a disposizione proprio la struttura dell’ex-Onpi che con qualche lavoro di adeguamento delle stanze avrebbe potuto in tempi brevi ospitare tutti i pazienti di Montereale.

La realtà dei fatti è invece un assegno di integrazione salariale, al momento solo “virtuale” poiché il pagamento è a quanto sembra bloccato da cavilli burocratici in seno all’Inps, mentre si avvicina la scadenza proprio del periodo di assistenza sociale fissato al 31 marzo prossimo.

Il trasferimento della Rsa da Montereale all’Ex Onpi è invece bloccato da una mancata firma da Pescara e da un vizio di forma, appunto, nel decreto di autorizzazione al passaggio da struttura pubblica ad altra struttura pubblica, mentre i pazienti sono nel frattempo ospitati in una struttura privata di Scoppito (L'Aquila) 

“Daremo vita a proteste eclatanti - è l’affermazione di Pietrucci - fino ad abbandonare i lavori dell’aula. Siamo stanchi di questa indolenza degli uffici regionali e del presidente D’Alfonso. Chiedo a sindacati e lavoratori di essere con me in questa giornata di lotta perché come al solito si abusa della nostra pazienza e della nostra educazione”.

Il lavoratori della cooperativa Quadrifoglio fanno quadrato e annunciano di voler aspettare al varco il presidente D’Alfonso, atteso all’Aquila domani per la seduta di Consiglio regionale.

“Abbiamo tentato diverse strade - sottolinea ancora Pietrucci - a partire dalla richiesta di modifica del decreto che avrebbe dovuto con semplicità e in un solo passaggio autorizzare il trasferimento della Rsa da Montereale all’Onpi, da pubblico a pubblico, senza impedimenti”.

E Pietrucci non risparmia una frecciata: ”Comincio a pensare che ci sia qualcuno che rema contro, perché questa situazione avvantaggia solo un soggetto. Si comincia a pensare male perché stiamo parlando di un trasferimento da struttura pubblica a struttura pubblica che viene fermato per questioni burocratiche”, sbotta.

“ Un decreto - sottolinea - che è arrivato negli uffici competenti scritto in un modo  e ne è uscito modificato. Non è possibile che dopo un terremoto non si riesca a attuare una procedura che è stata già invece messa in atto precedentemente, nel 2009”.

La vicenda vista dal lato Asl, trova il direttore generale Tordera che si esprime in toni più fiduciosi circa una rapida soluzione.

“Abbiamo dovuto mettere insieme tante componenti, tanti pareri, tante responsabilità - è il suo commento - Riteniamo che la situazione si stia evolvendo verso la regolamentazione amministrativa, manca qualche atto che sarà perfezionato nei prossimi giorni, ma a livello di autorizzazioni per quello che riguarda l’ex Onpi, noi come Asl abbiamo già firmato la delibera con cui si sottoscrive la convenzione”.

Sulle tempistiche, che i lavoratori chiedono di conoscere con certezza, “ho motivo di ritenere che nell’arco di questa settimana la questione si risolva. Un minuto dopo la firma de decreto, la Asl è pronta a partire - assicura il managero - Si può cominciare a eseguire quei piccoli lavori che servono ad adattare i locali ad ospitare i pazienti. Sono cose di poco conto che richiederanno un breve arco di tempo”.

Il punto principale che Tordera tiene a sottolineare è la richiesta di inserire in questo decreto di autorizzazione allo spostamento della Rsa da Montereale all’Aquila, della nomina della Asl a soggetto attuatore per velocizzare i tempi di avvio dei lavori di ristrutturazione dell’edificio di Montereale, per il quale è stata fatta una prima stima dei danni post terremoto di circa un milione e 200 mila euro “perché è altrettanto certo che i lavoratori debbano al più presto tornare a operare nella loro sede”.

Lo stato di agitazione è, in ogni caso, apertamente dichiarato: Francesco Marrelli, segretario provinciale della funzione pubblica della Cgil, non ha dubbi in proposito.

“Non serve aspettare il Consiglio regionale di domani, noi restiamo qui fino a quando non avremo risposte certe. Qua sembra che si stia perdendo di vista il fatto che di qui a poco sono a rischio 60 posti di lavoro”, accusa.

“Chi ci garantisce che questo decreto, una volta firmato, corretto, modificato, non dia adito a impugnative da parte di qualche soggetto privato che ha interesse a bloccare la delibera?”, la polemica domanda finale.



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