RUGBY: CARTELLINI DA POLISPORTIVA A CLUB, SI GIOCA;
''MA C'E' POCA SOLIDITA', MEGLIO UN'UNICA SOCIETA'''

Pubblicazione: 04 ottobre 2017 alle ore 14:30

Un momento della conferenza stampa indetta dalla Polisportiva L'Aquila
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L’AQUILA - L'Aquila Rugby Club potrà giocare la seconda giornata del campionato di serie A e scongiurare, almeno per il momento, la cancellazione dai campionati.

È l'esito finale di una convulsa giornata in cui la società "gemella" Polisportiva L'Aquila ha fornito, pur senza lesinare critiche e dubbi, i cartellini dei giocatori necessari a completare la rosa e scendere in campo.

Porto franco sede delle trattative, il municipio di palazzo Fibbioni con il sindaco, Pierluigi Biondi, a fare da garante. Niente soldi, per ora, ma l'impegno morale a onorare l'accordo, da 25 mila euro alla fine, dopo che la somma era lievitata a 30 mila.

Restano comunque i problemi strutturali della società, zavorrata da un debito siderale da oltre 1 milione di euro e a caccia di finanziamenti.

Difficilmente saranno sufficienti le sottoscrizioni dei cittadini o gli abbonamenti a prezzo corposo per sostenere la causa della palla ovale: molto probabilmente si dovrà ripartire da una newco, una nuova società a debito zero che erediterà titolo sportivo e gestione corrente, con il vecchio sodalizio che andrà accompagnato al saldo dei debiti.

Da capire chi sarà il nuovo gestore, l'imprenditore romano di cui si è ventilato nell'ambiente aquilano o la classica "cordata".

E non si esclude la riunificazione delle società, tema venuto fuori, più che altro dal lato Polisportiva, in queste ore concitate. Si può, alla luce di queste istanze, considerare un fallimento la scissione messa in atto nel 2006.

I DUBBI DELLA POLISPORTIVA E LE TRATTATIVE IN COMUNE

“Le trattative per cedere i giocatori in prestito dalla Polisportiva all’Aquila Rugby Club si sono basate su delle garanzie che non ci sono; ci troviamo a dover risolvere noi i problemi di una società che non sa fare da sola e che, verso di noi, ha 210 mila euro di debiti pregressi e ancora una volta ci chiede aiuto senza poterci garantire nulla, né sul piano economico, né su quello sportivo, rifiutando di unirci in un’unica grande società attraverso un patto territoriale”.

È quanto emerso dalla conferenza fiume, durata oltre 2 ore, indetta dalla Polisportiva L’Aquila che, al momento, ha letteralmente in mano il destino della prima squadra della storica società neroverde, alle strette con i tempi e con una cassa piena di promesse, e vuota di contanti.

Un incontro senza un responso chiaro sulla possibilità di giocare o meno la seconda di campionato di domenica, dopo aver dovuto saltare il primo match per mancanza di giocatori da parte dell’Aquila Rugby Club, il cui ex amministratore delegato ha riconsegnato i cartellini ai cugini della Polisportiva, qualche giorno prima della partita, per mancanza di garanzie.

Anche se, al termine dell'incontro con la stampa, la pagina ufficiale della Polisportiva ha annunciato sulla rete sociale di Facebook.

"Dopo la conferenza stampa di questa mattina, il Consiglio della Polisportiva L'Aquila Rugby si è recato dal sindaco, Pierluigi Biondi, consegnando nelle sue mani i nulla osta, firmati dal 26 settembre, al trasferimento di 8 atleti nelle fila dell'Aquila Club - l'annuncio - Il sindaco ha dichiarato che sarà parte attiva affinché gli impegni presi dell'Aquila Rugby Club, con lettera dell'1/10/2017 , nei confronti della Polisportiva L'Aquila Rugby, vengano rispettati nei tempi e nei modi concordati. La nostra priorità è il rugby".

Biondi, dal canto suo, in una nota ha spiegato di avere ricevuto questa mattina i vertici della Polisportiva L’Aquila rugby che hanno consegnato nelle mani del primo cittadino i nulla osta degli atleti ceduti, in prestito o a titolo definitivo, all’Aquila Rugby Club.

Successivamente, a palazzo Fibbioni, il direttore generale dell’Aquila Rugby Club, Luigi Fabiani, ha ritirato la documentazione necessaria per il tesseramento dei giocatori in vista del match di domenica con la Gran Sasso Rugby.

“Non ho preso in consegna né assegni né cambiali - precisa il sindaco - ma l’impegno morale che L’Aquila Rugby Club ottemperi a quanto pattuito: adesso ci sono le condizioni perché la stagione dei neroverdi parta".

"A questo punto rivolgo un appello alla città e alle forze imprenditoriali perché si stringano attorno a un simbolo di questa terra che, seppur tra mille difficoltà, ha iniziato un percorso che andrà sostenuto fino alla fine del campionato”, conclude.

LA CONFERENZA STAMPA

"SE NON HANNO 25 MILA EURO COME COPRIRANNO IL CAMPIONATO?''

“Abbiamo aspettato a dire la nostra, perché volevamo che la verità di questo dramma venisse fuori da sola - ha detto invece dinanzi ai cronisti il presidente della Polisportiva, Vincenzo De Masi - Sono circolate in questi giorni notizie non vere, o comunque incomplete”.

Di certo c’è che la società di De Masi ha concesso lo sblocco di alcuni cartellini, fondamentali per poter iscrivere il club neroverde al campionato di serie A, per 25 mila euro, come da lui confermato, anche se nelle scorse settimane si era parlato prima di 20 mila, poi di 30 mila.

“Abbiamo passato gli ultimi 11 giorni in attesa di notizie dall’altra parte, ma il dialogo sembra impossibile - ha proseguito - fatta eccezione del breve periodo (15 giorni) in cui nel consiglio di amministrazione era presente Antonio Di Giandomenico, che si è dimesso sabato poiché ha constatato l’impossibilità di lavorare in una società così”.

Tra i presenti l’assessore comunale allo Sport Alessandro Piccinini. “Ieri c’è stato l’incontro con i ragazzi della Club a seguito di una presa di posizione della popolazione - ha dichiarato - In questa fase dobbiamo fare uno sforzo, è necessario il lavoro di tutti. Da parte nostra, come Comune, siamo andati anche oltre, facendo un lavoro di ricognizione debitoria che non spettava a noi”.

Poi Piccinini ha sottolineato che “la squadra potrà scendere in campo solo se la Polisportiva troverà l’accordo per i giocatori. Intanto il Comune si farà carico di trovare infrastrutture o migliorare quelle esistenti per permettere ai ragazzi di allenarsi e giocare - ha aggiunto - L’augurio è che si riesca a raggiungere risultati insieme, uniti, dimostrando capacità di gestione ed evitando di arrivare a situazioni come quella attuale sull’orlo di un precipizio".

"La Club non è più quella di una volta, bisogna necessariamente avviare una rivoluzione che parta dall’interno”, ha avvertito l'assesspre.

Nonostante la Club, come provato da De Masi attraverso numerosi documenti,  abbia pendenze per oltre 200 mila euro con la Polisportiva, quest’ultima aveva lasciato le porte semiaperte, chiedendo due garanzie.

“Noi abbiamo detto alla Club, vi diamo i nulla osta se riuscite a fare un campionato intero, non una sola partita, e per questo è stato chiesto ufficialmente alla federazione da Di Giandomenico di poter tesserare tutti i ragazzi insieme; seconda clausola il pagamento dei cartellini, come avviene in ogni parte d’Italia - ironizza il presidente - Non ci siamo inventati nulla”.

Non è chiaro se, alla fine, l’accordo tra le due società aquilane sia stato raggiunto, se nelle casse neroverdi ci sia qualcosa e quanto ci sia, se si riuscirà ad affrontare un campionato di serie A, che ha i suoi costi o no e soprattutto, se domenica i ragazzi, che nel frattempo hanno chiesto aiuto ai cittadini aprendo un fondo, riusciranno o no a scendere in campo nel derby contro la Gran Sasso.

Secondo De Masi tutto dipende dalla Club, intanto ha sollevato dubbi sulla gestione delle risorse e sulla società stessa: “Come si può affrontare un campionato così importante, con tutti i costi che comporta, se non si riescono a reperire 25 mila euro per i cartellini necessari? Ieri abbiamo ricevuto una chiamata del direttore generale, Luigi Fabiani, che ci ha chiesto di prendere delle cambiali, non presenti nell’accordo, che ci sarebbero state consegnate da uno dei garanti del Club, ovvero Carlo Caione (ex capitano dell'ultimo Scudetto, ndr) - ha aggiunto De Masi - Questo ha solo confermato i nostri timori”.

Il presidente della Polisportiva si è detto, comunque, disponibile ad aiutare l'altra società per fare in modo che riesca a disputare il campionato, “in onore dei valori del rugby stesso, senza litigi” e si è dichiarato “pronto ad ulteriori sacrifici”.

La soluzione che vorrebbe la Polisportiva è chiara: creare un’unica società che, avendo un bacino più ampio di giocatori, possa selezionare i migliori per le squadre che giocano in campionati più importanti, un club, un solo obiettivo in nome del rugby.

“Abbiamo fatto numerose assemblee con tutte le società della città  per metterci insieme e creare un vivaio di grandi campioni, ma L’Aquila Rugby si è sempre detta contraria - ha spiegato - Il 25 agosto 2014 abbiamo riunito tutti per poter stipulare un patto territoriale, ovvero un accordo tra due o più società, che si mettono insieme per selezionare i giocatori in base alle esigenze, arrivando ad avere la migliore squadra aquilana di sempre, un passo fondamentale che ancora non viene fatto”.

Un patto che non volle mai siglare neanche Mauro Zaffiri, storico presidente del club neroverde, scomparso ad agosto, ma che secondo De Masi, avrebbe voluto ridiscutere la proposta.

“Il sabato prima di passare la palla, Mauro ci aveva chiamato dicendo di doverci sentire per alcune cose - ha raccontato - Eppure, la sua posizione è sempre stata chiara e molto netta, questo mi lascia immaginare che volesse ridiscutere la sua posizione, ma purtroppo non ne ha avuto il tempo, se lo avesse avuto avremmo raggiunto certamente un accordo, non avremmo potuto vincere con Mauro, ma pareggiare si”.



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