SALDI AL VIA ANCHE IN ABRUZZO, MA TEMPI E COMMERCIO ONLINE PENALIZZANO

Pubblicazione: 05 gennaio 2017 alle ore 08:00

L'AQUILA - Saldi al via oggi in Abruzzo e in gran parte delle altre regioni, tranne Basilicata, Sicilia e Valle d'Aosta partite nei giorni scorsi.

Secondo le stime dell'Ufficio studi nazionale di Confcommercio, ogni famiglia spenderà 344 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento, calzature ed accessori, per un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro, leggermente sotto la media le famiglie abruzzesi, che secondo l'Osservatorio Confesercenti spenderanno invece 330 euro, anche se il 58 per cento di esse si dichiara ancora molto o abbastanza interessato ai saldi.

Budget medio nazionale di 175 euro a famiglia, invece, secondo le stime del Codacons. Secondo le stime di Fismo-Confesecenti, i saldi invernali 2017 possono valere potenzialmente oltre 4,9 miliardi di euro di consumi.

Spesa di 250 euro, pari a circa il 10 per cento del reddito mensile disponibile, secondo l'Adoc, che prevede una spesa in leggera crescita rispetto allo scorso anno, anche se sempre contenuta.

"Dopo un Natale così così", commenta Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio, "la speranza passa ora per i saldi. Non saranno però saldi col botto. La nostra stima, euro più euro meno, è che gli italiani spenderanno mediamente come nell'anno precedente. Le vendite di fine stagione saranno sempre una straordinaria opportunità per i consumatori ma, per noi commercianti, non saranno sufficienti a colmare un gap di consumi fortemente condizionato da un andamento sempre più incerto ed altalenante. C'è da dire che, nonostante i timidi segnali di fiducia registrati a dicembre, gli eventi terroristici e di natura socio-politica non aiutano a far trovare una stabilità di cui tutti abbiamo bisogno per affrontare al meglio il futuro e confidare nell'uscita del nostro Paese dalla crisi".

Lido Legnini, direttore di Confesercenti Abruzzo, punta l'indice contro chi trasgredisce le norme: "Le regole in vigore vanno rispettate - dice - e non è possibile tollerare anticipi e furbate che danneggiano chi rispetta le regole. Ma la normativa dei saldi va cambiata radicalmente, eliminando orpelli burocratici ormai fuori dalla storia".

Caccia all'offerta, nel 62 per cento dei casi, soprattutto nel settore abbigliamento.

"Ma questo non basta più - dice Legnini - bisogna liberare i commercianti di lacci e lacciuoli come ad esempio le comunicazioni preventive da fare al Comune, il divieto delle promozioni 30 giorni prima dei saldi: sono regole che ingessano i negozianti mentre il nuovo format delle vendite on line consente di comprare tutto l'anno sempre in promozione e saldo. Questo - evidenzia il direttore Confesercenti - non permette più al commercio urbano di contare su regole rigide sulla formazione del prezzo. Ecco perché sui saldi va fatto un ragionamento forte e non solo sulla data di avvio troppo ravvicinata, che anche quest'anno ha raffreddato le vendite natalizie: noi abbiamo sempre chiesto, spesso da soli, di posticipare la data".

"Per il commercio specialmente di fascia media", aggiunge il presidente regionale di Confesercenti Daniele Erasmi​, "i saldi restano uno straordinario strumento di marketing, e dunque vanno mantenuti seppur cambiati. Con la discussione attorno al Testo unico del Commercio in sede regionale abbiamo avviato questa discussione verso una semplificazione importante che, ci auguriamo, diventerà presto realtà".

Il Codacons intanto, che ha realizzato una prima indagine sulla propensione delle famiglie alla spesa durante gli sconti, "prevede una contrazione media delle vendite del -5% rispetto ai saldi invernali del 2016 - spiega il presidente Carlo Rienzi - Questo perché la partenza degli sconti è fissata subito dopo le feste di Natale e Capodanno, quando cioè i portafogli degli italiani sono stati già svuotati dalle spese per regali e cenoni, e poche risorse rimangono da destinare ad altri acquisti".

Meno di un cittadino su due (il 45% circa), poi, deciderà di fare acquisti durante il periodo di sconti. L'andamento delle vendite non sarà tuttavia omogeneo: la contrazione degli acquisti colpirà in modo particolare i piccoli negozi e le periferie delle città, mentre numeri positivi si registreranno presso outlet e boutique d'alta moda, grazie soprattutto alla presenza dei turisti stranieri.

Vola inoltre nel 2017 il commercio online - spiega ancora il Codacons - 1 acquisto su 5 in regime di saldi avverrà infatti attraverso il web.

Secondo la Fismo Confesercenti, invece, oltre un italiano su due (il 58%) si dichiara interessato o molto interessato ad acquistare prodotti, in due casi su tre d'abbigliamento. Ma anche tra i commercianti, che sperano di recuperare un andamento delle vendite natalizie sotto le previsioni.

"I saldi - afferma Roberto Manzoni, presidente di Fismo, l'associazione che riunisce i commercianti del settore moda di Confesercenti - rappresentano una boccata d'ossigeno per un settore che non è ancora uscito dalla crisi: nel solo 2016 hanno cessato l'attività oltre 6mila negozi indipendenti d'abbigliamento, tessili, calzature e accessori, sia nel centro nord (-3.721 imprese) che al Sud e nelle Isole (-2.411)".

"Anche il Natale 2016 - continua Manzoni - caratterizzato da un clima molto mite, non ha dato la spinta attesa alle vendite stagionali. E visto che le condizioni del tempo non hanno invogliato all'acquisto di capi invernali, i clienti dei prossimi saldi avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo scontato. Per chi ama l'abbigliamento è meglio del BlackFriday, anche perché le vendite di fine stagione non sono semplici promozioni. Le prime sono infatti strategie di marketing, spesso aggressive e furbette, per attirare clienti con sconti, a volte fasulli. Le vendite di fine stagione, invece, sono un evento completamente differente: sono infatti effettuate su prodotti di carattere stagionale o articoli di moda già in assortimento nei negozi, suscettibili, entro un certo periodo di tempo, di deprezzamento. La riduzione dei prezzi per i consumatori, dunque, è mediamente più elevata rispetto ad eventi promozionali come il Blackfriday. Durante i saldi i consumatori possono comprare articoli di qualità a costi realmente inferiori a quelli iniziali. Ma perché il meccanismo dei saldi funzioni correttamente, c'è bisogno di ripristinare un quadro di regole certe e porre fine alla confusione nel settore. Servono controlli per bloccare i pre-saldi illegali e per fermare le pubblicità ingannevoli, che fanno passare la promozione di prodotti che non hanno alcuna stagionalità per vendite di fine stagione. I saldi sono uno strumento utile a consumatori e a imprese, vanno tutelati".

Secondo le stime di Federconsumatori e Adusbef, infine, solo il 39 per cento delle famiglie si prepara ad effettuare acquisti approfittando dei saldi. Da un sondaggio su un campione di consumatori, emerge una forte differenziazione della propensione all'acquisto e dell'entità della spesa tra Nord e Centro-Sud: nelle regioni meridionali si prospetta "un andamento decisamente piu' sobrio e contenuto".

"Mediamente - affermano le associazioni - ognuna delle 9 milioni e 360 mila famiglie che acquisteranno a saldo spenderà 179,92 euro, appena lo 0,3% in più rispetto ai saldi invernali del 2016".

Dati che "lasciano trasparire la situazione di forte disagio che molte famiglie stanno vivendo, a cui si aggiunge un atteggiamento di cautela e preoccupazione visti gli aumenti già annunciati per il 2017 che, aggiornati alla luce degli ulteriori aumenti tariffari di luce e gas, nonche' delle tariffe autostradali, ammonteranno complessivamente a oltre +771 euro annui a famiglia".

"Per un aiuto concreto teso a risollevare i consumi - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef - è necessario agire prima di tutto attraverso un piano straordinario teso a creare occupazione e attuare una redistribuzione dei redditi. Inoltre sarebbe utile, come sosteniamo da anni, una completa liberalizzazione dei saldi".

"Purtroppo la combinazione tra redditi bassi e spese primarie e irrinunciabili elevate, come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi - dichiara Roberto Tascini, presidente dell'Adoc - Anche perché i saldi arrivano, come sempre, dopo le festività natalizie, una circostanza che limita ulteriormente la corsa agli acquisti, almeno nel periodo iniziale. Gli acquisti più ingenti si concentreranno infatti nel periodo finale, quando gli sconti arriveranno fino al 50-60%".

Secondo le stime dell'Adoc, circa il 25 per cento dei consumatori effettuerà acquisti a saldo online: "Un dato che non sorprende - nota il presidente - vista la crescita esponenziale dell'e-commerce".

Per Adoc anche quest'anno saranno i piccoli esercizi a soffrire gli effetti della crisi. Quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che scenderà di circa il 5 per cento rispetto allo scorso anno, senza superare in media i 175 euro a famiglia.



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