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SALTA CONCERTO A VASTO: JOVANOTTI, ''VINCE FRONTE DEL NO'', PAROLA ALLA MAGISTRATURA

Pubblicazione: 09 agosto 2019 alle ore 19:18

VASTO - Un'altra tegola si abbatte sul Jova Beach Party. 

Dopo la data di Albenga, in Liguria (annullata a causa delle mareggiate che si sono mangiate parte del litorale), salta anche il concerto di Vasto, in calendario il 17 agosto. 

Un tira e molla durato giorni, tra riunioni, analisi e documenti presentati. 

Oggi la doccia fredda. 

Al termine della riunione del comitato per la sicurezza, la prefettura di Chieti non ha dato il via libera. 

Un no senza appello, che lascia a bocca asciutta i circa 30mila fan attesi tra una settimana sulla spiaggia di Vasto Marina. 

Alla base dello stop deciso dal prefetto Giacomo Barbato, ci sarebbero le criticità sulla sicurezza e sulla chiusura della Statale 16, in un giorno da bollino nero sulle strade per il traffico da controesodo. 

Ma Jovanotti, ben più che amareggiato, non ci sta.

"A Vasto ha vinto il fronte del 'no', quello di cui l'Italia è pervasa. Quello che rende il Paese immobile - scrive polemico in un lungo post su Facebook, appena appresa la notizia -. La ragione è intessuta nelle dinamiche assurde che hanno trasformato un'occasione di festa, gioia ed opportunità di sviluppo di un territorio in scontro di forze locali in 'bagarre. Chi alla fine ha 'vinto' ottenendo la cancellazione combatte una sua personale battaglia politica locale in affannosa ricerca di visibilità a buon mercato che evidentemente una cosa grande e bella come Jova Beach Party offre". 

Il Jova Beach Party doveva essere la festa dell'estate, all'insegna del divertimento, della leggerezza, del rispetto dell'ambiente: in parte così è stato, ma non sono mancati i problemi. Jovanotti ha dovuto, in questi mesi, fronteggiare gli attacchi degli ambientalisti che lo accusano di distruggere i delicati equilibri di flora e fauna nelle zone scelte per i concerti, nonché la polemica con Reinhold Messner per la data a Plan de Corones. E la cancellazione di Albenga (in parte risarcita con la nuova data annunciata per il 21 settembre a chiusura del tour all'aeroporto milanese di Linate) per cause di forza maggiore.

Ma su Vasto rimane l'amaro in bocca: "JBP è un luogo sicuro, la sicurezza è sempre stata al primo posto, ma a Vasto non hanno voluto verificare. A Vasto la commissione ha detto no, a prescindere. Non ci sono ragioni oggettive - scrive ancora il cantante - le centinaia di documenti prodotti non sono stati esaminati e nessun riscontro è stato dato alle migliaia di testimonianze relative alle 9 tappe già fatte. Non sono mai state interpellate le prefetture che si sono complimentate con noi per il lavoro svolto fino ad ora". 

La cosa non si chiuderà solo con una tirata sui social.

Maurizio Salvadori, manager di Jovanotti e organizzatore del tour, annuncia battaglia, come riporta l'Ansa, anche per vie legali. 

"Sono esterrefatto - ha detto uscendo dalla riunione che ha deciso per il no -. La documentazione presentata non è stata ritenuta idonea. Ma i vari enti sapevano già dal mese di dicembre di questa data scelta per il concerto. Della questione si occuperanno ora magistratura e avvocati".

I circa 30 mila biglietti venduti saranno rimborsati.

"La tiritera sul no è veramente stucchevole e preferiamo evitare chiacchiere da bar perché poi esiste la realtà e noi badiamo a quella. Ad esempio, un no alla tombatura di un corso d'acqua per noi rimarrà sempre un segno di civiltà e di conformità alle normative vigenti", afferma rispondendo a Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, Massimo Pellegrini, naturalista e presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, tra i più attivi sul fronte del Jova Beach a Vasto.

"In un paese dove la natura è già in sofferenza, assediata in molteplici modi, l'idea di trasformare spiagge con elementi di naturalità in arene per concerti era e rimane sbagliata in partenza. Eventi con decine di migliaia di persone vanno fatti dove ci sono servizi e condizioni adeguati: stadi, palazzetti e piazze - prosegue Pellegrini - Se poi la giustificazione per questa scelta è quella di lanciare slogan sulla plastica mentre allo stesso tempo si vendono decine di migliaia di bottigliette di plastica, ebbene, non possiamo che sorridere amaramente, considerato anche il giro milionario che certamente permetterebbe ben altre scelte dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Su Vasto come al solito è stato fondamentale leggere e analizzare i documenti ed essere rigorosi anche davanti alle inutili e strumentali provocazioni. Bastava leggere le relazioni presentate per evidenziare tutti i limiti, comprese descrizioni della situazione di campo non corrispondenti alla realtà, di un'iniziativa del genere. Tra l'altro rimaniamo sconcertati per il fatto che da dicembre 2018 ancora oggi non si siano compresi i limiti oggettivi ben chiariti dal prefetto di Chieti, che ringraziamo come cittadini. Solidarietà alle aree come Cerveteri, Roccella Jonica, Policoro, Castel Volturno, Fermo dove le ruspe invece hanno agito. Sorprende invece il silenzio del ministero dell'Ambiente, quando anche Ispra, massimo organo dello stato in materia, ha sollevato molte criticità su questo modo di intendere la gestione del territorio".



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