SANITA': CARENZA PERSONALE ASL 1, CGIL ANNUNCIA MOBILITAZIONE

Pubblicazione: 18 ottobre 2018 alle ore 15:32

L'AQUILA - "L'estrema difficoltà nella programmazione ed organizzazione dei turni di servizio del personale è nota a tutti: torniamo a denunciare, ancora una volta, la gravissima carenza di personale all'interno della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L'Aquila".

Così in una nota la Fp Cgil che annunciando la mobilitazione per scongiurare l'ulteriore perdita di personale per l'anno in corso, sottolinea come quello attualmente impiegato sia "obbligato a svolgere turni massacranti in completo dispregio della legge 161 del 2014".

"In tali condizioni - si legge nella nota - ai lavoratori viene chiesto di farsi carico di garantire ciò che la programmazione non riesce a fare, ovvero, il mantenimento degli standard assistenziali. Così come stabilito dagli atti di programmazione regionali, il costo del personale per la Asl è passato da circa 194 milioni di euro per l'anno 2017 a circa 196 milioni per il 2018. Peccato però che la Regione Abruzzo comprende in tale complessiva somma, il costo del rinnovo contrattuale avvenuto nel mese di maggio, stimabile in oltre 3,7 milioni di euro, di cui accantonati dalla Asl – su indicazione della Regione - circa 1,5 milioni. Ne consegue che oltre 2,2 milioni resterebbero a carico della Azienda Sanitaria e quindi a carico dei lavoratori e dei servizi sanitari".

"Va ricordato - aggiunge la Cgil - che il costo del rinnovo contrattuale è obbligatorio e che per tale spesa sono previsti specifici finanziamenti, di norma, infatti, il tetto di spesa del costo del personale viene calcolato rispetto alla spesa sostenuta nel 2004 diminuita dell'1,4%, tale calcolo doveva essere previsto al netto dei predetti rinnovi. Risulta assurdo che tali somme siano poste a carico del costo del personale già programmato che di per se è insufficiente alle reali necessità. Infatti la Asl, da una previsione di spesa per l'anno 2018, sosterrebbe un costo complessivo, fra personale a tempo indeterminato e personale precario, pari a circa 200 milioni di euro a cui vanno aggiunte le spese per il personale caricato sulla voce di bilancio riferita ai beni e servizi".

"Non v'è chi non veda - prosegue la nota - che l'attuale programmazione sul costo del personale, con le ulteriori decurtazioni imposte dalla Regione Abruzzo per i rinnovi contrattuali, non solo non è sufficiente a coprire le effettive esigenze di fabbisogno di personale, ma addirittura genera uno sforamento di oltre 6 milioni di euro sui tetti di spesa. Tant'è che, ad oggi, la Asl 1 ancora non ha ricevuto le necessarie autorizzazioni per avviare i processi di stabilizzazione del personale precario. Non vorremmo che a pagare le spese di una errata programmazione siano i lavoratori più deboli dell'Azienda. Ad aggravare la situazione si apprende che la ASL stima per l'anno 2018 un numero di pensionamenti pari a circa 166 unità lavorative per le quali, ad oggi, non risultano autorizzazioni da parte della Regione Abruzzo per le dovute sostituzioni con conseguente perdita di posti di lavoro del predetto personale in quiescenza".

"I 166 posti di lavoro che si andranno a perdere nell'anno in corso - continua la Cgil - si aggiungono ai 100 posti di lavoro persi nell'anno 2017. Si evidenzia, altresì, che dal conto annuale anno 2017 risultano in forza 3383 unità lavorative a fronte di una dotazione organica di 4053 unità, con conseguenti 670 posti vacanti a tempo indeterminato, solo parzialmente coperti con lavoro precario. A quanto sin ora descritto, si aggiunga che l'età anagrafica media del personale della Asl 1 contrattualizzato a tempo indeterminato è in costante ed inesorabile aumento, diventa pertanto facile comprendere che in assenza di azioni correttive volte ad una revisione dell'effettivo fabbisogno di personale e quindi a nuove assunzioni e stabilizzazioni, sia le condizioni di lavoro, sia la garanzia dei Lea e sia la qualità dei servizi verrà ulteriormente compromessa".

"Infatti - evidenzia la Cgil - dal conto annuale 2017 si rileva che oltre il 45% dei lavoratori in forza si trova in età compresa fra i 55 ed i 67 anni di età. Nello specifico risultano ricomprese tra i 55 ed i 59 anni 769 unità lavorative; tra i 60 ed i 64 anni 679 unità lavorative e tra i 65 ed i 67 anni 93 unità lavorative, su tali categorie di lavoratori, ricade l'onere della assistenza al paziente 24 al giorno per 365 giorni l'anno con evidente pregiudizio della salute delle maestranze. Le condizioni anagrafiche su descritte, in assenza delle mancate autorizzazioni per la sostituzione del personale, determineranno nell'immediato futuro la perdita di centinaia di posti di lavoro con conseguente ulteriore aggravio della carenza di personale e peggioramento delle condizioni lavorative".

"In mancanza di azioni concrete, volte alla definitiva risoluzione delle criticità rappresentate, da parte della Regione Abruzzo, la Fp Cgil, congiuntamente a tutte le sigle sindacali preoccupate per tale grave carenza di personale riattiverà tutte le procedure utili per la mobilitazione dei lavoratori. La Fp Cgil ritiene necessario il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e del Comitato ristretto dei sindaci a difesa e per il rilancio del Sistema Sanitario Pubblico che deve garantire il fondamentale diritto alla salute del cittadino", conclude la nota.



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