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SANITA': CASI MORBILLO DIMEZZATI IN ABRUZZO, COPERTURA VACCINALE DEL 95 PER CENTO

Pubblicazione: 31 agosto 2018 alle ore 08:15

L’AQUILA  - I casi di morbillo in Abruzzo sono crollati negli ultimi sei mesi: se alla fine del 2017 ne erano stati registrati 173, a fine giugno di quest'anno erano fermi a 44 e se il trend rimarrà costante vorrà dire a dicembre del 2018 saranno la metà rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

A fotografare la situazione è uno studio di Epicentro, il portale dell'Istituto superiore di sanità.

A luglio 2017 è entrato in vigore il decreto Lorenzin, che dispone la vaccinazione obbligatoria contro 10 malattie.

Attualmente la partita relativa all'obbligo vaccinale è ancora aperta, dopo le polemiche dei mesi scorsi legate alla decisione del nuovo ministro alla sanità, Giulia Grillo, di introdurre l'autocertificazione per l'iscrizione dei bambini a scuola, anche se lo scorso 14 agosto il Ministero ha emanato una circolare nella quale ribadisce l'importanza della copertura vaccinale.

Nel frattempo, il risultato a livello nazionale dopo l'introduzione della norma voluta dall'ex ministro Beatrice Lorenzin, è stato la riduzione del tasso di incidenza del morbillo da 8,2 a 7,47 casi per centomila abitanti. In Abruzzo, dove la copertura vaccinale ha raggiunto la soglia del 95 per cento, la discesa è macroscopica.

Si è passati, infatti, dai 13,1 casi per centomila abitanti del 2017 agli attuali 6,66. 

Nel 2018 venti regioni hanno segnalato casi (tutte tranne il Molise), ma l'89,4 per cento delle infezioni si è verificato in sette territori: in testa la Sicilia, che con i suoi 1.066 malati di morbillo ha visto un'incidenza di 42,16 casi ogni centomila abitanti; seguono il Lazio (204 segnalazioni pari a 6,92 casi per centomila abitanti, la Calabria (144 casi), la Lombardia (131), la Campania (128), l'Emilia Romagna (77) e la Toscana (64).

In Italia, nei primi sei mesi del 2018, di morbillo si sono ammalate 2.029 persone. Tra queste, i quattro decessi registrati, che si vanno ad aggiungere agli altri quattro del 2017.

L'incidenza media italiana è stata del 6,7 per centomila, di poco superiore a quella abruzzese. Non è ancora chiaro il meccanismo in base al quale sia aumentato in maniera vertiginosa il dato della Sicilia.

A incidere, probabilmente, i casi registrati fra i migranti sbarcati, spesso provenienti da Paesi nei quali le campagne di profilassi sono del tutto inesistenti. Nel 2017 nei 30 Paesi dell'area Ue sono stati contati 14.393 casi, con 34 persone morte.

Degli oltre 14mila casi ben 4.991 hanno riguardato l'Italia, compresi i quattro decessi. 

Sempre nel 2017 il 90 per cento dei casi italiani è stato segnalato da Lazio (1.699), Lombardia (787), Piemonte (629), Sicilia (425), Toscana (370), Abruzzo (173) e Campania (108). Ad avere il tasso di incidenza più elevato nel 22017 è stata la regione Lazio (28,8 casi su centomila abitanti), seguita da Piemonte (14,3) e dall'Abruzzo, con i suoi 13,1 casi per centomila abitanti. 

Come avverte lo studio dell'Istituto superiore di sanità il 95 per cento delle persone che si sono ammalate di morbillo del 2017 non era stato sottoposto a vaccinazione preventiva. 

Nel 2018, invece, ben il 91,3 per cento dei casi registrati non era vaccinato al momento del contagio, e il 5,4 per cento aveva effettuato una sola dose. Soltanto l'1,5% ha riferito di aver ricevuto due dosi di vaccino. 

Dei 2029 ammalati registrati nel corso dei primi sei mesi dell'anno ben 991 (vale a dire il 48,9%), secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, ha sviluppato complicanze.

La più frequente è stata la stomatite (521 casi), seguita da diarrea (430 casi), cheratocongiuntivite (380 casi), polmonite (202), epatite (202), 172 casi di laringo-tracheo-bronchite e 144 casi di insufficienza respiratoria.

“Da gennaio 2018 sono stati segnalati 4 decessi per insufficienza respiratoria”.

Si tratta di tre adulti tra i 25 e i 41 anni, e di un bambino di 10 mesi. Nessuna delle persone decedute era stata vaccinata.



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