LA REPLICA: ''FEBBO DICE IDIOZIE, HA FATTO CHIUDERE OSPEDALI CASOLI E GISSI''

SANITA' CHIETINA IN EBOLLIZIONE: DENUNCIA
DI FEBBO SULLE COLONNINE SOS DEL 118

Pubblicazione: 17 luglio 2017 alle ore 13:31

CHIETI - “Colonnine Sos installate presso gli ospedali di Gissi e Casoli che sostituiscono il personale sanitario del 118 nelle ore notturne e giorni festivi. Ecco la vergognosa e inqualificabile rivoluzione della sanità abruzzese portata avanti da D’Alfonso e dall’assessore Paolucci soprattutto nelle aree interne del nostro Abruzzo”.

A denunciare la situazione, che capita in un momento già incandescente per vari fattori nell’azienda sanitaria teatina, è il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione consiliare di Vigilanza Mauro Febbo, che ha scritto una nota annunciando di avere “verificato di persona i nuovi strumenti messi in campo dalla Asl di Lanciano-Vasto-Chieti”.

Il caso delle colonnine fa il paio con la complicata filiera per la realizzazione del nuovo ospedale Santissima Annunziata del capoluogo, da 225 milioni di euro per 500 posti letto, una finanza di progetto del gruppo Maltauro, che realizzerebbe l’opera in cambio della gestione trentennale dei servizi, che dovrà essere valutato entro il 30 luglio.

E poi ci sono i singoli problemi dei vari presìdi ospedalieri, come quello di Vasto, su cui è forte l’azione di alcuni consiglieri di maggioranza, come Mario Olivieri (Abruzzo civico), presidente della commissione Sanità: non a caso sabato pomeriggio assieme al sindaco, Francesco Menna, ha incontrato il governatore, Luciano D’Alfonso, su questa e altre problematiche.

“Siamo arrivati all’assurdo e al paradosso, dove addirittura nei presìdi di Gissi e Casoli i dottori, gli infermieri e il personale medico specialistico del 118 vengono sostituiti da un semplice bottone rosso da schiacciare in caso di urgenza nell’attesa che arrivi qualcuno”, denuncia.

Per Febbo, “queste nuove colonnine Sos sono l’emblema e il segno tangibile della catastrofe sanitaria prodotta in Abruzzo da D’Alfonso e il ‘bocconiano’ Paolucci. Tutto questo per non organizzare l’apertura del Pronto soccorso anche nelle ore notturne e giorni festivi con un adeguato personale - attacca - Ormai siamo arrivati alla decadenza della sanità abruzzese e all’abbandono delle aree interne dove si è voluto ostinatamente portare avanti, da questo governo regionale di centrosinistra, una politica sanitaria fatta di soli tagli mortificando interi territori”.

“Oggi addirittura apprendiamo dalla stampa che l’assessore Paolucci rilancia, per l’ennesima volta, la costruzione dei nuovi cinque ospedali in Abruzzo. Dopo tre anni e mezzo la Regione si accorge che vi sono risorse pronte per essere investite nella costruzione di nuovi ospedali - continua ancora - Un lavoro che doveva essere portato immediatamente avanti dal 2014, invece si è volutamente perdere tempo prezioso”.

Secondo il forzista, “ancora una volta gli abruzzesi vengono presi in giro da questa Regione ormai proiettata solo a fare campagna elettorale. E oggi è la volta dell’assessore Paolucci che in questi anni non è stato capace di programmare e pianificare nessun intervento di rilancio in campo sanitario se non raccogliere i buoni frutti coltivati ancora dal precedente governo Chiodi”.

“Inoltre mi giungono notizie, che reputo di una gravità inaudita, di genitori che non riescono a vaccinare i propri bambini per mancanza e carenza di alcuni tipi di vaccini presso i distretti sanitari - continua ancora - Su questo episodio, e sul rifiuto della collaborazione dei pediatri di famiglia, farò ulteriori approfondimenti e se dovesse essere fondato chiederò come minimo le dimissioni di Paolucci”.

“Quindi in campo sanitario fino ad oggi abbiamo assistito solo alla chiusura o riduzione di reparti, ospedali, distretti sanitari, guardie mediche e, adesso, finanche ad arrivare all’installazione di colonnine Sos per sostituire il personale del 118 - conclude - Una sanità mortificata e ingolfata come certificato anche dall’ultimo rapporto Crea dove ha posizionato la Regione Abruzzo al diciottesimo posto, dopo essere stata negli anni precedenti al terzo posto”.

PAOLUCCI: ''FEBBO DICE IDIOZIE, HA FATTO CHIUDERE OSPEDALI CASOLI E GISSI''

“Sono vere e proprie idiozie le fake news lanciate da Febbo, si rasenta il procurato allarme, chieda scusa”.

Lo afferma l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci che replica al consigliere regionale Mauro Febbo sul caso delle colonnine Sos che a suo dire sarebbero state installate in assenza di possibilità di intervento umano.

“Voglio ricordare al consigliere Febbo che la nostra maggioranza ha promosso, senza nascondere nulla, rispetto al centrodestra, una riorganizzazione credibile della sanità regionale: siamo stati noi, infatti, ad aver fatto uscire l’Abruzzo dal commissariamento, migliorando la qualità dei Lea, e non lui - premette Paolucci - Noi abbiamo trovato le risorse e programmato davvero la costruzione e l’ammodernamento degli ospedali e acquistare strumenti all’avanguardia per la diagnostica e per la prevenzione”.

“È il governo Renzi che ha messo a disposizione 143 milioni e la Regione ha dovuto proporre un programma credibile perché nessuno al ministero credeva alla sua proposta di sdemanializzazione delle aree di risulta - continua - E non per ultimo, abbiamo curato il disastro generato dalla riforma messa in campo proprio dal governo di centrodestra”.

Per Paolucci “è stato sempre Febbo, infatti, con le sue politiche scellerate a determinare, ma sempre nascoste a tutti, la chiusura dei presìdi ospedalieri di Casoli e Gissi, a cancellare i fondi previsti per la diagnostica e la prevenzione e smembrare gli ospedali di Vasto e Lanciano”.

“Per cancellare gli errori di Febbo, poi, abbiamo dovuto riconvertire i presidi ospedalieri con progetti credibili, come nel caso di Casoli, riaprendo la struttura come ospedale di comunità, e inaugurando ulteriormente una Rsa - continua - oppure, per evitare la deflagrazione delle aree interne, abbiamo predisposto postazioni di 118 che lui non ha mai istituito. La verità è questa”.

“Febbo, invece, dopo aver nascosto tutto, oggi si limita a generare allarmismi, o meglio, a costruire ‘marketing negativo’ sulla sanità pubblica - accusa - dimenticandosi, però, che la sanità non si costruisce con gli ululati, è troppo facile, bensì con atti amministrativi che abbiano gambe e braccia per camminare”.

“Se Febbo aspira a candidarsi a presidente della Giunta regionale, parte con il piede sbagliato, ma siamo tranquilli, gli elettori lo hanno già scoperto”, conclude.



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