SANITA': MARCOZZI (M5S), ''PROJECT FINANCING SONO SEGNALI DI POLITICA INCAPACE''

Pubblicazione: 11 aprile 2017 alle ore 13:54

Sara Marcozzi e Riccardo Mercante

CHIETI - "Mentre si apprende dalla stampa locale che anche la Asl di Teramo vorrebbe realizzare il nuovo ospedale in project financing, il presidente Luciano D’Alfonso rilancia sull’ospedale di Chieti per la realizzazione del nuovo nosocomio attraverso lo strumento della finanza di progetto. È un Pd bipolare quello andato in scena ieri relativamente all’ospedale di Chieti. Da un lato troviamo il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini che plaude al Polo del Cuore e ai livelli di tecnologia e di strumentazione che la Asl di Chieti è riuscita a realizzare in autonomia, senza ricorrere al project financing, dall’altro troviamo le dichiarazioni del presidente D’Alfonso rispetto all’impossibilità di realizzare il nuovo ospedale senza ricorrere al project financing".

Così il consigliere regionale del Movimento cinque stelle, Sara Marcozzi, per la quale "il presidente di Regione sostiene che occorrerebbero decenni per costruire un nuovo ospedale se si procedesse con gli strumenti ordinari. Niente di più inesatto. Le Asl in Italia da sempre procedono in autonomia, ottenendo ottimi risultati. È evidente, però, che bisogna essere in grado di  scrivere tempi, costi e modalità di realizzazione".

"Il M5S ha già ampiamente dimostrato come sia anti-economico e dannoso per le casse regionali procedere attraverso l'affidamento in project financing per la realizzazione di ospedali. L’Abruzzo vive un momento assai delicato, la sanità rischia di passare definitivamente nelle mani dei privati visto l'elevato numero di progetti di finanza che vedono interessati i nostri ospedali".

"Regione Abruzzo è uscita dal commissariamento ma è ancora sotto piano di rientro - continua la Marcozzi - La Asl di Chieti ha gravissime perdite tanto è vero che oggetto della preoccupazione da parte del rup del nuovo ospedale era proprio la sostenibilità finanziaria. D’Alfonso e Silvio Paolucci ben conoscono, o almeno dovrebbero, le dinamiche sugli elevatissimi canoni annuali da corrispondere al privato in caso di project financing. Si tratta di 'comode' rate che esplodono dal 5° anno in poi e che vedranno la Asl di Chieti costretta a sborsare cifre che vanno dai 70 ai 110 milioni all’anno. Una follia!".

"Il M5S ritiene che lo strumento di project financing, come già denunciato anche in sede di parifica della Corte dei Conti di Emilia-Romagna e Veneto, sia quanto di più pericoloso per le finanze delle ASL. Il ricorso a queste procedure rischia di minare il futuro livello di qualità delle cure a causa del fatto che le disponibilità finanziarie dei bilanci verranno erose dai canoni da corrispondere al privato. Non è questione di avere in odio o in simpatia il project financing, è solo questione di numeri e prospettiva futura” commenta Sara Marcozzi “oggi la legge impone di trovare copertura finanziaria per le opere nei tre anni successivi. I project financing sono uno strumento che permette di eludere proprio questi vincoli di bilancio, infatti le rate aumentano esponenzialmente solo dal 5 anno in poi".

"Inoltre, l’accordo fra il Ministero della Salute e Regione Abruzzo sul piano di rientro in materia di edilizia sanitaria è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni. Infatti il comma 4 dell’articolo 1 recita: '[…] La Regione si impegna a trasmettere al Ministero dell’Economia e delle Finanze tutta la documentazione necessaria per una piena e corretta valutazione delle operazioni finanziarie regionali nonché della posizione debitoria esistente della regione'. E ancora, il comma 6 dell’articolo 3 '[…] I provvedimenti regionali da sottoporre a preventiva approvazione del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono tutti quelli afferenti le seguenti tematiche: […] riformulazione del Piano di Edilizia Sanitaria'. Infine, l’articolo 4 'La Regione si impegna ad attivare il partenariato con la Regione Friuli Venezia Giulia mediante la stipula di specifiche convenzioni per i seguenti aspetti contenuti nel piano di rientro: […] modalità di realizzazione del programma di edilizia sanitaria ex articolo 20 della legge n. 76/1998'".

"È evidente - sostiene Marcozzi - che nulla di tutto ciò è stato fatto. I piani economico-finanziari dei progetti presentati sono insostenibili. Siamo appena usciti dal Commissariamento, ma non dal Piano di Rientro, sarà mia premura avvertire e documentare delle intenzioni di questa Giunta i competenti Ministeri, così come accadde per il progetto della nuova autostrada verso Roma. Se il presidente D'Alfonso non informa i Ministeri, lo faremo noi!".

"Sembra che troppo spesso il Pd confonda la filantropia con l'impresa! Proprio ieri sera la trasmissione televisiva Report ha ricostruito una serie di coincidenze fra il salvataggio del quotidiano L’Unità e la costruzione di un nuovo ospedale da parte del gruppo Pessina - conclude Marcozzi - responsabilmente il M5S sta cercando di evitare alla Regione di commettere gravi errori che potrebbero trasformarsi in danni enormi. D’Alfonso, anziché spendere inutili energie sulla promozione di project financing, faccia il Presidente e si impegni a trovare nuove risorse ai tavoli ministeriali. Stante la vulnerabilità sismica del nostro territorio, sono certa che il governo centrale non potrà tirarsi indietro".



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