SANITA': SCONTRO TOTALE
TRA FEBBO E PAOLUCCI
SU FONDI, SPESE E SERVIZI

Pubblicazione: 31 marzo 2017 alle ore 19:28

Mauro Febbo vs Silvio Paolucci

L’AQUILA - Scontro a tutto campo sui temi della sanità regionale tra il consigliere regionale di opposizione Mauro Febbo (Forza Italia), presidente della commissione di Vigilanza, e l’assessore al ramo Silvio Paolucci.

FEBBO: “PIU’ SPESE, LIVELLO PEGGIORE, IL ‘BOCCONIANO’ VIVE ALTROVE”

Silvio Paolucci vive in un altro mondo e in un’altra Regione d’Italia. L’assessore regionale, al contrario, dovrebbe solo ringraziare il governo precedente a guida centrodestra e, con lealtà e coraggio, riconoscere il lavoro svolto e denunciare, quelli sì, i suoi amici di partito (Del Turco & Compagni) corresponsabili di aver indebitato la nostra Regione e la sanità portandoci al Commissariamento, cioè al default.

In questi anni abbiamo preso consapevolezza che la modestia non è una virtù del nostro assessore regionale alla sanità ma ci saremmo aspettati più coerenza, più correttezza e onestà intellettuale visto che i dati dei Lea sono inconfutabili e incontrovertibili.

Inoltre voglio sottolineare come sui dati della spesa farmaceutica l’assessore regionale continua a non dire tutta la verità. Infatti, Paolucci sostiene che la spesa farmaceutica è aumentata ‘causa l’introduzione di nuovi farmaci come il vaccino per la Epatite C sul quale abbiamo investito 40 milioni di euro’.

Dovrebbe sapere che tali farmaci sono di classe A e quindi incidono sulla spesa territoriale e non su quella ospedaliera. Qui “casca l’asino”, avrebbe esclamato mia madre saggia.

L’aumento insopportabile e vergognoso è riferito proprio alla spesa farmaceutica ospedaliera, visto che assistiamo a pazienti ricoverati costretti a portarsi i medicinali da casa per curarsi. Basta leggere ed esaminare le tabelle fornite dalla sua direzione, ma ormai il bocconiano non si degna neanche di esaminare dati, documenti e atti.

Infatti la spessa farmaceutica territoriale nel 2013 era 278.337.952 euro, nel 2016 passa a 304.679.598 euro cioè + 9,13% mentre quella ospedaliera era nel 2013 di 97.588.864 euro e passa nel 2016 a ben 130.685.208 euro cioè 33,92 % ossia si è quadruplicata!

Se a tutto questo aggiungiamo che la spesa territoriale è stata incrementata per effetto dei farmaci di Epatite C e altri, addirittura vuol dire che l’aumento è settuplicato!

Continuo a sottolineare che ciò che grida vendetta, perché insopportabile e intollerabile, è il fatto che negli ospedali ti chiedano di portare le medicine da casa. Sono pronto a essere smentito e quando l’assessore Paolucci vorrà lo inviterò ad accompagnarmi in uno dei qualsiasi Ospedali della Regione per verificare le mie affermazioni.

Altra “corbelleria” politico-amministrativa è quella di aver trovato i bilanci con perdite di ben 290 milioni di euro. Bugia che smentisco con i bilanci ufficiali depositati dalle Asl regionali. Nel 2014 i bilanci del Asl si chiusero tutti con un segno postivi: L’Aquila-Avezzano-Sulmona + 85.000 euro, Chieti-Lanciano-Vasto + 213.000 euro, Pescara + 198.000 euro, Teramo + 265.000 euro = + 761.000 euro.

Altro che perdita di 290 milioni di euro (studi prima di riferire eresie!) o forse quei 290 milioni di perdite sono riferiti ai bilanci dei suoi colleghi di partito Del Turco-Quarta-Cesarone?

Vedremo se la perdita delle Asl nel 2016 è tornata a livelli preoccupanti o meno con il rischio di tornare al commissariamento, io pronostico una perdita di oltre 70 milioni di euro (dato “falsato” dalla Asl di Chieti che mette in bilancio oltre 26 milioni di euro di entrate straordinarie per recuperi nei confronti della curatela fallimentare di Villa Pini).

Non capiamo pertanto che cosa ci sia da esultare e gli annunci trionfalistici di Paolucci visto che oggi abbiamo un quadro regionale sanitario a dir poco pessimo e peggiorato in questi ultimi anni come certificato dai risultati del monitoraggio dei Lea che mostrano un peggioramento complessivo dello stato del Sistema sanitario.

Innanzitutto ricordo come l’attuale assessore si è trovato da pagare solo 168 milioni di euro (in questi giorni ultima rata da 28 milioni) mentre il governo Chiodi ha trovato una vera e propria ecatombe da risanare a cominciare da dai 574 milioni di euro solo di cartolarizzazioni e potrei continuare per arrivare a cifre dieci volte superiori a quelle che lui ha trovato.

Mentre i 70 milioni di euro di premialità sbloccati dal Tavolo di Monitoraggio ottenuti dalla Regione si riferiscono agli adempimenti Lea 2014 e quindi certificati nel 2015 quando a dirigere la sanità abruzzese vi era il governo di centrodestra con un nome e cognome diverso dall’attuale assessore alla Sanità.

Continuo a ricordagli di non fare paragoni con “quello che ha trovato”, primo perché gli dovrei rileggere tutta una serie di sue dichiarazioni positive (ne allego una per esemplificazione del dicembre 2014) sulla nostra gestione economico finanziaria e poi se lui (e D’Alfonso) hanno trovato un debito di solo 168 milioni di euro sulla sanità non è paragonabile a quello che abbiamo trovato noi, dieci volte superiore, lasciato in eredità dal centrosinistra.

Per adesso mi fermo qui altrimenti dovrei parlare di certe delibere di giunta approvate e mai pubblicate sul Bura.

PAOLUCCI: “ATTACCHI STRUMENTALI E SENZA FONDAMENTO”

Sorprende che in un momento in cui il punteggio Lea tocca quota 181, ci sia qualcuno, all’interno della minoranza, che continui a sostenere che in Abruzzo vada tutto male.

Mi preme innanzitutto sottolineare che la certificazione Lea 2014 è qualcosa di ben diverso dalla griglia Lea 2014. La certificazione si ottiene infatti a distanza di un paio d’anni, tanto che al momento del nostro insediamento, nel 2014, la certificazione in corso era relativa al 2012. Vale a dire che tutto il lavoro è stato portato avanti esclusivamente da questo governo regionale.

Sulla spesa farmaceutica, invece, non si tratta certo di un dato emerso oggi, visto che è contenuto nel piano di riqualificazione del sistema sanitario regionale approvato a giugno dello scorso anno, poco prima dall’uscita dal commissariamento. Devo dedurre, dunque, che il consigliere Febbo non abbia mai letto quel piano, se commenta quelle cifre a 10 mesi di distanza.

L’ultima precisazione riguarda l’indebitamento, che per l’esponente di Forza Italia nel 2014 ammontava a 168 milioni di euro. Oltre a quella somma c’erano altri 110 milioni che abbiamo dovuto pagare perché la precedente amministrazione ci aveva lasciato senza cassa.

Per quanto riguarda i debiti delle Asl, infine, solo in questi giorni abbiamo completato la restituzione al Servizio sanitario regionale di circa 300 milioni di euro che erano stati distratti per finanziare la spesa corrente.

E infatti, per la prima volta, lo stato patrimoniale dello scorso anno riporta perdite pari a zero, al contrario di quello del 2014, in cui ammontavano proprio a circa 300 milioni. Questo significa che in 32 mesi abbiamo riportato i bilanci in reale equilibrio.

Quindi, gli attacchi di Febbo sono solo strumentali e senza fondamento. Capisco le ragioni di opportunità politica, ma su temi delicati come la sanità, che riguardano un bene prezioso come la salute dei cittadini, non si può fare solo propaganda.



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