LA RABBIA DEGLI OPERAI, ''CI DEVE 35 MILA EURO CIASCUNO''; L'IMPRENDITORE
''DOVETE PRENDERVELA CON CHI HA FERMATO IL MIO STABILIMENTO''

SANTA CROCE: COLELLA AGLI EX DIPENDENTI: ''NON DEVO
SPETTANZE A NESSUNO, IN ATTO CONTENZIOSO''

Pubblicazione: 10 ottobre 2017 alle ore 18:19

AVEZZANO - "Gli ex lavoratori della Santa Croce spa devono prendersela con il sindaco del Comune di Canistro, Angelo Di Paolo, il vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, i sindacati e le Rsu che hanno chiesto il fermo della produzione per un'azienda sana che dal 2008 fino al no alla proroga della concessione aveva pagato tutti i lavoratori con puntualità anticipando anche la cassa integrazione".

Così il patron della Santa Croce spa, l'imprenditore molisano Camillo Colella, replica al gruppo di ex dipendenti che lamentano il pagamento di spettanze arretrate nei confronti della società che fino a circa un anno fa imbottigliava acqua minerale della sorgente Sant'Antonio Sponga di Canistro. 

Lavoratori che hanno scritto un’accorata lettera aperta, in cui ricordano che “a un anno dal nostro licenziamento siamo ancora qui ad aspettare che ci vengano riconosciuti i nostri diritti”.

E chiedono alla Santa Croce che vengano corrisposti 35mila euro ciascuno. ”Dopo un anno dal nostro licenziamento – incalzano gli ex dipendenti - siamo ancora qui ad aspettare che ci vengano riconosciuti i nostri diritti e le nostre spettanze: trattamento fine rapporto, ferie non godute e mensilità, costringendoci a chiedere il pagamento attraverso le lunghe trafile giudiziarie, farraginose e purtroppo lente, troppo”.

E aggiungono, rivolti sempre alla Santa Croce: “viviamo la beffa quotidiana di vedere il marchio della nostra "cara acqua" per la quale abbiamo lavorato per anni sponsorizzato nel programma Grande Fratello Vip o dalle squadre di calcio di serie A come Fiorentina e Lazio. I vip che si trovano all'interno della famosa casa non sanno quello che noi stiamo vivendo, noi siamo i veri reclusi perché stiamo scontando una pena quotidiana fatta di bollette che si accumulano, di pagamenti che vengono accantonati, di soldi necessari per i libri dei nostri figli e altro”.

Prese di posizione arrivate alla vigilia dell'udienza al tribunale civile di Avezzano  sulle spettanze relative allla previdenza complementare, richieste dai lavoratori. La decisione in merito arriverà a metà novembre.

Colella intanto nella sua nota esprime il suo punto di vista sulla vicenda complessiva dell drammatica situazione lavorativa a Canistro.

"Premetto - si legge nella sua nota - che chi mi accusa è uno sparuto gruppo perché con 11 dei 75 dipendenti sono state firmate transazioni, mentre con altri 19 sono in atto trattative per trovare un accordo; con la restante parte ci siamo opposti alle istanze e sono in corso contenziosi legali per i danni da noi subiti, quindi ad oggi non devo nulla agli ex addetti. Inoltre, con molti di loro è in piedi la richiesta di risarcimento danni per i blocchi dello stabilimento, con massi e alberi che mi hanno impedito di lavorare e produrre - spiega ancora l'imprenditore il quale sottolinea di "non aver licenziato nessuno, circa un anno fa sono stato costretto a mettere in mobilità i 75 dipendenti in quanto non ho ricevuto proroghe. Anche in questo caso, la battaglia legale e le istanze di risarcimento milionarie sono in pieno svolgimento e sono fiducioso che alla fine emergerà nelle sedi giudiziarie la verità del progetto, fantasioso, di indurmi a vendere o affittare lo stabilimento produttivo di Canistro: con il risultato che la preziosa acqua finisce nel fiume da un anno e chissà per quanto altro tempo per l'incapacità di dirigenti e politici che dovranno rispondere di danno erariale".

La Santa Croce, assicurando costantemente le forniture a tutti i suoi clienti viene prodotta negli stabilimenti del Molise e dell'Umbria, utilizzando quello marsicano per la logistica e la distribuzione.

Per l'imprenditore molisano, "Regione Abruzzo, Comune di Canistro e sindacati hanno approfittato della buona fede dei lavoratori ai quali hanno detto 'mandiamo via Colella e arriverà un nuovo soggetto sponsorizzato nelle varie sedi da Lolli, Di Paolo dall'assessore comunale di Canistro Ugo Buffone, oltre che dai sindacati, che vi riassumerà tutti'".

"Le cose non stanno andando così visto che la Norda, aggiudicataria provvisoria, è in gravi difficoltà oltre che in lite con la Regione contro la quale si è rivolta al Tar sulla questione del vaglio del progetto all'ufficio regionale Via - spiega ancora Colella il quale ricorda che "i sindacati, capeggiati da Pagliaroli, Pescara e Lippa negli anni scorsi hanno fatto fallire la trattativa che prevedeva per 40 esuberi un incentivo di 25mila euro ciascuno e 4 anni di ammortizzatori sociali alla luce delle vecchie regole, non come accade ora con tempi praticamente dimezzati di copertura".

"I miei ex dipendenti non lo dicono pubblicamente ma in cuor loro sanno di aver sbagliato a partecipare al disegno di farmi la guerra - conclude -, dovevano stare al mio fianco ed oggi si sarebbero trovati in un'altra condizione".

 



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