SANTA CROCE: COMUNE CANISTRO, ''NESSUNA
VESSAZIONE A COLELLA, ORA BASTA SCONTRI''

Pubblicazione: 12 gennaio 2017 alle ore 07:30

CANISTRO - "Nessuna vessazione nei confronti del proprietario della società Santa Croce Spa, e nessun problema, se dovesse vincere lui il nuovo bando per la concessione delle sorgenti, purché paghi le tasse e rispetti i paletti, in termini di investimenti e livelli occupazionali, scritti a chiare lettere nel documento. Auspichiamo buon senso e dialogo".

Questa, in sintesi, la posizione espressa ad AbruzzoWeb dal sindaco di Canistro (L’Aquila) Angelo Di Paolo, e dell’assessore comunale alle Attività produttive Ugo Buffone, che così replicano a Camillo Colella, proprietario della Santa Croce, ex concessionaria del marchio di acqua minerale e dello stabilimento di Canistro, che ha ribadito di sentirsi "vessato e perseguitato da una situazione sulla quale hanno grosse colpe la Regione, i sindacati e il Comune di Canistro, cosa per cui qualcuno pagherà".

Questo mentre prosegue l'iter per l’assegnazione, da parte della Regione, della concessione dello sfruttamento della sorgente Sponga con la riunione prevista proprio oggi in Regione, convocata dalla dirigente del servizio Risorse del territorio Iris Flacco.

Gli esperti sono chiamati a esaminare la documentazione rispetto al requisito dell'ammissibilità; successivamente, in un'altra seduta, verrà aperta la busta "B" per valutare la completezza documentale. Poi sarà nominata la commissione di valutazione che dovrà aggiudicare l'ambita concessione.

Quattro le offerte arrivate: oltre all’Italiana Beverage di Colella, in corsa sono la società Aqua srl dell’imprenditore avezzanese Mastrocesare, la Norda dei lecchesi fratelli Pessina, titolari di marchi nazionali come la Sangemini e la Monticchio Gaudianello, anche tra gli editori del quotidiano l’Unità, e un'associazione temporanea d’impresa, che con la Bruni industry Srl e la Edilcomar porterebbe in campo anche investitori arabi.

La Santa Croce è al centro di un serrato contenzioso legale e giudiziario, con alcuni ricorsi vinti dall'azienda, una situazione che ha portato alla mobilità i 75 dipendenti, che ora saranno licenziati, nei mesi scorsi scesi in piazza con scioperi, presidi e occupazioni dello stabilimento.

Ma sull’esito del bando pesa, però, come un macigno l’incognita del pronunciamento previsto per il prossimo 7 febbraio del Consiglio di Stato, al quale si è rivolto la Santa Croce in merito al bando di circa 2 anni fa vinto dalla stessa azienda, ma impugnato dal comune di Canistro di fronte al Tar, e annullato dai giudici amministrativi per irregolarità da parte della Regione.

Nella sua replica a Colella, Di Paolo afferma innanzitutto che "come sindaco, il mio dovere è fare sì che un imprenditore che opera nel territorio porti ricchezza e adeguati posti di lavoro. Cosa che, mi spiace dirlo, la Santa Croce non ha fatto. Ha usufruito per 8 anni della cassa integrazione, non ha ampliato il mercato, come noi ritenevano possibile, valorizzando al massimo la straordinaria qualità della nostra acqua minerale".

E il motivo del conflitto con l'imprenditore molisano, secondo Di Paolo, non risiede nel fatto che “noi lo abbiamo perseguitato, perchè è lui si è messo contro tutto e tutti, non ha cercato la via del dialogo. Ricordo che l’azienda ci deve oltre 1 milione di euro di Imu e altri tributi, e riottenere queste somme è per noi un punto fermo, del resto c’è una sentenza della Cassazione che ha dato ragione al Comune”.

Una posizione, questa, ovviamente contestata dalla Santa Croce. Ma alla stesso tempo, Di Paolo sottolinea che, se a vincere il nuovo bando dovesse essere lo stesso Colella, "per noi non ci saranno problemi, chiederò solo che cambi lo scenario, del resto a imporlo è lo stesso bando, che prevede un piano industriale ambizioso, compensazioni per il territorio, la garanzia di adeguati livelli occupazionali. E dovrà ovviamente pagare quanto deve al Comune - ribadisce - in quanto la nuova legge approvata in Regione a firma del consigliere Maurizio Di Nicola prevede il ritiro della concessione a chi non è a posto con il fisco".

Infine, Di Paolo evidenza che "al bando hanno risposto imprese importanti, segno che l’acqua di Canistro è appetibile, e questo ci infonde molto ottimismo".

Anche l’assessore Buffone respinge le accuse di Colella. "Se pensa di aver subito torti si rivolga alle autorità competenti, noi siamo tranquilli, non abbiamo fatto nulla per recare danni alla sua società - precisa - Sono stato per trent’anni segretario generale della Uil, non ho mai avuto atteggiamenti arroganti nei confronti delle imprese coinvolte nelle varie vertenze. A Colella chiedo di avere un approccio più dialogante, di non intestardirsi, lo scontro non conviene a nessuno".

Spirito dialogante che Buffone auspica, in particolare, nell’ipotesi in cui a vincere sarà un’altra impresa. In tal caso si porrà il problema dello stabilimento e del marchio, che sono di proprietà di Colella.

"Il Comune ha a disposizione altri terreni per realizzare un nuovo stabilimento. Si potrà lanciare sul mercato la nostra acqua con un altro marchio, ma questo renderebbe più lungo e complesso il riavviamento dell’attività - ammette - Immagino, dunque, che la prima cosa che farà il nuovo concessionario sarà quella di cercare un accordo con Colella, per la cessione di un marchio già affermato, e dello stabilimento esistente".

"E ritengo che sarebbe fuori luogo un diniego, visto che non conviene tenere uno stabilimento chiuso, continuando a pagarci le tasse sopra. Auspico insomma che prevalga il buon senso, e che si pensi innanzitutto ai lavoratori in mobilità, che sperano di tornare il prima possibile al lavoro, e a un territorio che ha enormi problemi di disoccupazione, e la cui principale ricchezza è l’acqua minerale", conclude. Filippo Tronca



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