SANTA CROCE: LICHERI-PAGLIA (SI), ''CON I LAVORATORI LICENZIATI E MAI PAGATI''

Pubblicazione: 18 ottobre 2017 alle ore 14:44

CANISTRO - "A un anno dal  licenziamento 76 dipendenti della Santa Croce aspettano di vedere risolta la loro drammatica situazione: devono ancora avere ferie non godute, alcune mensilità e il trattamento di fine rapporto. Gli ex operai sono ormai da un anno fermi e a conti fatti devono avere dalla Santa Croce circa 35 mila euro ciascuno".

Lo scrivono in una nota Daniele Licheri e Giovanni Paglia, rispettivamente segretario regionale e deputato di Sinistra italiana, a margine dell'assemblea di oggi con gli ex dipendenti all'esterno dello stabilimento Santa Croce di Canistro (L'Aquila), mentre la Norda, concessionaria provvisoria delle sorgenti Sponga di Canistro, è pronta ad incontrare di nuovo, entro questa settimana, uno ad uno i 15 proprietari dei terreni dove dovrà sorgere il nuovo stabilimento.

Licheri e Paglia, che hanno depositato un'interrogazione parlamentare a firma del secondo su quella che definiscono essere una "gravissima situazione", si sono incontrati con gli ex dipendenti "per trovare delle soluzioni".

"A cavallo tra il 2015 e il 2016 la società Santa Croce spa - si legge nella nota - proprietaria dell'omonimo marchio di acqua minerale e dello stabilimento di imbottigliamento di Canistro, viene esclusa dalla concessione di sfruttamento della risorsa idrica, a causa dell’annullamento da parte del Tar dell'ggiudicazione dopo il ricorso del Comune. In conseguenza di ciò, per tutto settembre 2016 i lavoratori si mobiltiatono con un presidio permanente davanti allo stabilimento. Nell'arco di questi 6 mesi i lavoratori non hanno percepito nulla, tranne appunto la Naspi, che porta nelle tasche dei lavoratori in media 700 euro al mese che viene decurtato del 3% a partire dal terzo mese".

"Nel febbraio 2017 - proseguono Licheri e Paglia - i licenziamenti diventano effettivi e da allora i lavoratori e le lavoratrici attendono senza successo che vengano loro corrisposti tfr, ferie non godute e mensilità arretrate, per un importo complessivo pari ad almeno 35 mila euro a persona. Santa Croce spa non è una società in difficoltà economiche, ma continua al contrario ad operare attraverso la fonte di Castellina di Castelpizzuto. Appena dopo l'aggiudicazione del bando alla Norda, la vecchia propietà aggrava la situazione rifiutandosi di cedere lo stabilimento ai terzi subentranti nella concessione".

"Ad oggi ci troviamo poi di fronte ad una situazione paradossale - affermano ancora - uno stabilimento chiuso che la vecchia proprietà non vuole cedere e la Norda che è costretta a costruire un nuovo stabilimento per poter far ripartire la produzione. Una situazione increbile di cui come partito, ci faremo carico: useremo ogni strumento a nostra disposizione per sbloccare questa situazione e dipanare la matassa".

"Siamo alle solite, c'è una grande risorsa idrica pubblica da poter utilizzare per dare ricchezza e lavoro e il privato prima ci specula e dopo aver preso per anni finanziamenti pubblici lascia unintero paese in ginocchio arrivando perfino a minacciare i lavoratori che non paga da un anno", concludono. 

Dal canto suo l'imprenditore molisano Camillo Colella, in risposta agli ex dipendenti, nei giorni scorsi ha dichiarato che  "Gli ex lavoratori della Santa Croce spa devono prendersela con il sindaco del Comune di Canistro, Angelo Di Paolo, il vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, i sindacati e le Rsu che hanno chiesto il fermo della produzione per un'azienda sana che dal 2008 fino al no alla proroga della concessione aveva pagato tutti i lavoratori con puntualità anticipando anche la cassa integrazione".



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