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SANTA CROCE: SIT IN DAVANTI PROCURA DURANTE INTERROGATORIO LAVORATORE

Pubblicazione: 07 marzo 2017 alle ore 17:42

L'AQUILA - "Siamo fiduciosi di aver chiarito la nostra posizione e confidiamo in una celere archiviazione della vicenda. Il mio assistito ha risposto alle domande, e riteniamo di aver dimostrato l'assoluta estraneità ai fatti contestati".

Così Renzo Lancia uno degli avocati difensori, assieme a Salvatore Braghini, del lavoratore della Santa Croce di Canistro (L'Aquila) Antonello Moscatelli, che è anche consigliere comunale, unico iscritto nel registro degli indagati a seguito  dei fatti avvenuti il 2 febbraio, durante una manifestazione spontanea degli operai della Santa Croce fuori lo stabilimento, denunciato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale aggravata per averla compiuta in concorso di altre persone, al momento non identificate. Nel fascicolo c’è scritto che a Canistro, all’epoca dei fatti era insieme a un’altra ventina di persone.

Fuori la procura di Avezzano ad esprimere solidarietà e vicinanza a Moscatelli una cinquantina di persone tra lavoratori, cittadini ed anche il sindaco di Canistro Angelo Di Paolo, l'assessore Ugo Buffone, ed altri amministratori comunali. 

Moscatelli, interrogato dalla polizia giudiziaria per circa due ore, è accusato di aver bloccato l’auto a bordo di cui stava uscendo dallo stabilimento l’imprenditore Camillo Colella, patron della Santa Croce che stava effettuando un sopralluogo a seguito dell'ennesimo furto di materiale. Secondo quanto riportato dai carabinieri, Moscatelli, in particolare, avrebbe impedito all’auto di passare, dentro cui c'era un agente in borghese.

"Siamo in possesso di un video - spiega ancora Lancia - girato dallo stesso Moscatelli con il suo telefono cellulare, che secondo noi è abbastanza chiaro, dimostra in maniera esaudiente l'estraneità ai fatti contestati, ma abbiamo per il momento preferito non utilizzarlo".

Il sindaco Di Paolo dichiara che "con la nostra presenza abbiamo voluto esprimere solidarietà al nostro giovane concittadino e consigliere comunale. Nel merito dico solo che si è trattato di un equivoco: Moscatelli non ha riconosciuto il carabiniere che era dentro l'automobile, del resto non lo conosceva,  ed era in borghese. La sua intenzione, del tutto pacifica, che era poi l'intenzione di tutti i lavoratori lì presenti, era solo quella di parlare con l'imprenditore Colella, che era a bordo di un altra autovettura, per chiedere notizie  sulle spettanze non versate, dopo avere in tutti modi cercato una interlocuzione e chiesto degli incontri. In nessuna occasione di questa lunga e difficile vertenza, del resto, nessuno ha mai travalicato i limiti della legalità". 

La manifestazione al centro dell'inchiesta  è arrivata al culmine della dura vertenza che investe lo storico stabilimento che imbottigliava acqua minerale, tra la società da una parte e la Regione, il Comune i sindacati dall'altra, e che tra le conseguenze ha avuto il licenziamento di tutti e 75 dipendenti, a seguito dello stop alla produzione, nell'autunno 2016.

Si è intanto in attesa del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale sul ricorso della società contro il bando di gara lanciato dalla Regione Abruzzo per assegnare la concessione della sorgente Sponga, a cui hanno risposto quattro imprese.

La commissione esaminatrice ha fissato per giovedì prossimo un altro incontro nell'ambito del quale si dovrebbe procedere all'assegnazione provvisoria. Il Tribunale amministrativo, al quale si era rivolto il Comune di Canistro, già nel 2015 aveva annullato un’analoga gara bandita dalla Regione, che era stata vinta proprio dalla Santa Croce, proprietaria dello stabilimento di Canistro e dell’omonimo marchio.

Solo pochi giorni fa, poi,  i finanzieri del nucleo di polizia Tributaria dell’Aquila hanno sequestrato immobili, titoli e disponibilità finanziarie per circa 20 milioni di euro su ordinanza del Tribunale del capoluogo  nei confronti  di  Colella,  per il mancato versamento di importi Iva e delle imposte sui redditi.  La Santa Croce sostiene però di aver ereditato debiti e tasse non pagate dalla vecchia gestione dello stabilimento di Canistro da parte della Faroni, debiti che si sta provvedendo a estinguere. (ft)

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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