SARAJEVO E L'AQUILA: AL MU.SP.A.C. IN MOSTRA
ANALOGIE E DIFFERENZE TRA GUERRA E TERREMOTO

Pubblicazione: 20 aprile 2017 alle ore 10:38

L'AQUILA - L’assedio di Sarajevo 1992 e il terremoto dell’Aquila  del  2009. Due catastrofi, accomunate da una data il 6 aprile, e da rizomi di senso da esplorare ed esprimere. L’idea dell’artista Andrej Đerković, uno dei fondatori dell’ Ars Aevi Museum of Contemporary arts Sarajevo collection, trova compimento in una mostra che sarà inaugurata oggi alle 18.00 Mu.sp.a.c. Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea, in Piazza d’Arti all’Aquila, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e con il patrocinio del Comune dell’Aquila.

All’inaugurazione interverranno  l’artista curatore della mostra Andrej Derković, il vice direttore e docente di Storia dello Spettacolo presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila Marcello Gallucci,   direttrice artistica del Mu.sp.a.c. Martina Sconci. Ed ancora  Elisabetta Leone, assessore alle Politiche Culturali del Comune dell’Aquila e Marco Brandizzi,  direttore dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila

L’esposizione nasce da un’idea dell’artista Derković, il quale, venticinque anni dopo l’inizio del più lungo assedio nella storia bellica moderna, avvenuto durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina, nell’intento di creare un collegamento tra l’assedio di Sarajevo (6 aprile 1992) e il terremoto dell’Aquila (6 aprile 2009), decide di coinvolgere sedici artisti, riconosciuti a livello internazionale, per la realizzazione di opere da donare alla città dell’Aquila e in particolare al Mu.sp.a.c., primo museo ricostruito dopo il terremoto.

La collezione - composta da ventiquattro lavori tra video, foto, disegni e litografie - nasce dal desiderio di mostrare gratitudine per il generoso aiuto che la popolazione italiana ha dato a Sarajevo durante la guerra ed è composta quasi esclusivamente da lavori di artisti sopravvissuti all'assedio, che rappresentano il panorama della scena artistica contemporanea di Sarajevo. Sono presenti sia opere di artisti della vecchia generazione, come Aleksandar Saša Bukvić, membro del gruppo "Zvono" e fondatore della scena artistica contemporanea di cui stiamo parlando, sia di giovani emergenti come Nardina Zubanović, il cui lavoro "Attention, Museum!" (dedicato al Museo Nazionale di Bosnia e Herzegovina, chiuso per diverso tempo e riaperto solo due anni fa), visualmente e concettualmente rappresenta il “fil rouge” del progetto, collegandosi al Mu.sp.a.c., come "museo riemerso dalle rovine".

Gli artisti della collezione sono vincitori di molti premi e hanno realizzato mostre in alcune delle più rappresentative esposizioni internazionali. La loro arte rappresenta Sarajevo e la scena culturale internazionale degli ultimi trenta anni.



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