SAVARESE DA NAPOLI A L'AQUILA CON LA MUSICA NEL CUORE: 'DOPO SISMA ANCORA PIU' LEGATO ALLA CITTA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

LA STORIA DEL CANTANTE, ATTORE E ORAFO RENATO SAVARESE.

SAVARESE DA NAPOLI A L'AQUILA CON LA MUSICA NEL
CUORE: 'DOPO SISMA ANCORA PIU' LEGATO ALLA CITTA''

Pubblicazione: 28 aprile 2018 alle ore 07:30

Renato Savarese e la sua band

L’AQUILA - "Per un napoletano la musica è nel dna. Nasciamo con le note musicali nel sangue, con la voglia di tramutare in canzoni tutto quello che ci accade, tutti i sentimenti, sia quelli positivi che negativi. Non a caso infatti, siamo la patria del genere neomelodico".

Lui è Renato Savarese, musicista, cantante, attore di teatro che di professione fa, meglio faceva, l’orafo, perché oggi la sua attività principale è diventata la musica.

Originario di Napoli, del suo cuore storico, 'SpaccaNapoli', Savarese, 58 anni, è trapiantato all’Aquila, dove aveva un laboratorio di oreficeria, dagli anni ’80.

È ormai un aquilano d’adozione molto legato alla città tanto da rimanerci a vivere anche dopo il tragico sisma del 6 aprile 2009.  Tiene a precisare che nello specifico era un incastonatore di pietre preziose e creava gioielli nei due laboratori, in via Patini e via Garibaldi, chiusi nel 2000.

È un personaggio molto conosciuto soprattutto nell’ambito musicale visto che è stato tra i primi ad introdurre il concetto di serata con piano bar nei locali cittadini che andavano per la maggiore.

"Sono arrivato qui per caso - ricorda ad AbruzzoWeb – perché c’era bisogno di un incastonatore di pietre preziose professionista. È un lavoro particolare, purtroppo all’Aquila non ho avuto molta fortuna in questo settore, ma è anche normale, la mia è una figura che funziona meglio nelle grandi realtà metropolitane".

Savarese ha proposto musica in locali storici della movida degli anni ’80, come l’Alexander Platz, l’Harrys su viale della Croce Rossa, il Sedano allegro di Paolo Busilacchio in via Indipendenza dentro Palazzo Ciccozzi, o al No end.

"Karaoke, strumenti e la voce a fare da contorno a delle serate semplici e allegre che non dimenticherò mai, insieme ai tanti amici che avevo conosciuto e di cui serberò sempre un buon ricordo!", aggiunge.

Renato era qui anche durante il terremoto del 2009 e nonostante tutto, ha deciso di restare. "Quella notte terribile non la dimenticherò mai, e mi ha legato ancora di più a questo posto che ho deciso di non lasciare. Io vivevo vicino via Campo di Fossa dove sono morte tantissime persone. Aiutai a far uscire delle persone anziane che si trovavano in una casa di riposo, ho scavato per ore con i volontari per tirare fuori le persone rimaste intrappolate. Si sentivano urla, ho solo fatto il mio dovere, come tanti altri".

E oggi Renato vive solo della sua musica alla quale ha affiancato negli anni, anche l’attività di attore, partecipando ad alcune fiction Rai con dei piccoli ruoli e ha portando in vari teatri abruzzesi alcuni classici del teatro napoletano come "Non ti pago" di Eduardo De Filippo. Ha inciso anche dei cd omaggio per la sua città d’adozione, come Napule canta a L'Aquila, con la collaborazione di Maurizio Ponzo e Massimo Castaldi.

"Alla mia professione principale ho sempre affiancato la musica - ricorda ancora - avevo sempre una canzone a farmi compagnia, e che scandiva le lunghe ore di lavoro. Musica ovviamente napoletana, con una predilezione per i classici, come Roberto Murolo, che tanti anni fa, ebbi la fortuna di conoscere. Mi sentì cantare e suonare e mi disse che avrei fatto strada".

"Una strada - scherza - che forse copriva solo gli spazi tra Campania e Abruzzo, ma ho sempre fatto quello che mi piaceva e con grande passione. Il teatro, il genere neomelodico sono due cose che contraddistinguono le mie origini in tutto il mondo. E io, nel mio piccolo, ho voluto portare queste cose anche all'Aquila". 

Il panorama neomelodico napoletano è vastissimo, fatto di tantissime voci, maschili e femminili, che negli anni non sono rimaste racchiuse solo tra i bassi e i rioni ma hanno acquistato una certa notorietà, come nel caso di Gigi D'Alessio, che tiene concerti anche in Australia, o Nino D'Angelo e Maria Nazionale, resa famosa da quest'ultimo, con cui ha duettato a Sanremo nel 2010 con Jammo ja.

La musica napoletana ha delle radici antichissime ed è famosa oggi in tutto il mondo, grazie al lavoro di cantanti come Renato Carosone, che negli anni '40 e '50 la esportò in America, mescolando ai ritmi della tarantella le melodie e gli strumenti tipici del jazz.

Tra i rappresentanti della canzone melodica, nel secolo scorso, c'è stato Mario Merola, simbolo della città di Napoli con la sua "sceneggiata" che ha un forte contributo, portando al successo brani come Malafemmena, Indifferentemente o Luna rossa.

"Io ho studiato sempre da autodidatta - spiega Renato - ho un cugino medico anestetista, che a un certo punto lasciò la professione per diventare liutaio. Era cresciuto con Pino Daniele, con il quale diventò molto amico e costruiva le chitarre per lui".

"Ho cominciato con alcuni artisti locali e ho partecipato a varie rassegne, e in una di queste conobbi Murolo. Poi, una volta arrivato all'Aquila mi sono confrontato anche con il ricco panorama locale, e ho avuto la fortuna di cofrontarmi, artisticamente con delle personalità come Leonardo De Amicis e i maestri Dante Sorrentino e Vincenzo Guglielmi, con cui abbiamo organizzato, serate. rassegne e eventi all'insegna della musica, sia all'Aquila che in provincia".

E poi, un anno fa, la decisione di provarci con una sua band, "senza nome", formata ad Antrodoco (Rieti), con cui Renato di riunisce e organizza serate nell'Aquilano, in Umbria e nel Reatino.

Si presentano semplicemente come "Renato e la sua band", l'ispirazione è data sempre dalla musica napoletana, con dei tocchi funky e rock che ricordano gli Avion Travel, Enzo Avitabile, i 99 Posse o Tullio De Piscopo.

Oltre a Renato alla chitarra e voce, ci sono, Mario Scipione alla chitarra solista e accompagnamento, Gianluca Leonetti alla batteria e percussioni, Gianni Renzi al basso e Gerardo Rossi alla tastiera.

"Ci riuniamo in una sala e dopo ore di prove estenuanti, partiamo per le nostre serate. La musica è la mia vita, è la nostra vita e voglio continuare a vivere cantando e suonando, meglio ancora se riesco a mescolare anche la recitazione", conclude. (l.l.)



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

  • Abruzzoweb sponsor
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
Radio L'Aquila 1
ALTRI CANALI
I belli d'Abruzzo
Le belle d'Abruzzo
»   Ariete
»   Toro
»   Gemelli
»   Cancro
»   Leone
»   Vergine
»   Bilancia
»   Scorpione
»   Sagittario
»   Capricorno
»   Acquario
»   Pesci
FEEDS RSS
Feed Rss AbruzzoWeb
PERSONAGGI
AbruzzoGreen
 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui