SCANDALO FACEBOOK: GABRIELLI, ''UN PERICOLO GESTIONE DATI MONOPOLISTICA''

Pubblicazione: 13 aprile 2018 alle ore 19:24

Franco Gabrielli

L'AQUILA - "Abbiamo scoperto, ma non ci voleva la zingara per capirlo che nel villaggio globale nella gestione molto spesso monopolistica di questi big data poi alla fine non tutto fila per il verso giusto".

Così il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, a margine di una testimonianza resa al Tribunale dell'Aquila in un processo legato all'appalto della caserma Campomizzi adibita a studentato, nel post terremoto 2009, all'epoca in cui era prefetto dell'Aquila.  Gabrielli ha parlato anche  della vicenda dei doganieri francesi che hanno eseguito il 30 marzo, un prelievo delle urine nei locali in uso a una ong nei confronti di un migrante nigeriano, a Bardonecchia, nel territorio italiano. Ed anche sull'operazione della questura e della procura di Torino contro le persone sospettate di avere scatenato il panico in piazza San Carlo il 3 giugno 2017 durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League.

Gabrielli parla innanzitutto del caso della gestione dei dati su Facebook e più in generale della sicurezza informatica.

"Noi abbiamo l'orgoglio di poter dire - ha spiegato ancora - che dal 2005 nel nostro Paese opera una struttura che sovraintende a tutte queste tematiche della Polizia postale e delle Telecomunicazioni che fornisce un servizio di protezione delle infrastrutture critiche. Peraltro in questi anni abbiamo firmato importanti accordi di partnership soprattutto con aziende private, con soggetti privati, con soggetti pubblici che devono essere tutelati. Però ecco, anche qui non vorrei che ci fosse l'atteggiamento della Bella addormentata nel bosco cioè che ad un certo punto ci si stupisce che certe cose possano accadere. A volte non so se è più preoccupante il fatto che certe cose accadano o il fatto che ci si stupisca; sono molto più sospetto della seconda reazione che non sulla prima".

"A Bardonecchia  - prosegue poi Gabrielli - ci sono state modalità che sono al vaglio dell'autorità giudiziaria di Torino. Credo che non si debba necessariamente amplificare le eventuali scorrettezze dei singoli a detrimento di una collaborazione che va avanti da anni e che con la Francia è particolarmente proficua". 

Infine sugli arresti di Torino, Gabrielli plaude "in questo momento soltanto all'operazione perché serviva capire perché c'è stato quell'innesco di paura, per il resto sarà l'autorità giudiziaria a decidere sulle altre posizioni". "Poi - ha aggiunto Gabrielli - le conseguenze saranno in questi giorni al vaglio dell'autorità giudiziaria che ha definito la chiusura delle indagini preliminari poi i soggetti dichiarati a rispondere, risponderanno".

 



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