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SCOMPARSA COLLINZIO D'ORAZIO: NELL'AUDI INDAGATO TRACCE BIOLOGICHE

Pubblicazione: 14 maggio 2019 alle ore 12:51

SAN BENEDETTO DEI MARSI - Sono state rinvenute tracce biologiche nell'Audi 3 di Fabio Sante Mostacci, uno degli indagati per la morte del 51enne di San Benedetto dei Marsi (L'Aquila), Collinzio D'Orazio, scomparso nel nulla la sera dell'1 febbraio e ritrovato morto il 23 febbraio sulle sponde del fiume Giovenco, appena fuori il paese.

Come riporta il quotidiano Il Centro, sono in corso accertamenti sulle tracce rinvenute nell'automobile per capire se si tratti di sangue o altri reperti.

Gli esami sono stati disposti dalla Procura di Avezzano (L'Aquila), li stanno eseguendo i carabinieri del Ris di Roma; a coordinare le indagini il pm Lara Seccacini, portate avanti dai carabinieri di Avezzano e San Benedetto dei Marsi, 

Va ricordato che Fabio Sante Mostacci, insieme a Mirko Caniglia, l'altro indagato, sono stati gli ultimi a vedere in vita D'Orazio, incontrato in paese proprio la sera della scomparsa e al quale, come hanno riferito gli stessi sia agli inquirenti che all'inviato di "Chi l'ha visto", hanno dato un passaggio avendolo visto in stato confusionale.

I due giovani sono stati indagati in un primo momento con l'accusa di omicidio, permutata poi in abbandono di persona incapace.

Sotto osservazione degli inquirenti anche i cellulari dei giovani, alcuni indumenti e i profili social, il 19 febbraio sono usciti anche alcuni messaggi scambiati su Messenger e poi immediatamente cancellati dai due ragazzi.

Sul corpo è stata eseguita l'autopsia, i cui risultati dovrebbero essere pronti a giorni e che dovrà stabilire la presenza o meno di acqua nei polmoni; dai primi rilievi erano stati osservati alcuni graffi, da capire ancora se dovuti alla permanenza del corpo in acqua o se precedenti alla morte.

Gli investigatori stanno portando avanti una stringente attività sull'ipotesi di una morta avvenuta in circostanze improvvise ma su questo punto viene mantenuto il massimo riserbo.

Secondo gli investigatori ci sono troppe incongruenze nel racconto fatto dai due giovani. Si sospetta dunque una morte violenta. 

Mostacci e Caniglia sono difesi dagli avvocati Antonio MiloFranco Colucci Mario Flammini. La famiglia della vittima è assistita dall'avvocato Berardino Terra.

L'uomo la sera della scomparsa era uscito dalla casa degli anziani genitori dopo una normale discussione per recarsi al bar. Era stato fermato da una pattuglia dei Carabinieri che lo aveva riaccompagnato a casa, ma l'uomo invece è tornato in paese.

Aveva accettato poi il passaggio per tornare a casa da parte dei due ragazzi con cui si era intrattenuto a chiacchierare, e proprio durante le fasi di quel passaggio è avvenuto anche un incidente in retromarcia.

Prima del ritrovamento i familiari avevano rivolto diversi appelli alla trasmissione "Chi l'ha Visto" che si è occupata del caso; i genitori all'inizio avevano pensato che l'uomo potesse aver deciso volontariamente di allontanarsi da casa per andare a vivere a Roma con i senza tetto e cambiare vita; mentre il fratello più giovane è stato da subito convinto che potesse essergli successo qualcosa.



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