SCRITTE ANTI-SGOMBERI
SULLA SEDE ATER DI TERAMO,
L'AZIENDA SI DIFENDE

Pubblicazione: 24 febbraio 2017 alle ore 11:28

TERAMO - "Vorremmo che fosse chiaro che non è l'Ater a ordinare gli sgomberi ma le autorità competenti, in questo caso il Comune, dopo che il sopralluogo della Protezione civile ha classificato l'abitazione come inagibile o inutilizzabile. È una questione di sicurezza".

Così l'amministratore unico dell'Ater, l'architetto Armando Rampini, dopo che ieri mattina su un muro laterale della sede di Teramo sono state lasciate scritte contenenti l'invito a sospendere gli sgomberi.

"Purtroppo - aggiunge - rileviamo un rischio strumentalizzazione in questa vicenda che, invece, è trasparente e chiara e ci vede dalla parte degli inquilini ai quali, nessuno escluso, vogliamo offrire la speranza di un rapido rientro nelle abitazioni".

"Siamo impegnati - prosegue l'amministratore, che l'altro ieri ha incontrato gli inquilini di Colleatterrato, tra i quartieri di Teramo con le abitazioni dell'Ater più colpite dalla sequenza sismica in atto da agosto scorso - nelle complesse operazioni di verifica e proprio ieri abbiamo disposto l'avvio della procedura che ci consentirà, tramite l'individuazione di un unico soggetto attuatore, di accelerare l'esame degli alloggi sgomberati".

"Come ho ribadito agli inquilini, è possibile che per buona parte di quelli con classificazione B, i lavori possano iniziare prima ancora della scadenza del termine previsto per l'invio della documentazione all'ufficio per la ricostruzione, e quindi, presumibilmente, già tra qualche mese".

"Questo sarà possibile grazie alla valutazione speditiva che abbiamo appena autorizzato. Valutazione che, riesaminando gli edifici già oggetto di sopralluogo, definirà con maggiore puntualità e certezza lo stato di danno e, quindi, i lavori da eseguire per la messa in sicurezza", conclude Rampini.



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