SCUOLA: NUOVO SISTEMA FORMAZIONE DOCENTI, PER 'LIMITARE GLI SPRECHI'

Pubblicazione: 24 aprile 2018 alle ore 17:27

PESCARA - "Con l'entrata in vigore del decreto legislativo 59/17, il 31 maggio 2017, è stato introdotto un nuovo sistema di formazione iniziale e di reclutamento dei docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado. Il decreto legislativo prevede un percorso ordinario per la formazione iniziale ed il reclutamento denominato Fit, ovvero Formazione iniziale e tirocinio".

A spiegare di cosa si tratta, in una nota, è il responsabile regionale scuola e formazione Lega Abruzzo, Andrea Leonzio, che sollecita un efficientamento del sistema scolastico.

"Nel decreto - continua Leonzio - è anche prevista una fase transitoria con concorsi riservati ai docenti già abilitati (entro il 31 maggio 2017) e per docenti non abilitati che alla data del bando di concorso abbiano maturato 3 anni di servizio negli ultimi 8 per la costituzione di una graduatoria di merito regionale ad esaurimento. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Miur) ha reso disponibile il prospetto delle domande per il concorso riservato agli abilitati suddiviso per Regione e per classe di concorso-sostegno".

"Questi dati sono stati la base per la definizione degli accorpamenti interregionali pubblicati sulla Gazzetta ufficiale il 13 aprile 2018. Ricordiamo che l’avviso relativo alla data della prova orale, che dovrebbero iniziare a partire dal mese di maggio, dovrà essere inviato ai candidati almeno 20 giorni prima della stessa. Le graduatorie regionali di merito dovrebbero essere approvate entro il 31 agosto 2018 per poter essere utilizzate per le assunzioni relative al 2018/2019".

"I docenti individuati saranno avviati al terzo anno del Fit (anno di prova): avranno una supplenza annuale in una scuola della regione nella quale hanno presentato domanda, svolgeranno le attività previste dal decreto sul terzo anno Fit e saranno soggetti alla valutazione finale dell’anno di prova. Superato l’anno di prova saranno assunti, l’anno scolastico successivo, a tempo indeterminato".

"Occorre tuttavia  dare risposte anche al personale con 36 mesi di servizio, bisognerebbe avere il coraggio di eliminare l’organico di fatto che determina un aumento incessante del precariato. Bisogna invertire la politica ragionieristica e fare scelte che salvaguardino la qualità e il funzionamento del sistema scolastico che è caratterizzato da diseconomie e sprechi. È sufficiente sottolineare i ricorsi persi dall’amministrazione scolastica per la reiterazione dei contratti a tempo determinato", conclude Leonzio.

 



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