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SEVEL: FURGONI IN POLONIA, PAURA NELLA ''FABBRICA RECORD'' DELLA VAL DI SANGRO

Pubblicazione: 12 maggio 2019 alle ore 07:30

ATESSA - "Superata la capacità produttiva", si va in Polonia.

Poche parole che però sono un macigno per la Val di Sangro e per gli oltre 6mila lavoratori della Sevel di Atessa, senza considerare i circa 10 mila dell'intero indotto, che non riescono a capire fino in fondo la portata della notizia, diffusa da Psa, la società francese formata da Peugeot e Citroen in joint venture con il gruppo Fca, e se possa compromettere il futuro occupazionale di una delle azienda più importanti d'Italia, dell'Europa intera, considerando che, nel solo 2018, sono stati prodotti quasi 300mila veicoli.

"Groupe Psa produrrà i furgoni di grandi dimensioni a Gliwice, in Polonia, fino a fine 2021 - ha annunciato il direttore industriale Yann Vincent che ha spiegato come si tratti di una buona notizia che "dimostra che il nostro programma 'fabbrica eccellente' viene applicato ovunque in Europa in modo sinergico ed efficiente" e rappresenta "una sfida importante per raggiungere migliori livelli di efficienza e qualità per soddisfare i clienti Business".

Come da accordo lo stabilimento di Atessa, che produce i furgoni Peugeot, Boxer, Citroën Jumper e Fiat Ducato, continuerà a produrre veicoli standard fino al 2023.

Il rinnovo dell’accordo tra Fca e Psa stabilisce, inoltre, la continuazione della produzione dei modelli Fiat Ducato, Peugeot Boxer e Citroën Jumper, "nonché l’introduzione di altre versioni per rispondere alle esigenze dei brand Opel e Vauxhall".

Altro punto dell’accordo è la possibilità, per i francesi, di utilizzare la capacità produttivacomplementare "per assemblare alcune versioni del veicolo commerciale più grande al fine di soddisfare la domanda dei clienti dei brand Peugeot, Citroën, Opel e Vauxhall nel medio termine". Proprio quello che è successo con la scelta di investire sullo stabilimento in Polonia in modo che possa produrre, a regime, fino a 100mila veicoli.

Ma alla "fabbrica dei record" di Atessa, così come è stata definita, l'allarme è forte: "Quello è uno stabilimento che ha battuto un record dopo l’altro, si parla di massima capacità produttiva raggiunta, con i lavoratori che hanno dato il massimo in questi anni, ora la notizia che Psa investe altrove sembra una beffa. Ci chiediamo a questo punto se Psa continuerà a investire in Italia. È urgente inoltre chiarire qual è il piano industriale di Fca per Sevel", chiede Alfredo Fegatelli, segretario Fiom Abruzzo e Molise.

"Fca e Psa, con il rinnovo dell'accordo prolungato al 2023, hanno di fatto creato un concorrente di Sevel - dice Nicola Manzi, segretario Uilm Chieti-Pescara - Con questa notizia - sottolinea Manzi - lo stabilimento Sevel di Atessa perde il monopolio in Europa per la produzione di veicoli commerciali leggeri".

Si definisce "allibita per la motivazione data dal gruppo" Sara Marcozzi, capogruppo M5s in Regione: "Si parla di ‘superata capacità produttiva’. Eravamo tristemente abituati ad ascoltare il ritornello delle grandi aziende che giustificano le delocalizzazioni con una mancanza di lavoro. Qui ci troviamo esattamente nel caso opposto eppure la musica non cambia. A questo punto non riesco a comprendere cosa debbano fare in più i lavoratori per evitare di vivere ancora situazioni simili”.

Più cauto Silvio Paolucci, capogruppo Pd al Consiglio regionale: "Anche se questo scenario era già indicato nel comunicato ufficiale di Fca e Psa del 14 febbraio scorso, la scelta di produrre nel futuro alcuni modelli in Polonia  doveva e deve essere accompagnata da una crescita dei volumi nello stabilimento di Atessa alla luce della strategicità del sito di Sevel che risulta essere il migliore stabilimento per la produzione dei veicoli commerciali leggeri in Europa".

"A fronte di questa notizia, però, non servono né allarmismi né sottovalutazioni - aggiunge Paolucci - Conosciamo i punti di forza della realtà abruzzese. Essi consistono nel fatto che: lo stabilimento è parte del 'sistema Val di Sangro', un apparato di aziende integrate e di fornitori qualificati che assicurano una componentistica di altissimo livello; il veicolo prodotto è un Ducato 'customizzato', cioè modelli differenziati per le varie esigenze della domanda e già predisposti per i diversi utilizzi; la manodopera è altamente qualificata e all’altezza in termini di produttività e flessibilità".

"Servono, dunque, attenzione e impegno: perché la prospettiva di Sevel dell’indotto e di tutti i lavoratori che vi operano è legata al continuo aggiornamento delle condizioni produttive ad ogni livello".

E il neo assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo, non nasconde "forte preoccupazione" e assiscura che la Regione non lascerà nulla la caso.

"Con la direzione Sevel - spiega Febbo - avevo già previsto un incontro per confrontarmi sulla futura programmazione comunitaria 2021-2027; questa notizia ci dà un motivo in più per accelerare i tempi per l'incontro. In questo senso la Regione non intende assolutamente sottovalutare la decisione di delocalizzare, anche se verrebbe delocalizzata in Polonia, a partire dal 2021, quella produzione di furgoni in surplus che lo stabilimento di Sevel non riesce a garantire".

"Parliamo nello specifico di 100 mila unità, 300 giornaliere, a fronte di 300 mila unità, 1.300 giornaliere, prodotte attualmente nello stabilimento abruzzese. Sembra infatti - prosegue l'assessore - che la capacità produttiva di Sevel abbia raggiunto il livello massimo, per cui, di fronte ad una domanda più alta, si sarebbe deciso di avvalersi anche dello stabilimento polacco. Ma questo non cambia i termini della questione e anzi ci spinge a capire se esistono margini per riportare in Val di Sangro anche quella produzione in eccedenza che si vorrebbe spostare in Polonia. Non sono disposto a sottovalutare la decisione, anzi lavorerò con proposte costruttive ed alternative per rendere sempre più competitivo il nostro territorio".

L’anno scorso nello stabilimento abruzzese, dove Fca produce i Fiat Professional Ducato, sono stati realizzati poco meno di 300mila commerciali leggeri, il record di sempre per il polo che negli ultimi anni ha segnato una crescita progressiva dei volumi, visto che nel 2013 ad esempio la produzione si attestava sulle 203mila unità.

La fetta di produzione in capo a Psa ammonta a circa 140mila unità, il resto, circa 160mila, è stato prodotto per Fiat Chrysler. (azz.cal.)



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