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IL SINDACO RICORDA LA VITTIMA, ''ADDOLORATI''; RISCHIO DI NUOVE FRANE

SFOLLATI DI ORTOLANO IN HOTEL A L'AQUILA,
''TRE GIORNI SOLI, E UN MORTO SOTTO LA NEVE''

Pubblicazione: 20 gennaio 2017 alle ore 19:10

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L'AQUILA - "Ci hanno portato in salvo solo ieri sera, dopo tre giorni di sofferenza: prima nessuno si è visto, con un nostro paesano morto sotto una slavina. Non riuscivamo a uscire di casa perché la bufera aveva coperto i vicoli con quattro metri di neve, poi è arrivato il terremoto ed è stato fortissimo. Ma non potevamo uscire. Ci avvicinavamo alla porta ogni volta che c'era una scossa, ma non avevamo vie di fuga".

È il drammatico racconto di un incubo appena concluso da parte di Monica Cillitti, una delle abitanti di Ortolano, frazione di Campotosto, portate in salvo da un elicottero della Guardia di finanza ieri pomeriggio. E da ieri notte ospitati all'Hotel azzurro dell' Aquila. Sono 23 persone, in pratica tutto il paesino.

Tra loro anche il signor Giocondo De Dominicis, il fratello di Enrico, di 73 anni, operaio Enel in pensione, travolto da una slavina, provocata da una delle potenti scosse di terremoto mercoledi mattina, mentre spalava la neve fuori l'uscio di casa.

Il suo cadavere è stato tirato fuori solo questa mattina dal soccorso alpino della Guardia di finanza e vigili del fuoco, quando finalmente il paese è diventato raggiungibile, grazie a una fresa spalaneve arrivata dal Nord Italia.

I paesani si stringono intorno a Giocondo, lo rincuorano e lo abbracciano, nella hall dell'albergo, e lui con fiera compostezza, propria della gente di montagna, non rende manifesto il lancinante dolore. Pochi minuti prima era assieme al fratello, anche lui intento spalare la neve, e si è salvato per miracolo.

E tra gli sfollati circola anche una rabbia a stento trattenuta, a causa anche qui del ritardo dei soccorsi.

A Ortolano, spiega un ragazzo, è rimasta bloccata in casa anche una bimba di un mese, e per fortuna che l'energia elettrica, almeno quella, non è andata via, e in ogni casa c'era legna e scorte alimentari sufficienti per resistere tre giorni.

"Non è vero, come hanno scritto siti web e giornali, che a Ortolano in questo giorni c' erano carabinieri, forestali e vigili del fuoco a scavare e a prestare soccorso - dice chiaro e tondo Monica ai microfoni di AbruzzoWeb - È falso, non è arrivato nessuno. Avevano detto che erano in arrivo almeno uomini del soccorso alpino con gli sci. Ma non si è visto nessuno. Siamo rimasti soli fino a ieri pomeriggio, quando è arrivato l' elicottero. Forse si poteva fare qualcosa di più, soprattutto per il nostro paesano morto".

E in effetti qui come altrove, nell'Abruzzo montano tagliato fuori dal mondo in questi drammatici giorni, le richieste di aiuto erano partite già nella mattinata di mercoledì. Ma a muoversi sono stati soprattutto i paesani residenti all'Aquila o nel Teramano.

In prima linea per liberare la strada dal versante aquilano per raggiungere il paese, in constante contatto telefonico con i paesani. Ma né un trattore del soccorso alpino né uno spazzaneve dell' Anas sono riusciti a fare molto, in un giorno e mezzo con grande difficoltà hanno liberato solo qualche chilometro di strada sulla trentina necessari.

Risolutiva solo la fresa spazzaneve, mezzo ben più potente, adatto quando la neve supera i due metri, ma entrato in funzione solo giovedì mattina e arrivato in paese solo questa mattina. Ora tutti i paesani sono qui in albergo, uniti in tempo di pace, come in tempo di guerra.

"Qui in hotel stiamo bene - conclude Monica -  siamo scombussolati, a causa del lutto che ci ha colpiti. Ma vogliamo tornare il prima possibile a Ortolano, lì abbiamo le nostre case, i nostri animali, le nostre vite, e siamo una comunità unita, tutti amici o parenti, e le difficoltà ci rendono ancora più uniti".

IL RICORDO DEL SINDACO: "ERAVAMO AMICI DA BAMBINI, SIAMO MOLTO ADDOLORATI"

"Con Enrico eravamo amici da bambini, abitavano insieme a Provvidenza. Era una  persona eccezionale, molto attiva e sempre disponibile ad aiutare il prossimo, preziosissima per Ortolano, paese dove era un simbolo. Siamo molto addolorati".

Così il sindaco di Campotosto (L'Aquila), Luigi Cannavicci, ricorda il 73enne Enrico De Dominicis, ritrovato senza vita stamani a Ortolano, frazione del comune di Campotosto, dopo essere stato travolto da una slavina che si è staccata dal Monte Corno in seguito alle scosse dell'altro ieri mattina.

Enrico, pensionato dell'Enel, non era sposato. "Lascia un vuoto incolmabile nei nostri cuori, ci mancherà molto - spiega ancora il sindaco che ritiene che il pensionato, disperso per due giorni, sia stato travolto mentre stava uscendo in seguito alle scosse dell'altro ieri".

E QUEL PAESE E' ANCORA A RISCHIO FRANA

"Il sindaco di Campotosto mi ha segnalato il rischio frane sul monte Corvo dal quale una volta diradatasi la nebbia si vede che si sta staccando un costone. Potrebbe essere un inizio di frana. Ho segnalato la cosa alla Protezione civile regionale direttamente al sottosegretario Mazzocca".

Così il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci su un'altra possibile emergenza che si potrebbe scatenare nell'Alta Valle dell'Aterno, già colpita epicentro del sisma di ieri e da giorni nella morsa della neve.

La montagna è di fronte ad Ortolano, la piccola frazione del comune di Campotosto (L'Aquila), dove ieri è caduta una slavina che avrebbe travolto un 60enne che tutt'ora risulta disperso.

"Da quel monte si èstaccato la valanga - spiega ancora Pietrucci, in prima linea da ieri nell'Alta Valle dell'Aterno -. Il sindaco di Campotosto Cannavicci è un ingegnere e fa bene ad essere preoccupato. Dobbiamo avviare subito verifiche", conclude Pietrucci che sta cercando di arrivare a Campotosto.

Molti paesi dell'alto Aterno, tra cui Ortolano, sono isolati e non ancora raggiunti per via di metri di neve sulle strade. I cittadini si lamentano che fino a ieri non erano arrivate a nè sedie nè brandine negli spazi di accoglienza.



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