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PARLA MIMMO SROUR, EX ASSESSORE REGIONALE ABRUZZESE NATO A NAKIB: ''NON CI SONO PROVE SU ARMI CHIMICHE, SI SAREBBE DOVUTO ASPETTARE ESITO INCHIESTA''

SIRIA SOTTO ATTACCO DI USA, FRANCIA E GB
''GUERRAFONDAI NEL SANGUE, VOGLIONO POZZI''

Pubblicazione: 14 aprile 2018 alle ore 11:15

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L'AQUILA - "Non ci sono prove sull'esistenza delle armi chimiche, oggi infatti dovevano entrare degli ispettori di un'agenzia dell'Onu specializzata a controllare. Nessuno sa che tipo di arma chimica sia stata usata. Vuoi aspettare l'esito dell'inchiesta della comunità internazionale prima di intervenire? Quello che sta avvenendo è allucinante".

Così Mimmo Srour, ingegnere siriano trapiantato all'Aquila, oggi impegnato nella ricostruzione post-terremoto, ex sindaco di Sant'Eusanio Forconese e già assessore regionale ai rapporti con il Mediterraneo, sull'attacco di questa notte sferrato dall'allenza tra Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, sostenute anche da Ue, Germania, Giappone, Canada e Israele.

Sarebbero oltre 100 i missili lanciati contro tre siti chimici del regime siriano, ma "un numero considerevole" sarebbe stato "intercettato e abbattuto" dai sistemi di difesa di Damasco, secondo quanto affermato dal governo russo, schierato invece con la Siria.

Si è trattato di un'operazione unica durata poco più di un'ora, nel corso della quale sono stati colpiti tre obiettivi legati alla presunta produzione o stoccaggio di armi chimiche: un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito a ovest della città di Homs e un importante posto di comando situato nei pressi del secondo obiettivo. I missili sono partiti da alcuni bombardieri e da almeno una delle navi militari americane nel Mar Rosso.

Da parte sua, la premier britannica Theresa May ha chiarito che lo scopo dell'azione "non è un cambio di regime", ma dissuadere Bashar al Assad dal fare uso di armi chimiche e ammonire che non ci può essere "impunità" al riguardo.

"C'era da aspettarselo, erano giorni che si prefigurava l'attacco - dice Srour ad AbruzzoWeb - quello che è da sottolineare e lascia tanta amarezza è che i Paesi che stanno attaccando dicono di agire in nome della legalità e dei diritti, ma sono gli stessi che nella storia moderna hanno causato centinaia di milioni di vittime nel mondo, dall'Asia all'Africa fino al Medio Oriente. Sono guerrafondai di mentalità, colonialisti nel sangue".

"Sono andati in Siria con la loro solita prepotenza", aggiunge Srour, "già sperimentata in Iraq, in Libia, in Afghanistan...senza aspettare nemmeno l'accertamento della verità!".

"Avete tre membri permanenti nel Consiglio di sicurezza dell'Onu - continua a proposito di Usa, Francia e Gb - volete aspettare prima l'esito dell'inchiesta?", ribadisce l'ex assessore, "no, perché alla fine sanno che non è come fanno credere, così come non lo è stato in altri Paesi. L'obiettivo? Rovesciare il governo legittimo della Siria, dividere il Paese e ottenere il controllo dei ricchi giacimenti".

"La Siria è alleata della Russia, per fortuna che c'è Putin che la difende, altrimenti avrebbe fatto già la fine degli iracheni e dei libici. Già dal 2009 Stati Uniti e gli altri hanno iniziato con la storia della primavera araba, che primavera non è mai stata, pur di spartirsi la Siria!", aggiunge Srour.

"Non essendoci riusciti i loro emissari, come Al Qaeda - è l'affondo - quando i loro sicari non sono riusciti a fare quello che avrebbe voluto, allora entrano in campo direttamente loro. Vorrei sentire una parola del Papa, vediamo se domani dirà qualcosa all'Angelus, solo la Chiesa ortodossa sta difendendo la Siria. Quello che sta avvenendo è allucinante, quello che stanno facendo pagare anche a noi italiani con il flusso migratorio proveniente dalla Siria...".

"Hanno distrutto l'unico Paese pacifico dell'Oriente, in cui tutti convivevano pacificamente", fa osservare Srour.

L'esperto svela poi com'è stato costruito il video che ritrae alcuni bambini colpiti dalle armi chimiche: "Era in corso una trattativa per far lasciare ai terroristi la cittadina di Duma, visto che non avevano alcuna possibilità di resistere ad un eventuale attacco dell'esercito siriano. I terroristi volevano portare con loro molti soldi, si parla di un miliardo di dollari, e dei preziosi reperti archeologici che avevano trafugato. La Siria non accettava questa condizione e ad un certo punto si interrompono le trattative, mentre erano pronti i pullman che avrebbero dovuto trasferire i terroristi al confine con la Turchia".

"A quel punto l'esercito comincia ad alzare la voce dando degli ultimatum. I terroristi rispondono bombardano alcuni quartieri cristiani di Damasco che sono alla portata delle loro armi, uccidendo una quindicina di civili, persone che erano normalmente in casa o a pranzo al ristorante, e di questo in Occidente non ne ha parlato nessuno. Inizia quindi un conflitto con l'esercito alla periferia di Duma. È allora che il servizio segreto inglese ordina di mettere in atto il piano delle armi segrete", spiega Srour.

"Esiste una versione di quel video mandato in onda dalle tv, anche in Italia, in cui si vedono i bambini che si alzano, appena finite le riprese", chiosa l'esperto, "tutto questo per giustificare l'intervento di oggi".



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