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SISMA 2009: AMBASCIATORI PAESI DONATORI IN CITTA'

Pubblicazione: 30 agosto 2019 alle ore 14:13

L'AQUILA - "Occorre ritessere i rapporti con gli stati esteri che nel G8 del 2009  si sono impegnati, onorando la promessa ad aiutare la nostra città. Esprimeremo ai loro ambasciatori tutta la nostra gratitudine, e mostreremo  come la città è stata anche grazie al loro aiuto in buona parte ricostruita".

Ad affermarlo il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, che oggi a palazzo Fibbioni ha annunciato l’iniziativa “L’Aquila Ringrazia”, in programma il prossimo 10 settembre alla presenza degli ambasciatori dei Paesi che hanno concesso dei finanziamenti per contribuire alla rinascita post-sisma del capoluogo d’Abruzzo.

Al suo fianco l’assessore comunale ai Rapporti internazionali, Fabrizia Aquilio, la soprintendente unica Archeologia, belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i Comuni del cratere, Alessandra Vittorini, il presidente dei Solisti Aquilani, Fabrizio De Agostini Dragonetti de Torres, il marchese Fabrizio Pica Alfieri, che offrirà come luogo dell'incontro il suo bellissimo palazzo, recentemente ristrutturato, dopo i danni inferti dal sisma, nel centro storico dell'Aquila, dove si esibiranno  per un concerto i Solisti aquilani.

I paesi che saranno rappresentati dai loro ambasciatori sono Francia, Germania, Russia, Canada, Israele, Giappone, Kazakistan, Estonia, Australia e Argentina, che in occasione del G8, che si è svolto a L'Aquila, presa visione di una lista di interventi, proposta loro dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, hanno deciso di fare importanti donazioni.

"A dieci anni dal sisma - ha detto Aquilio - dobbiamo dimostrare al mondo, e ai Paesi donatori, cosa abbiamo fatto finora, come ci siamo risollevati e come stiamo ricostruendo città bellissima".

Questi gli interventi: la Francia ha co-finanziato con 3,2 milioni di euro la chiesa delle Anime sante, restituita alla città, splendidamente restaurata, il Giappone ha finanziato con 600 mila euro l'audituorium di Shigheru  Ban, affianco alla sede post-sismica del Conservatorio, e poi con ben 6 milioni di euro il Palagiapan, nel complesso sportivo del Centi Colella, che però ancora non è ultimato, nella parte interna.

La Germania ha "adottato" Onna, la frazione aquilana che maggior tributo di morte e distruzione ha dovuto pagare al sisma del 6 aprile 2009,  finanziando con 3 milioni di euro la ricostruzione della chiesa di San Pietro Apostolo, finanziando anche la realizzazione di Casa Onna, e il restauro dell'ex asilo, ora polo museale archeologico, donando infine lo studio del masterplan di ricostruzione della frazione.

La Russia ha donato ben 9 milioni di euro per  il restauro della chiesa di  Gregorio magno, nella frazione di San Gregorio, e di palazzo Ardinghelli a L'Aquila, che a breve sarà inaugurato e ospiterà una sede distaccata del museo di arte contemporanea Maxxi di Roma, il Kazakistan ha donato 1,7 milioni  per il restauro della chiesa di San Giuseppe de Minimi a L'Aquila, l'Estonia ha donato
100 mila euro per intervenire sui padiglioni danneggiati ospedale San Salvatore, Israele 100 mila euro per la mensa centro universitario di Pile, l'Argentina ha finanziato borse di studio per effettuare i rilievi nella chiesa di  Santa Maria dei raccomandati, il Canada 4,5 milioni per realizzare il centro  polifunzionale realizzato dal governo canadese a Lenze di Coppito,  e l'acquisto di apparecchiature in uso alla facoltà di biologia.

L'Australia, infine, grazie al determinate supporto degli immigrati abruzzesi, ha donato 3,4 milioni per l'auditorium di Piazza d'Armi, la cui localizzazione è bloccata assieme a tutto il progetto del central park.

"Manca poco all'inagurazione di palazzo Ardinghelli - ha sottolineato Vittorini - gli ambasciatori con i quali i rapporti è stato sempre stretto, potranno rendersi conto che le loro donazioni, al netto di qualche problematicità relativa a un paio di interventi sono state usate nel migliore dei modi, a conferma che la ricostruzione pubblica non è ferma, come si dice troppo spesso".

Ha infine detto il marchese Pica Alfieri: "i grandi palazzi sigorili aquilani nella storia sono senre stati luoghi aperti alla città, e teatro di eventi. A maggior ragione lo devono essere adesso, visto che il mio compreso, è stato restaurato con i soldi di tutti gli italiani, e aprire le sue porte è per me un gesto di riconoscenza e restituzione".

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