SISMA 2009: ECCO IL BANDO ''FARE CENTRO'',
12 MILIONI PER (RI)APRIRE IN ZONE COLPITE

Pubblicazione: 07 aprile 2017 alle ore 17:15

L’AQUILA - Approvato finalmente il bando pubblico “Fare centro - il rientro delle attività produttive nei centri storici” per la concessione di aiuti alle imprese da 20 fino a 200 mila euro per aprire o riaprire nei centri storici dell’Aquila e dei 56 comuni colpiti.

Il provvedimento è stato assunto dalla Giunta regionale dell’Abruzzo su proposta del vice presidente della Giunta regionale e assessore allo Sviluppo economico Giovanni Lolli.

Non caso, evidenzia una nota dell’amministrazione, il varo è giunto proprio nel giorno dell’anniversario del sisma che, nel 2009, colpì L’Aquila e il suo comprensorio.

A distanza di 8 anni da quel terribile evento, nelle intenzioni di Lolli e del governo regionale il bando intende rappresentare “un segnale forte di speranza per il futuro del territorio”.

Si tratta di incentivi, pari a 12 milioni di euro, atti a favorire progetti di trasferimento e avvio di nuove attività produttive per il ripopolamento dei centri storici e dei piccoli borghi dei 57 Comuni del cratere danneggiati dal sisma delle 3.32.

Il bando, che sarà pubblicato a breve sul bollettino ufficiale Burat, prevede una dotazione finanziaria complessiva per il biennio 2017-2018 pari a 12 milioni di euro.

Possono beneficiare del sostegno finanziario per la linea “A” le micro, piccole e medie imprese che, alla data del 6 aprile 2009, avevano unità locale censita nelle aree ammissibili, i liberi professionisti che avevano il domicilio professionale, quale sede principale degli affari e interessi del professionista nelle aree ammissibili, gli esercenti di attività di commercio ambulante che erano titolari di attività di parcheggio fisso ricadente nelle aree ammissibili.

Per la linea “B” le micro, piccole e medie imprese e i liberi professionisti che, dopo la data del 6 aprile 2009, hanno avviato o intendono avviare una nuova attività in una località in unità locale censita nelle aree ammissibili.

Infine, per la linea “C”, le micro, piccole e medie imprese che, sempre alla data del 6 aprile 2009, avevano già unità locale censita nelle aree interessate da progetti di riqualificazione urbana e che intendono avviare nello stesso sito la riconversione, riqualificazione e ristrutturazione della propria attività ovvero la ricollocazione della stessa in altro contesto più consono e le micro, piccole e medie imprese che successivamente al 6 aprile 2009 e fino alla data di pubblicazione del presente bando, avevano già unità locale censite nelle aree interessate da progetti di riqualificazione urbana e che intendono avviare la ricollocazione della propria attività in un altro contesto più consono.

LE REGOLE

I 12 milioni di risorse disponibili sono così ripartiti: 5 milioni per l’annualità 2017 e 7 milioni per l’annualità 2018. Per l’intero biennio, sono previsti 7 milioni 200 mila sulla linea “A”, 3 milioni 600 mila sulla linea “B”, 1 milione 200 mila sulla linea “C”.

Gli obiettivi generali sono quelli di sostenere il rientro delle attività economiche nei centri storici e nelle altre aree ammissibili, i cui titolari erano presenti alla data del 6 aprile 2009, in sedi legali e/o unità locali ubicate nelle zone ammissibili (linea “A”), nonché il trasferimento di attività già esistenti o l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali (linea “B”) qualificandone, in tal caso, la tipologia e le attività ammissibili in termini di codici Ateco, sostenere il processo di riqualificazione urbana delle aree interessate da profondi cambiamenti a seguito del sisma 2009 (linea “C”), individuate nell’Accordo di programma del 10 novembre 2016 tra Comune dell’Aquila e Provincia, contenente “Programma di recupero urbano viale della Croce Rossa”.

E ancora, sostenere il processo di rientro nel centro storico della città dell’Aquila e dei Comuni del cratere, degli ordini professionali, delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del tessuto imprenditoriale di riferimento a livello nazionale, nonché delle organizzazioni sindacali mediante la concessione di contributi che non ricadono nel campo di applicazione normativa sugli aiuti di Stato.

L’ammontare complessivo del progetto di investimento non può essere inferiore a 20 mila euro, pena l’inammissibilità della domanda.

La durata del progetto non può essere superiore 18 mesi, salvo eventuali proroghe di durata complessiva non superiore a 3 mesi.

L’investimento realizzato deve essere mantenuto per non meno di 3 anni, a decorrere dalla data di erogazione del saldo finale a cura dell’amministrazione regionale.

L’importo complessivo del contributo in regime di de minimis concesso a un’impresa unica non può superare il massimale di 200 mila euro per un periodo di tre esercizi finanziari.

L’intensità dell’aiuto concesso per ogni beneficiario non potrà superare il 70% della spesa ammessa a finanziamento, tenuto conto dei costi ammissibili.

Le spese ammissibili per le linee “A” e “B” sono quelle sostenute a far data dal 1° gennaio 2014 fino ai 18 mesi successivi alla data di avvio del progetto di investimento.

Le spese ammissibili per la linea “C” sono quelle sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda nel rispetto del principio europeo sul cosiddetto effetto di incentivazione dell’aiuto, fino a 18 mesi successivi alla data di avvio del progetto di investimento.

Sono ritenuti costi ammissibili investimenti in attivi materiali come le spese per l’acquisto di macchinari, impianti, strumenti e attrezzature industriali e commerciali esclusivamente nuovi di fabbrica, le spese per opere edili per un importo massimo del 30% della categoria per investimenti in attivi materiali e, per la sola linea di intervento “C”, le spese per l’acquisto o la realizzazione di immobili strumentali destinati allo svolgimento dell’attività al di fuori dell’area oggetto di riqualificazione urbana nella misura massima del 50% del totale delle spese.

Gli investimenti in attivi immateriali come spese per l’acquisto di programmi informatici, brevetti, licenze e spese di marketing per un importo massimo fino al 20% del totale della spesa ammissibile.

Infine, le spese di funzionamento per ciascuna unità locale fino a un massimo importo di 50 mila euro riferite ad utenze e spese di trasloco.



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