SISMA 2009: SI SPENDONO ANCORA 150 MILA
EURO AL MESE PER AUTONOMA SISTEMAZIONE

Pubblicazione: 07 agosto 2017 alle ore 07:00

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L'AQUILA - A otto anni dal terremoto del 2009, costa alle casse dello Stato ancora oltre 1,8 milioni l’anno, secondo i dati del 2016, l’autonoma sistemazione (Cas), il contributo di 400 euro in media per ciascun nucleo familiare che non abbia avuto assegnati moduli abitativi o trovate diverse soluzioni alloggiative.

A conti fatti, si tratta di circa 157 mila euro al mese. E già mezzo milione di euro è stato speso nei primi mesi del 2017.

A godere di questo assegno sono ancora 600 nuclei familiari circa, ovvero 1.400 persone in 41 comuni su 56 del "cratere" e in 24 comuni su 100 fuori del "cratere".

Tra questi non c’è, al contrario, L’Aquila capoluogo, dove l’assegno di autonoma sistemazione è stato abolito nel marzo 2015.

Più è lento il processo di ricostruzione privata, che consente agli sfollati di tornare a casa, più la spesa per i Cas aumenta implacabilmente.

Andando ai dati esatti, l’Ufficio speciale per ricostruzione del cratere (Usrc) comunica ad AbruzzoWeb che, per l’annualità 2016, è stata erogata la somma di 1 milione 524 mila euro a vantaggio dei cittadini sfollati dei comuni del cratere. Per l’annualità 2017, dato aggiornato al 31 luglio, si sono spesi 529.091 euro.

Per quanto riguarda invece i Comuni fuori cratere, la spesa 2016 ammonta 369.816 euro e per i primi sette mesi del 2017 a 35.500 euro, ma le rendicontazioni da parte dei Comuni sono in ritardo, dunque è solo parziale.

Per gli assegni mensili dell’autonoma sistemazione, si legge poi nel sito Open data ricostruzione, sono stati spesi dal 2009 circa 75 milioni di euro, il 17,4 per cento della spesa complessiva per l’assistenza alla popolazione, che ammonta 250 milioni di euro, e dove la voce più consistente è quella per l’ospitalità alberghiera di oltre 180 milioni di euro, e poi anche per le tendopoli, 50 milioni di euro. Il dato però è aggiornato al dicembre 2012.

E se per esempio la spesa per le tendopoli, smantellate dopo pochi mesi, e l’ospitalità alberghiera, che ha avuto il picco anch’essa nei primi 2 anni del post sisma per poi azzerarsi o quasi, per quel che riguarda l’autonoma sistemazione l’esborso continua inesorabilmente a crescere.

In base alle proiezioni dell’Usrc, in base all’andamento della concessione contributi e alla apertura dei relativi cantieri, la spesa per le autonome sistemazioni potrebbe esaurirsi a cavallo tra fine 2019 e 2020, con la riparazione e il ritorno a casa degli aventi diritto.

I Comuni che erogano ancora l’assegno non dispongono evidentemente di moduli abitativi provvisori da offrire come alternativa.

La chance che ha consentito al Comune dell’Aquila, per iniziativa del’ex assessore all'Assistenza alla popolazione Fabio Pelini, di cancellare l’assegno a oltre a 4 mila sfollati, che costava circa 900 mila euro al mese, è stata quella di poter fornire loro le chiavi di un alloggio libero del progetto C.a.s.e., i 4.500 appartamenti antisismici costruiti dopo l'emergenza.

Questo non è possibile per i piccoli Comuni dove i moduli abitativi provvisori (Map) non sono stati realizzati, o dove sono ancora tutti occupati. Per abbattere progressivamente la spesa del Cas nei comuni del cratere e fuori cratere si dovrà, insomma, attendere la riparazione delle abitazioni. Alternative non ce ne sono.

Ma l'Abruzzo non sta facendo eccezione: in Umbria gli assegni di autonoma sistemazione sono stati erogoati per oltre 10 anni, tenuto conto del fatto che i danni provocati dal sisma del 1997, e realtivi sfollati, sono stati molto inferiori rispetto a qualli del sisma abruzzese.

L’assegno, giova infine ricordare, ammonta a 300 euro al mese per un nucleo familiare composto da una persona. Per i nuclei composti da più persone sono erogati 200 euro per ciascun componente, con un tetto però fissato a 800 euro.

Sono previste maggiorazioni di 200 euro per i componenti over 65 anni, e per i disabili.



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