SISMA 2009: UN EMENDAMENTO SBLOCCA I LAVORI DEL ''CONSORZIO 201'' A L'AQUILA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

SISMA 2009: UN EMENDAMENTO SBLOCCA
I LAVORI DEL ''CONSORZIO 201'' A L'AQUILA

Pubblicazione: 23 gennaio 2018 alle ore 07:00

Stefania Pezzopane
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L’AQUILA - Con un emendamento inserito nel cosiddetto Decreto Fiscale, legge di conversione del decreto-legge 148 del 16 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta ufficiale a fine anno, è destinata a sbloccarsi la vicenda del mega aggregato da 178 appartamenti chiamato “Consorzio 201” e situato nella zona Ovest del quartiere Pettino, all’Aquila, uno dei maggiori del post-terremoto 2009; in particolare, a sbrogliarsi sarà la questione della richiesta di acquisto di abitazione equivalente per una parte dei condòmini.

Un percorso, quello della ricostruzione di quel complesso edilizio, caratterizzato da polemiche, ritardi, e vicende giudiziarie, che hanno visto coinvolto e poi archiviato l’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, e complicati aspetti legali da dirimere in merito a contenziosi storici sulla proprietà dei terreni.

“Con il provvedimento approvato, si sblocca un ostacolo di natura tecnico-burocratica, che impediva al Comune di entrare in gioco su quelle porzioni di abitato che avevano fatto la scelta dell’abitazione equivalente - spiega ad AbruzzoWeb Stefania Pezzopane, senatrice uscente del Partito democratico che ha presentato l'emendamento in questione - Intervenendo con l’emendamento su questo aspetto, così come da indicazioni dell’Ufficio speciale per la ricostruzione e del Comune, è praticabile per gli enti procedere a tutta la fase di ricostruzione”.

Nell’aggregato Consorzio 201, per la ricostruzione delle abitazioni per i soci di 17 cooperative edilizie dell’Aquila e per il quale è stato ammesso un contributo complessivo di circa 64 milioni di euro, il problema tecnico burocratico riguarda la richiesta di acquisto da parte di alcuni condòmini dell’abitazione equivalente, pratica non riconosciuta per le cooperative. 

“Stiamo parlando di abitazioni in cooperativa, quindi la titolarità è di un diritto di superficie, non parliamo di proprietà. Un caso unico nel suo genere capitato solo all’Aquila - fa notare la senatrice - Quindi un problema tecnico da superare molto delicato perché entra in gioco il Codice civile. Facendo capire che era un caso unico proprio per questo aspetto tecnico, si poteva aprire una casistica nuova con nuove esigenze anche di copertura finanziaria, è stato possibile in questo decreto fiscale far passare l’emendamento”. 

La modifica approvata prevede l’obbligo, per gli assegnatari di alloggi di società cooperativa a proprietà indivisa, adibiti ad abitazione principale alla data del sisma, che hanno già beneficiato del contributo di cui all’articolo 3 del decreto legge 39 del 2009, di cedere al Comune i diritti inerenti la partecipazione alla ricostruzione del complesso, come si legge nel testo pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Restano a carico dell'assegnatario tutte le obbligazioni passive inerenti la sua qualità di socio: alla completa ricostruzione del complesso edilizio la proprietà della quota passa, quindi, al Comune. 

I lavori di demolizione e ricostruzione degli edifici facenti parte del mega aggregato sono partiti nel settembre 2014 a opera delle ditte appaltatrici Acmar scpa e Taddei Spa, in associazione temporanea d’impresa e, secondo una convenzione tra il Comune capoluogo e il consorzio per la costruzione di case per i soci delle cooperative edilizie 201 dell’Aquila, saranno compresi anche i lavori per l’urbanizzazione della zona.

Sono compresi la realizzazione di parcheggi pubblici e sistemazione delle aree a verde pubblico, scavi e messa in opera dei servizi di rete idrica, fognante, raccolta acque bianche, pubblica illuminazione, rete gas metano, prima della costruzione degli edifici, si legge nello schema di convenzione.

Le vicende giudiziarie hanno visto invece coinvolto nel 2016 l’ex sindaco Cialente, con l’accusa mossa dal pubblico ministero Stefano Gallo, di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità, la cosiddetta concussione depotenziata. 

Secondo l’accusa, basata su intercettazioni telefoniche, Cialente aveva fatto pressioni perché i lavori di ricostruzione del Consorzio 201 venissero affidati in subappalto al costruttore Eliseo Iannini. Il proscioglimento dalle accuse è arrivato per l’ex primo cittadino nell’aprile 2017.



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