SISMA 2016: DA GOVERNO VIA LIBERA A ZONE FRANCHE, SGRAVI FISCALI E INCENTIVI

Pubblicazione: 12 aprile 2017 alle ore 16:03

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TERAMO - Una buona notizia per i 140 comuni colpiti dai terremoti del 24 agosto, e poi da quelli di ottobre 2016 e gennaio 2017: il consiglio dei ministri ha approvato ieri il testo di un decreto correttivo e per la "crescita delle aree terremoto" che prevede anche le zone franche urbane, ovvero incentivi e sgravi fiscali a vantaggio di imprese e attività commerciali.

Una misura a lungo invocata che riguarderà ovviamente anche i territori abruzzesi inseriti nel nuovo cratere: Castel Castagna, Colledara, Isola del Gran Sasso, Pietracamela e Fano Adriano, Rocca Santa Maria , Valle Castellana, Cortino, Crognaleto, Montorio al Vomano nel Teramano Campotosto, Capitignano, Montereale, Barete, Pizzoli e Cagnano Amiterno nell’Aquilano, Farindola nel Pescarese.

A esprimere grande soddisfazione in una nota la senatrice aquilana Stefania Pezzopane del Partito democratico. "E' un provvedimento che richiedevo da tempo - commenta la senatrice -  e che avevo auspicato per le aree colpite dal sisma anche con l'ultimo decreto terremoto, presentando in diverse occasioni appositi emendamenti. La risposta del governo è una promessa mantenuta".

In particolare il governo ha istituito, si legge nel testo, “una zona franca urbana nei Comuni delle regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici in favore delle imprese aventi la sede principale o l’unità locale all’interno della stessa zona franca e che abbiano subito una contrazione del fatturato a seguito degli eventi sismici”.

Al momento non è nota la percentuale di flessione del fatturato che le aziende dovranno dimostrare, nel caso del danno indiretto, già approvato seppur con una dotazione leggera di 23 milioni di euro per tutto il Centro Italia, è stato stabilita la soglia del 30 per cento nei sei mesi successivi al terremoto.

Le imprese rende noto poi il governo, "potranno beneficiare, in relazione ai redditi e al valore della produzione netta derivanti dalla prosecuzione dell’attività nei citati Comuni, di una esenzione biennale Ires e Irpef, fino a 100 mila euro di reddito, Irap, fino a 300 mila euro di valore della produzione netta, e Imu, nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabiliti dai regolamenti 'de minimis'".

Il governo intanto ha confermato il fondo specifico di un miliardo di euro l’anno per tre anni ovvero  fino al 2019.

"La zona franca è una misura assolutamente necessaria - commenta Pezzopane -  per accompagnare la ricostruzione con il rilancio del tessuto economico, attraverso incentivi e sgravi fiscali alle imprese e alle attività commerciali. Ora però - prosegue Pezzopane - aspettiamo di vedere la declinazione del testo, perché ci sia una effettiva efficacia, ma certamente l'annuncio del governo ci vede soddisfatti".

E aggiunge: "Avere la certezza di un flusso continuo di risorse è stata una battaglia fatta anche per il sisma 2009 ed ottenuta solo con il governo di Matteo Renzi. Con le nostre battaglie ed i nostri risultati - conclude Pezzopane - abbiamo fatto scuola".

LE REGOLE DELLA RICOSTRUZIONE PRIVATA

Sempre martedi è stata pubblicata anch l’ordinanza numero 19 a firma del commissario per la ricostruzione sisma 2016, Vasco Errani, che definisce “parametri, modalità, tempi di intervento e di esecuzione della ricostruzione privata.

L'ordinanza prevede l’ambito di applicazione ed i soggetti beneficiari e disciplina il contributo per “gli interventi di ripristino con miglioramento sismico o la ricostruzione degli edifici distrutti”. Tra gli interventi finanziabili anche gli immobili con locali inagibili che ospitavano imprese e attività produttive.
Nei 140 Comuni del cratere il contributo previsto a favore dei beneficiari è pari al 100 per cento del costo ammissibile.

Per gli immobili all’esterno del cratere, qualora sia dimostrato “un nesso di causalità diretto tra i danni e gli eventi sismici”, il contributo è ugualmente del 100 per cento del costo ammissibile sia per le prime case che per le seconde abitazioni se "ubicate nei centri storici".

All'esterno dei centri storici per le seconde abitazioni scende al 50 cento, mentre rimane del 100 per cento per le prime case. Il contributo comprende i costi sostenuti per le opere di pronto intervento e di messa in sicurezza per le indagini e le prove di laboratorio, per le opere di miglioramento sismico o di ricostruzione e per quelle relative alle finiture interne ed esterne connesse agli interventi sulle strutture e sulle parti comuni”. Le opere ammesse a contributo riguardano "le parti comuni dell’edificio, le unità immobiliari che le compongono e le relative pertinenze ricomprese".

Sono ammesse a contributo anche “le pertinenze danneggiate esterne all’immobile, quali cantine, autorimesse, magazzini o immobili funzionali all’abitazione o all’unità produttiva".

Le domande devono essere presentate agli Uffici speciali regionali per la ricostruzione (Usr) entro il 31 dicembre 2017 mediante procedura informatica, ovvero attraverso Pec.

"Entro 20 giorni, l'Usr procede all’accertamento dei requisiti per la fruizione del contributo”.
In caso di esito positivo, nei successivi 60 giorni l’Usr verifica la conformità dell’intervento alla normativa urbanistica, richiede il controllo a campione sul progetto strutturale, acquisisce il parere della conferenza regionale, propone il rilascio del titolo edilizio, verifica l’ammissibilità al finanziamento dell’intervento, indica il contributo ammissibile".

Il contributo viene erogato dall’istituto di credito prescelto dal richiedente, tra quelli aderenti alla convenzione Cdp-Abi, direttamente all’impresa esecutrice dei lavori ed ai professionisti responsabili della progettazione e direzione dei lavori, in funzione dello stato di avanzamento dei lavori.

 

 

 

 



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