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FOCUS SUL REPORT AGGIORNATO A FINE DICEMBRE, CON CUI DOVRA' FARE I CONTI NEO COMMISSARIO; DOPO TRE ANNI E MEZZO QUASI 80MILA ABITAZIONI DANNEGGIATE E APPENA 4MILA PRATICHE APPROVATE, IN ABRUZZO MAGGIORE CARENZA PERSONALE

SISMA 2016: RICOSTRUZIONE AL 5 PER CENTO,
LA MISSIONE DEL COMMISSARIO LEGNINI

Pubblicazione: 20 febbraio 2020 alle ore 07:54

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 L'AQUILA - Quasi 80 mila abitazioni danneggiate, e a tre  anni mezzo dal tragico terremoto dell'agosto 2016, che ha colpito Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria, sono solo 11.812 le richieste di contributo presentate, di cui appena 4.080 sono state approvate e sono diventate cantiere, ma in buon parte per riparare danni lievi. Ovvero: la ricostruzione privata è ancora al 5 per cento. Per non parlare di quella pubblica, dove solo una manciata di cantieri riguardano  scuole, sedi istituzionali chiese, musei, e altri edifici pubblici. 

Bastano questi numeri drammatici, a misurare il compito tremendo che si è caricato sulle spalle Giovanni Legnini, neo commissario alla ricostruzione post-sisma del Centro Italia, nominato con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, il 14 febbraio scorso   

Consigliere regionale e candidato presidente della Regione Abruzzo del centrosinistra nel febbraio 2018, Legnini è stato vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura (Csm) e sottosegretario all’Economia con delega alla ricostruzione 2009 e proprio in quel ruolo ha assicurato l'attuale copertura finanziaria per la ricostruzione del'Aquila e cratere. Prenderà il posto del  geologo marchigiano Piero Farabollini, il cui mandato era scaduto il 31 dicembre.  Il titolare uscente in eredità gli ha lasciato il report a fine anno, in cui c'è la fotografia aggiornatissima dello stato dell'arte di un processo di ricostruzione che riguarda quattro regioni, dieci province  e 138 comuni, di cui ben 85 sono nelle Marche, 23  in Abruzzo, 15 nel Lazio,  e 15 in Umbria ricompresi nel cratere sismico, a cui si aggiungono altri  353 comuni fuori cratere. Per un totale di  581.885 persone coinvolte.

Numeri da far tremare i polsi, e non per colpa di Farabollini, o chi l'ha preceduto nella gestione commissariale, ovvero l'ora senatore di Liberi e Uguali, ed ex presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, e l'attuale ministro delle Infrastrutture, la dem Paola De Micheli. Bensì per una burocrazia non efficente e appesantita, per un ginepraio di norme spesso incoerenti, e di non univoca interpretazione, che già rallentano le opere in tempo di pace, figuriamoci in uno scenario di assoluta emergenza, dove la velocità sarebbe tutto, per evitare il definitivo spopolamento di aree montane già in forte crisi economica e demografica. Per non parlare della cronica mancanza di personale, messo a smaltire la montagna di pratiche, e che solo ora, con il decreto Sisma di cicembre, si sta procedendo a implementare. E si scopre a questo proposito nel report, che chi è messo peggio è proprio l'Abruzzo con appena 47 addetti, e un carico record di pratiche procapite di 4,6.

Venendo dunque al report di fine dicembre: per quanto riguarda gli edifici privati, sono 79.459 quelli che hanno riportato danni in tutte e quattro le regioni, a sguito del sisma del 24 agosto 2016, che ha provocato 299 vittime, e poi quelli del 26 e 30 ottobre dello stesso anno e del 18 gennio 2017. Di questo totale 30.116 sono abitazioni danneggiate in modo lieve, che si  potrebbero riparare anche in pochi mesi, 49.343 sono state danneggiate in modo grave, che più o meno corrispondono alle abitazioni classificate "E", del post sisma 2009. 

Le potenziali richieste di contributo ammontano dunque a 79.459, ma al 31 dicembre 2019,  i progetti e relativi incartamenti presentati dai cittadini terremotati e dai loro tecnici, sono stati 11.812, di cui 8.673 per case con danni lievi, e 3.139 con danni gravi.

Accade così che  a tre anni e mezzo dal sisma, i contributi "decretati" sono in tutto il cratere sismico 4.080, su un complessivo da ricostruire, va ribadito di 79.459.   Appena il 5%.

Ed è questo il numero che più conta, perché corrisponde ai cantieri, visto che i lavori, avuto l'ok dagli Uffici speciali, e ricevuti i soldi dallo Stato, 120 mila euro ad abitazione in media, devono partire entro 30 giorni. 

 Non solo, di queste  4.080 sono case con danni lievi, mentre appena 619 a case con danni pesanti. Attualmente sono in "lavorazione" 6.200 pratiche, di cui 3.881 per case con danni lievi, 2.319 con danni gravi.

Scendendo nel dettaglio regionale, le pratiche che hanno avuto l'ok definitivo, ovvero "decretate", sono finora 3.032  nelle Marche, su (7.314 richieste di contributo), 538 nel Lazio ( su 951 richieste), e 843  in Umbria su (su 1.779 richieste).

E infine l'Abruzzo: dove le  richieste di contributo sono state pari, al 31  dicembre , a 1.768, di cui 286 hanno avuto l'ok, e si sono trasformate in cantiere. 

Di queste 238 sono con danni lievi, e appena 48 con danni gravi. In lavorazione erano al 31 dicembre 580 richieste di contributo. 

Anche qui insomma ancora una goccia nel mare, anche se nell'ultimo anno si è registrata, dopo oltredeue  anni e mezzo di imbarazzante inerzia, una  incoraggiante accelerazione.

Il problema di fondo riguarda il personale, e sarà questa una delle priorità del commissario Legnini.

In Abruzzo, con 23 comuni colpiti, a smaltire pratiche complicate, che spesso riguardano, altro problema non risolto, abitazioni con difformità urbanistiche, e anche piccole e grandi abusi, sono ad oggi appena 47 tecnici, con un carico di lavoro procapite calcolato in 4,6 pratiche, peggior rapporto tra le quattro regioni.

Il Lazio, 15 comuni, può contare su 87 addetti, con un tasso di carico decisamente migliore, di 2,3 pratiche procapite
Le Marche, 85 comuni colpiti, ha 403 addetti, con tasso di carico di 4,1 e infine l'Umbria, 15 comuni,  ha 76 addetti, e tasso di carico 4,2.

Ora però, meglio tardi che mai, stanno arrivando i rinforzi, seppure ritenuti del tutto insufficienti: con il decreto Sisma approvato a dicembre, che ha stanziato per il personale 8,3 milioni di euro, entreranno complessivamente in servizio 200 addetti. 

Per quanto riguarda l'Usr abruzzese, diretto da Vincenzo Rivera, saranno assunte a partire dal 15 marzo 30 persone, di cui 7 grazie al decreto Sisma, più 23 grazie agli 800 mila euro stanziati direttamente dalla Regione Abruzzo, con legge regionale 8 del 2019, voluta  dal presidente della Regione, Marco Marsilio, che è anche vice-commissario alla ricostruzione, assieme agli altri tre presidenti di Regione. A questo contingente di personale si aggiungeranno ulteriori 49 persone, presso gli uffici tecnci dei comuni del cratere, la cui asunziione è stata autorizzata a gennaio dal vice commissario Marsilio.

Drammatica anche la situazione della ricostruzione pubblica.

Per quanto riguarda l'Abruzzo, sul totale dei 17 interventi che riguardano le scuole, solo 2 sono stati completati. La maggior parte, 12 interventi, sono in fase di “procedura di gara progettazione avviata”, mentre 3 sono stati già affidati (incarico di progettazione) e 2 hanno il progetto esecutivo completato.

Gli interventi programmati che riguardano le chiese, invece, sono in tutto 24. Di questi 18 sono già in lavorazione, mentre per gli altri il livello è quello dell’attuazione.

Delle 70 opere pubbliche finora  programmate, ad oggi nessuna è stata completata, mentre sono 39 quelle per cui è stata avviata la procedura di gara per la progettazione.

Nel Lazio dei 15 interventi programmati per le scuole, anche in questo caso quelli completati sono stati due, mentre i restanti sono stati avviati. Per quanto riguarda le chiese, invece, gli interventi da realizzare sono in tutto 18 e, ad eccezione di uno, sono stati tutti avviati (di questi 11 sono già in lavorazione).

Numeri più grandi attengono, invece, al resto delle opere pubbliche che sono in tutto 204. Di questi, quelle avviate finora sono 79, mentre per ora nessuna è stata completata, mentre sono solo 4 i lavori in esecuzione.

Nelle Marche per quanto riguarda gli interventi pubblici, quelli relativi alle scuole sono in tutto 47, di cui 6 sono stati completati e 25 sono stati avviati. Gli interventi che interessano le chiese, invece, sono 86. Mentre le opere pubbliche prevedono la realizzazione di 420 interventi di cui oggi quelli avviati sono in tutto 52.

Infine l'Umbria: dei 23 interventi programmati sulle scuole, quelli realizzati finora sono stati tre, mentre una è stata la rinuncia. Per quanto concerne le chiese, gli interventi programmati per la messa in sicurezza sono in tutto 32 e quasi tutti (30) sono stati avviati Gli interventi programmati per la ricostruzione delle opere pubbliche, invece, sono 144, ma quelli avviati sono solo 51.

 



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