• Abruzzoweb sponsor

SISMA 2016: TESORETTO UE PER ECONOMIA,
MA IN ABRUZZO SPESO SOLO IL 2 PER CENTO

Pubblicazione: 27 dicembre 2018 alle ore 07:00

di

TERAMO - L'Abruzzo è fanalino di coda per la spesa dei fondi europei e statali, messi a disposizione da quasi due anni per la ripresa economica e turistica dei territori colpiti dal terremoto dell'agosto e ottobre 2016, e del gennaio 2017. In tutto un "tesoretto" da 400 milioni di fondi Por-Fers, di cui 40 milioni all'Abruzzo, 56 milioni al Lazio e altrettanti all'Umbria, 243 milioni alle Marche, la regione più colpita. 

Come riferito dal Sole 24 ore, utilizzando come fonte i dati di NoiPA, la piattaforma informatica unificata dei servizi di natura giuridico-economico della Pubblica Amministrazione gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in Abruzzo di queste risorse sono state solo impegnate il 44 per cento del totale, ma sono state spese effettivamente appena il 2 per cento, con buona pace della natura emergenziale dell'aiuto finanziario.

Se può consolare neanche le altre tre regioni eccellono per solerzia ed efficienza: il Lazio e le Marche sono al 4 per cento della spesa, l'Umbria al 6 per cento, ma il loro budget da mettere a bando, va osservato, è superiore.

Si evidenzia poi che in Abruzzo "nessuna nelle cinque azioni previste sono state avviate" e che "nel sito web istituzionale della Regione non esiste una parte dedicata alle 'risorse sisma' e che la sezione bandi Fesr 2014-2020, che dovrebbe riportare sia quelli aperti, sia quelli chiusi, è vuota".

L'asse IX, definito forse troppo ottimisticamente prioritario, si legge nella scheda tecnica, prevede azioni di "prevenzione del rischio idrogeologico e sismico e sostegno alla ripresa economica delle aree colpite dal terremoto del 2016 e 2017", "lo sviluppo e realizzare nuovi modelli di attività per le piccole e medie imprese, in particolare per l’internazionalizzazione", "sostegno alla competitività delle imprese nelle destinazioni turistiche, attraverso interventi di qualificazione dell'offerta e innovazione di prodotto/servizio", "potenziamento del sistema delle garanzie pubbliche per l’espansione del credito in sinergia tra sistema nazionale e sistemi regionali di garanzie".

E ancora "investimenti destinati a far fronte a rischi specifici, garantire la resilienza alle catastrofi e sviluppare sistemi di gestione delle catastrofi".

Non era forse necessari questi freddi numeri per avere la conferma di una ricostruzione bloccata. Come hanno ricordato all'Italia le donne dell'alto Aterno che si sono messe in marcia per 50 chilometri da Campotosto a L'Aquila, o i sindaci oramai esausti esibendo da mesi i dati impietosi sull'andamento della ricostruzione, evidenziando ad esempio che "In due anni nel versante aquilano del cratere sismico 2016 sono stati istruiti e approvati, fino a fine settembre, solo due progetti, uno a Pizzoli e uno a Capitignano, a fronte dei circa mille presentati per case con danni lievi.

Un dramma che coinvolge in Abruzzo  i comuni di Castelcastagna, Campli, Castelli, Civitella del Tronto, Colledara, Cortino, Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso, Montorio al Vomano, Rocca Santa Maria, Pietracamela, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana, Penna Sant'Andrea, Basciano e il capoluogo Teramo, in provincia di Teramo, Montereale, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, Campotosto e Capitignano in provincia dell'Aquila,   Farindola, Catignano, Civitella Casanova e Penne, in provincia di Pescara.

Per quel che riguarda l'andamento della spesa del tesoretto dei 400 milioni, la situazione non è rosea nemmeno nelle altre regioni, ma decisamente migliore.

Al Lazio come detto sono stati assegnati 56 milioni, e le risorse impegnate sono pari al 72%, spese al 4%. A complicare la situazione la scelta di non prevedere un asse specifico del programma operativo che privilegi le aree colpite dal sisma.

Nelle Marche, che in virtù del maggior numero dei comuni coinvolti ha ricevuto la maggior fetta delle risorse, gli impegni di spesa sono al 28%, le risorse spese effettivamente al 4%.

"Ad oggi - riverisce il sole 24 ore - sono stati avviati 3 bandi sui 13 previsti, di cui 2 suddivisi in più interventi, per un importo di 31 milioni di euro impegnati. Dei tre bandi, due chiuderanno entro novembre, mentre l'altro alla fine di gennaio 2019. 

Da segnalare come buona pratica che "all'interno del sito web istituzionale regionale è stata prevista una parte dedicata alle risorse sisma, che informa sulla ripartizione delle risorse per tipologia e al suo interno per azione, indicando i possibili beneficiari e lo stato di attuazione".

Infine l'Umbria che ha impegnato il 24% e speso il 6% dei 56 milioni che ha a disposizione.

"Ad oggi solo un bando, relativo a 2 azioni sulle 8 previste, è stato attivato e chiuso per un valore di 22,5 milioni sui 56 disponibili. Anche dal sito web istituzionale della Regione è possibile acquisire informazioni, non così dettagliate come per la regione Marche, all'interno dell'asse terremoto visibile accedendo al Por Fesr 2014-20", riferisce lo studio.  



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui