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SISMA: AL PALO LAVORI CHIESA DI CARAMANICO,
''INERZIA ENTI'', CITTADINI LANCIANO PETIZIONE

Pubblicazione: 20 febbraio 2020 alle ore 07:26

CARAMANICO TERME - "La comunità di Caramanico è pronta a mettere in campo iniziative per sostenere i lavori non coperti dall’opera di restauro della chiesa di Santa Maria Maggiore, ma non può farlo a causa dell’inerzia e dell’irresponsabilità amministrativa di chi dovrebbe agire, o quanto meno pronunciarsi, in modo serio e doveroso". 

È quanto annuncia Angela De Stefanis, portavoce di un comitato civico composto da oltre 60 cittadini, nato proprio per denunciare la "grave situazione di abbandono" in cui versa il luogo sacro, simbolo di Caramanico Terme, comune in provincia di Pescara.

Il tetto dell’edificio di culto, gravemente danneggiato a seguito dell’emergenza maltempo e del sisma del 18 gennaio 2017, data legata alla valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), tre anni fa è stata ricoperta da oltre due metri di neve, è crollato il 20 gennaio. 

Così il simbolo della storia e della comunità caramanichese, luogo ricco di opere d'arte e di memoria, ha ceduto all'insopportabile associazione tra le sollecitazioni sismiche e il peso della neve.

Da allora "nulla è cambiato".

I cittadini, prima di riunirsi in un comitato e alzare la voce, hanno chiesto aiuto a ogni livello, affinché si sbloccasse l’iter per la ricostruzione della chiesa, ma il tentativo di farla riaprire è risultato vano.

Il gruppo cittadini parla di “un danno gravissimo alla comunità”, “una beffa per tutti”,  "i fondi per i lavori post-sismici della chiesa sono disponibili da 20 mesi, ma non si è ancora arrivati alla definizione delle procedure di gara", tanto che l'iter ad oggi "è completamente al palo".

I cittadini, "stanchi di stare a guardare la stasi della politica", sono scesi in campo e hanno avviato una raccolta firme che "verrà depositata presso le autorità competenti a tutti i livelli istituzionali, insieme ad una formale e dettagliata richiesta", spiegano i caramanichesi, che tornano a chiedere "risposte chiare e tempestive" e si dicono "pronti a tutto per a difendere questo luogo chiave del territorio".

Il comitato, costituito circa 4 settimane fa, nasce proprio "da una presa d’atto e di coscienza dell’inerzia degli enti competenti nell’attivare l’iter burocratico che permetta l’inizio dei lavori di restauro della chiesa monumentale", aggiungono, precisando che "neanche le istanze delle autorità civili ed ecclesiastiche hanno avuto esito favorevole".

Per questo hanno deciso di avviare una petizione popolare: "Lo scopo è quello di denunciare lo stallo amministrativo e chiedere allo stesso tempo di provvedere senza indugio e ulteriori ritardi per trovare unna soluzione".

Ad oggi "sono state raccolte centinaia di firme - proseguono dal comitato - Hanno aderito non solo i caramanichesi, ma anche tanti cittadini dei paesi limitrofi e tanti turisti che frequentano con assiduità uno dei borghi più belli d’Italia. Adesso sta per concludersi il primo passo di un’azione tesa a difendere gli interessi della comunità, il valore inestimabile di un luogo simbolo della spiritualità, della storia e del patrimonio artistico caramanichese".

Una prima opera di messa in sicurezza, portata avanti dalla Soprintendenza, e poi una copertura provvisoria del tetto, operata dal Comune con fondi regionali, hanno evitato il crollo totale dello stabile: "Già quasi 500 mila euro spesi per evitare il dramma assoluto del crollo e poi, cosa ancora più importante, già pronti 1.500.000 euro per il restauro, fondi messi a disposizione dalla delibera Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) del 22 dicembre 2017. Oggi siamo increduli perché sono più i danni causati dall'incuria dell'uomo che quelli iniziali dell'evento sismico", precisano i caramanichesi.

"Il Comitato cerca risposte chiare e tempestive, non vaghe ed indefinite pronunce, non accetta che dopo mesi e mesi ci si possa accontentare di frasi del tipo: 'stiamo vedendo' o 'stiamo valutando'. La realtà è che i fondi ci sono, ma ancora siamo in attesa della definizione della procedura di gara. Intanto, i danni alla chiesa di Santa Maria Maggiore aumentano giorno dopo giorno", concludono.

 



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