SISMA: DE MICHELI, ''SERVE TASK FORCE'', DIPENDENTI UTR, ''E NOI CHE SIAMO?''

Pubblicazione: 14 giugno 2018 alle ore 12:59

Paola De Micheli

L'AQUILA - È scontro tra la commissaria per la ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto del 2016 e 2017, Paola De Micheli, e i dipendenti degli Uffici territoriali (Utr) del cratere sismico del 2009.

"Una delle richieste che faccio, per ora o per un'altra fase legislativa a fine anno, è quella di un concorso nazionale che possa raccogliere 100 professionalità, con assunzioni a tempo indeterminato, che compongano una task force a dispozione delle emergenze, perché già formata e a conoscenza delle procedure. Solo così dimostreremo di aver imparato la lezione che le ricostruzioni si fanno, oltre che con le buone norme e con le risorse, con le persone", ha detto l'ex sottosegretario ieri in audizione alla commissione speciale del Senato nell'iter di conversione del decreto terremoto varato dal governo Gentiloni a fine maggio.

"A non aver imparato la lezione è la stessa De Micheli", affermano oggi in una nota i dipendenti degli Utr, che sospettano come la volontà della commissaria sia quella di "voler procedere ad esperire nuove procedure concorsuali, quando in realtà esiste già personale qualificato, già selezionato e per il quale è già stata prevista l’istituzione di una task force che nella volontà del legislatore del 2012 avrebbe dovuto gestire le attività legate a calamità e ricostruzione".

La commissaria "dimentica o ignora del tutto che una 'task force' come quella da lei annunciata esiste già. Ci riferiamo a quanto previsto dell’art. 67 ter comma 6 del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83 (cosiddetto decreto Sviluppo) convertito in legge 7 agosto 2012, n. 134, il quale prevede che 'Al fine di fronteggiare la ricostruzione conseguente agli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato, a decorrere dall’anno 2013, fino a 100 unità di personale, previo esperimento di procedure selettive pubbliche. Tale personale è temporaneamente assegnato fino a 50 unità agli Uffici speciali di cui al comma 2, fino a 40 unità alle province interessate e fino a 10 unità alla regione Abruzzo. Alla cessazione delle esigenze della ricostruzione e dello sviluppo del territorio coinvolto nel sisma del 6 aprile 2009, tale personale è assegnato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per finalità connesse a calamità e ricostruzione'".

Personale che, ricordano i dipendenti degli Utr, "è stato assunto con il concorso Ripam Abruzzo", il cosiddetto "concorsone" bandito nel settembre 2012 per l'assunzione di 300 persone da impiegare negli uffici della ricostruzione, "che ha prodotto 14 distinte graduatorie afferenti a diversi profili professionali", continuano i dipendenti, "istruttori amministrativi, istruttori direttivi amministrativi, istruttori contabili, istruttori direttivi contabili, istruttori tecnici, istruttori direttivi tecnici, istruttori direttivi geologi, funzionari ingegneri, funzionari architetti".

"Uno sforzo davvero notevole, procedure rigorose e trasparenti: 1 prova preselettiva, 4 prove scritte, una prova orale, commissioni composte da personale proveniente dalle diverse amministrazioni centrali (dirigenti del Ministero dell’Interno, della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell’Economia e delle Finanze; prefetti della Repubblica, stimati docenti universitari provenienti dai più prestigiosi atenei italiani)".

"La commissaria potrebbe semmai implementare tale task force, attualmente costituita da 100 delle 300 unità selezionate tramite il concorso sopra citato, utilizzando il personale attualmente in servizio presso i comuni danneggiati dal sisma 2009 che, operando ormai da 5 anni nei complessi meccanismi della ricostruzione, ha acquisito quelle competenze, quella professionalità e la conoscenza delle procedure necessarie per poter gestire emergenze alle quali in nostro territorio è ormai tristemente abituato", continuano nella nota i dipendenti degli Utr.

"Ci riferiamo alle 72 unità di personale in servizio presso gli Uffici territoriali per la ricostruzione, assunti con contratto a tempo indeterminato ma con la singolare condizione di eventuale esubero a partire dal 2023", aggiungono, ricordando "che per gli Uffici territoriali per la ricostruzione è stata prevista la soppressionea far data dal primo luglio 2018. L’utilizzo di questo personale all’interno della task force prevista per le emergenze permetterebbe di risolvere l’anomala situazione contrattuale del predetto personale e di costituire un gruppo di lavoro già disponibile e formato senza dover ricorrere ad unnuovo concorso, con tempi lunghi e costi onerosi, che andrebbe contro tutti i principi di contenimento della spesa pubblica e rallenterebbe ulteriormente la tanto agognata ricostruzione".

 



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