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SISMA L'AQUILA: AL VIA LAVORI PARCO MEMORIA, ''LUOGO DI VITA PER NON DIMENTICARE''

Pubblicazione: 29 ottobre 2019 alle ore 13:38

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L'AQUILA - "Abbiamo voluto fortemente questo luogo, che non sarà un mausoleo, ma un luogo vivo, in una città che non può, e non deve dimenticare, perchè nulla come la rimozione è fonte di pericolo".

Nelle parole di Ilaria Carosi, che nella notte del terremoto del 6 aprile 2009 ha perso la sorella Claudia, il senso profondo del Parco della Memoria, i cui lavori di realizzazione iniziano oggi a piazzale Pasquale Paoli a L'Aquila, a pochi metri dalla villa comunale, e da palazzo dell'Emiciclo sede del consiglio regionale, ricompresa nell'area delimitata da via XX settembre, via Campo di Fossa e via Luigi Sturzo, ovvero le tre strade in cui è stato registrato il più alto numero di decessi la notte del 6 aprile 2009.

A celebrare, con molta sobrietà, l'avvio di un cantiere atteso dal 2013, allorché fu pubblicato il bando, il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, l’assessore alla Ricostruzione, Vittorio Fabrizi, i progettisti dell’opera, Manfredo Gaeta e Annalisa Di Luzio, il direttore dei lavori, Domenico Cimini, il rup Pierluigi Seccia, altri parenti delle vittime, tra cui Federico Vittorini, Paolo Carosi, padre di Ilaria e Caludia, e Antonietta Centofanti, presidente del comitato vittime casa dello studente.

L'opera avrà un costo di 420 mila euro, con un ribasso su base d'asta rispetto ai 557 mila euro preventivato dal bando assegnato alla Cricchi srl di Roma. La fine ddei lavori è prevista a primavera 2020, imedimenti atmosferici permettendo, visto che l'inverno è alle porte. Fulcro dell'opera sarà una fontana monumentale, con un grande obelisco alto 16 metri al suo centro, con i nomi delle 309 vittime incise sopra. Sarà un parco pubblico a forma ovale, fruibile e frequentabile da persone di tutte le età, incastonato nel verde pubblico già presente, in continuità con la villa comunale. In una prima versione, il progetto prevedeva l'eliminazione della scalinata che da viale Crispi scende fino a piazzale Paoli, risalente agli anni Venti, e l'abbattimento di una quindicina di alberi. Ipotesi che ha registrato forti opposizioni e che è stata poi eliminata. E' stato solo una delle cause dei gravi ritardi nella realizzazione dell’opera, la centro di roventi polemiche, in particolare da parte degli stessi comitati dei familiari delle vittime del sisma che hanno gridato alla vergogna accusando le amministrazioni di centrosinistra e centrodestra che si sono succedute.

Tra i motivi di ostacolo anche la protesta dei residenti del quartiere che si sono opposti, per il problema dei parcheggi. 

"La memoria - ha esordito il sindaco Biondi - non può essere cristallizzazione del lutto. Il miglior modo per onorare i nostri morti è piuttosto fare dell'Aquila una città sicura, vivibile e bella. Tanto da diventare modello in Italia. Per questa ragione non mi ha mai persuaso l'approccio del 'com'era e dov'era': una città deve avere la possibilità  di offrire costantemente una rilettura della sua evoluzione, della sua apertura al futuro".

Concetto ribadito anche dall'assessore Fabrizi.

"Questo bellissimo progetto unisce retrospettiva e prospettiva, e si lega con naturalezza con gli altri spazi urbani circostanti. Un grazie innanzitutto ai familiari delle vittime, che fortemente hanno voluto questo intervento".

Il progetto, va sottolineato, è stato man mano condiviso e aggiustato in base alle indicazione dei familiari delle vittime. A spiegarne la filosofia sottesa è stato il progettista Gaeta, chietino, e che ha studiato, prima del terremoto, proprio nella facoltà di Ingegneria dell'Aquila.

"Il parco della memoria - spiega il progettista - si sviluppa intorno al suo centro, la fontana monumentale, che dialoga per forma e dimensioni con il vicino palazzo dell'Emiciclo. L'obelisco è orientato idealmente verso la casa dello studente. E' un elemento totemico, evoca un albero che sale verso il cielo. Poi c'è l'elemento 'acqua', fonte della vita, e quello delle radici che si irraggiano alla base dell'obelisco, sotto la superficie della fontana. Da studente ho vissuto qui a L'Aquila - aggiunge poi -, una città a cui sono rimasto sempre molto legato. E questo per me ha significato metterci amore, nell' immaginare questo luogo, e nel partecipare a al bando".

"I progetti che riguardano la parte di confine, tra la vita e la mote, sono significativi, ma molto sofferti, non facili", ha aggiunto Di Luzio.

Infine la soddisfazione di Centofanti.

"Questo intervento è il risultato di un bando pubblico, innanzitutto, in modo del tutto trasparente. La memoria che questo luogo esprimerà, non deve avere a che fare con la morte, la memoria deve essere un seme di cambiamento. Forse chi frequenterà questo parco non ricorderà singolarmente ciascuna delle vittime. Ricorderà quel che è accaduto, questo si, e rifletterà sul fatto che non dovrà più accadere".

LA DIRETTA DI ABRUZZOWEB

 



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